Città circondata

Afghanistan, talebani nel palazzo presidenziale: «Niente governo di transizione»

Il presidente afgano Ghani lascia il paese. Stati Uniti, Italia, Germania e Francia evacuano il personale diplomatico

Afghanistan, il ministro dell'Interno Mirzakwal: "Transizione pacifica, Kabul è sicura"

5' di lettura

Dopo una rapida marcia di avvicinamento, i talebani sono entrati a Kabul, la capitale dell’Afghanistan, «pacificamente», riferisce la Cnn. Hanno preso il controllo del Palazzo Presidenziale e avvertono: «Non ci sarà un governo di transizione». In città «si sentono crepitii di spari qua e là, ma non ci sono notizie di combattimenti in strada o di forze di sicurezza afghane ammassate in aree specifiche per impedire il loro ingresso. Per quanto ne sappiamo, ed è buio qui, quindi non siamo in grado di andare in giro e assistere a questi eventi, si stanno muovendo attraverso la città» senza incontrare resistenza, ha detto l'’nviato della Cnn. Secondo quanto riferisce l'agenzia locale Tolonews, presidente afghano Ashraf Ghani avrebbe lasciato il Paese.

Poche ore fa un portavoce degli integralisti aveva confermato che i loro combattenti erano entrati in massa nella città in risposta a un “problema di legge e ordine”. “La decisione è stata presa per evitare il rischio di furti e rapine in assenza di polizia e altro personale di sicurezza”, aveva detto il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid. Sono state segnalate sparatorie in diverse parti di Kabul e un ospedale della città ha reso noto su Twitter che “più di 40 persone” sono rimaste ferite in scontri alla periferia della capitale afghana e sono state ricoverate, secondo quanto riporta il Guardian.

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Mosca propone che l’Afghanistan sia messo sotto controllo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, mentre il governo afghano parla di una trattativa per un “pacifico passaggio di poteri verso un governo di transizione”: negoziatori talebani sono nel palazzo presidenziale per discutere con il presidente Ghani del trasferimento dei poteri. Si parla di un governo di transizione guidato dall’ex ministro dell’Interno Ali Ahmad Jalali. Il Papa chiede che “cessi il frastuono delle armi” e si torni “al tavolo del dialogo”. Nel frattempo, la gente scappa da Kabul anche in auto, causando lunghe code in uscita dalla città. A quanto si apprende il personale dell'ambasciata e i connazionali italiani che hanno risposto all'appello della Farnesina per il rientro in Italia sono arrivati all'aeroporto di Kabul. Per le 21.30 locali è prevista la partenza.

La prospettiva, secondo quanto riferiscono varie fonti riportate dai media internazionali, è quella delle dimissioni del presidente Ghani , e il passaggio del potere a un governo ad interim, guidato dai fondamentalisti. Secondo quanto riporta la Bbc, i talebani rivendicano al momento anche il controllo della base aerea e della prigione di Bagram, alla periferia di Kabul. Il complesso è stato l’epicentro della guerra contro i talebani e al-Qaeda per circa 20 anni fino al mese scorso, quando l’esercito americano è partito nel cuore della notte senza avvisare gli afgani. Le forze della coalizione guidate dagli Stati Uniti si sono trasferite nell’area nel dicembre 2001, e Bagram è stata in seguito trasformata in un’enorme base in grado di contenere fino a 10mila soldati.

Talebani: “Non vogliamo usare la forza”

I talebani sono dunque alla periferia della capitale, ma hanno ordinato ai loro combattenti di astenersi dal perpetrare violenze e di consentire un passaggio sicuro a chiunque scelga di andarsene. Il gruppo islamico non avrebbe intenzione di usare le armi, ma punterebbe ad una transizione ordinata, obiettivo di un gruppo di negoziatori talebani segnalati da una fonte della Cnn all’interno del palazzo presidenziale afghano. Tra loro c’è Anas Haqqani, fratello del vice leader talebano Sirajuddin Haqqani. In vista delle trattative, il presidente afghano Ashraf Ghani, scrive la Bbc, ha invece svolto consultazioni d’emergenza con l’inviato Usa Zalmay Khalilzad e altri rappresentanti della Nato.

A conferma del loro orientamento, in una nota, il gruppo islamico afferma di non avere intenzione di prendere Kabul “con la forza”. “La vita, la proprietà e la dignità di nessuno saranno danneggiate e la vita dei cittadini di Kabul non sarà a rischio”, affermano i talebani, che hanno ordinato ai loro combattenti di evitare violenze a Kabul e consentire un passaggio sicuro a chiunque decida di andarsene.

