A Kandahar

L’Isis rivendica l’attentato nella moschea in Afghanistan

Secondo Sky News Arabia il bilancio è di almeno 62 morti e 68 feriti. Bbc e Ap ribadiscono invece il dato di 37 vittime e 70 feriti

Articolo aggiornato il 15 ottobre alle ore 17:03

Afghanistan, attacco kamikaze ad una moschea sciita a Kandahar

2' di lettura

Kandahar insanguinata a due mesi dalla caduta di Kabul. Era il 15 agosto. Da due mesi i Talebani sono di nuovo padroni dell’A fghanistan. Esattamente due mesi dopo Kandahar, nel sud del Paese martoriato da decenni di guerre, culla del movimento fondato dal mullah Omar, piange almeno decine di vittime nella moschea di Bibi Fatima, frequentata dalla comunità sciita e colpita da almeno un’esplosione durante la preghiera del venerdì.

Il bilancio del gravissimo attentato, rivendicato dall’Isis, è salito ad almeno 41 morti e 70 feriti.

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Secondo le ultime informazioni, sarebbero stati almeno due gli attentatori suicidi che hanno causato la strage nella moschea: lo ha riferito un responsabile della sicurezza dell’edificio alla Anadolu. Secondo altre fonti, le esplosioni sarebbero state quattro: due all’interno della moschea e due nei pressi dei lavatoi esterni. Circa 500 i fedeli che sarebbero stai presenti nell’area al momento dell’attacco.

È passata solo una settimana dalla strage in un’altra moschea sciita, ma a Kunduz , nel nord del Paese, un orrore firmato dal ramo locale dell’Is (Is-K). A due mesi dalla caduta di Kabul, i Talebani hanno il loro “governo”, considerato “provvisorio” ma niente affatto “inclusivo” secondo i canoni occidentali. E poco dopo le prime notizie arrivate da Kandahar il portavoce del ministero degli Interni del governo talebano, Qari Saeed Khosti, si è affrettato a far sapere che «forze speciali dell’Emirato islamico sono arrivate sul posto per definire la natura dell’incidente e portare davanti alla giustizia i responsabili».

L’attacco a Kandahar, ha osservato da Kabul Stefanie Dekker di al-Jazeera, sembra trasmettere il «messaggio che nessun luogo è sicuro». «La carta della sicurezza, quella che i Talebani hanno sempre giocato affermando di essere l’unico gruppo in grado di garantire la sicurezza del Paese, è ora - ha rilevato - molto in discussione».

«Il terrorismo continua in Afghanistan con almeno 30 morti, decine di feriti, in un attacco suicida durante la preghiera del venerdì nella più grande moschea sciita di Kandahar». È quanto si legge in un tweet pubblicato dalla Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) dopo la strage a Kandahar. «Le Nazioni Unite condannano le ultime atrocità contro un’istituzione religiosa e i fedeli. I responsabili devono risponderne», conclude il tweet.

La Russia, intanto, si muove sul fronte della diplomazia internazionale. Zamir Kabulov, l’inviato del Cremlino in Afghanistan, ha detto che i talebani hanno confermato che parteciperanno ai cosiddetti colloqui “formato Mosca” nella capitale russa.

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