“L’Emirato islamico ordina a tutte le sue forze di attendere alle porte di Kabul, di non tentare di entrare in città”. Lo scrive su Twitter Zabihullah Mujahid, portavoce dei talebani, come riporta Afp. Una fonte residente in un quartiere della capitale afghana ha comunque detto a Af che “vi sono combattenti talebani armati nella zona, ma non vi sono combattimenti”.

Ex ambasciatore in Germania a capo del governo transizione

Il ministro dell’Interno ad interim, Abdul Sattar Mirzakwal, ha affermato che Kabul non sarà attaccata e che la transizione avverrà pacificamente. Lo riferisce Tolo News. Il ministro assicura ai residenti di Kabul che le forze di sicurezza garantiranno la sicurezza della città. Fonti diplomatiche riportate da diversi media stranieri riferiscono che a guidare il governo di transizione dopo che si saranno ufficializzate le dimissioni del presidente Ghani sarà l’ex ministro dell’Interno afghano ed ex ambasciatore in Germania Ali Ahmad Jalali.

Un certo numero di alti funzionari afgani, tra cui alcuni consiglieri del presidente Ghani, sono arrivati nelle ultime ore nella sala Vip dell’aeroporto di Kabul in attesa di un volo per lasciare la capitale. Lo ha riferito alla Cnn una fonte allo scalo internazionale Hamid Karzai della città. La loro destinazione è sconosciuta. La Cnn riferisce che nelle prime ore di oggi, un volo Air India da Delhi è atterrato all’aeroporto di Kabul, secondo i dati di tracciamento del volo, mentre un aereo Emirates in arrivo da Dubai ha evitato l’atterraggio proseguendo il volo.

Jalabad e Bamiyan cadute senza combattere

Questa mattina, a conferma del controllo pressoché totale del Pese da parte dei talebani, è caduta la città chiave di Jalalabad, nell’est del Paese. La capitale della provincia di Nangarhar è stata catturata senza combattere, come hanno spiegato all’agenzia tedesca Dpa due consiglieri provinciali e un residente. I talebani sono entrati a Jalalabad alle 6 di questa mattina, hanno spiegato alla Dpa.

La cattura della città di Jalalabad con una popolazione stimata di oltre 280mila abitanti e di altre aree della provincia dà agli insorti il ​​controllo del valico di frontiera di Torkham, la più grande rotta commerciale e di transito tra l’Afghanistan e il Pakistan. Il portavoce dei talebani ha annunciato che anche Bamiyan è caduta: la città e la sua valle sono famose per i Buddha distrutti proprio dai talebani esattamente 20 anni fa, nel 2001. Lo riferiscono i media internazionali in un aggiornamento della drammatica situazione in Afghanistan.

Diplomatici occidentali abbandonano il Paese

Nelle ultime ore paesi tra cui Stati Uniti, Italia, Germania e Francia hanno rotto gli indugi e hanno iniziato le operazioni di evacuazione del personale diplomatico. Il piano di evacuazione del personale dell’ambasciata italiana a Kabul e degli altri connazionali presenti in Afghanistan è in corso. Oggi, informa lo Stato Maggiore della Difesa, “militari del Comando operativo di vertice interforze, opportunamente supportati da elementi dell’Esercito, raggiungeranno la capitale afghana a bordo di un KC767 dell’Aeronautica Militare e avranno il compito di dirigere e coordinare a Kabul il rientro in Patria del personale diplomatico, dei connazionali e dei collaboratori afghani”.

Il Piano prevede già un volo di rientro in Italia con KC767 dell’Aeronautica Militare che arriverà in Italia domani. La Russia invece non evacuerà la sua ambasciata a Kabul, nonostante l’imminente presa della città da parte dei talebani. Lo riferiscono fonti russe.

Il presidente Usa Joe Biden ha autorizzato il dispiegamento in Afghanistan di ulteriori 1.000 truppe statunitensi, portando a circa 5mila il numero di militari statunitensi schierati per garantire quello che Biden chiama un “ritiro ordinato e sicuro” del personale americano e alleato dall'Afghanistan.

Le truppe statunitensi aiuteranno anche nell'evacuazione degli afgani che hanno lavorato con i militari durante la guerra di quasi due decenni. A conferma del timore che i talebani possano presto catturare Kabul, il personale dell'ambasciata degli Stati Uniti ha iniziato a distruggere urgentemente documenti sensibili.

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