La situazione

Afghanistan, ripresi i voli militari. I talebani offrono amnistia ai dipendenti pubblici. Per le donne «hijab non burka»

Sono ripresi all’aeroporto di Kabul i voli militari per l’evacuazione di diplomatici e civili stranieri ed afghani. Il Regno Unito ha evacuato 3.300 afgani nelle ultime ore. Gb, coordinamento G7 sia esteso a Russia e Cina

Articolo aggiornato alle ore 14.18 del 17 agosto

Afghanistan, leader Talebani: "Garantire la sicurezza per una vita pacifica"

12' di lettura

Sono ripresi all’aeroporto di Kabul i voli militari per l’evacuazione di diplomatici e civili stranieri ed afghani dopo la riapertura dello scalo nella notte. I voli erano stati sospesi ieri, dopo gli incidenti e le scene drammatiche di migliaia di persone sulla pista dell’aeroporto per tentare di imbarcarsi sugli aerei in partenza. I talebani, poi, hanno annunciato un’amnistia generale per tutti i funzionari statali, invitandoli a tornare al lavoro, due giorni dopo aver preso il potere in Afghanistan, invitando anche le donne a unirsi al loro governo in base però alla legge coranica (sharia).

«È stata dichiarata un’amnistia generale per tutti (...), quindi dovreste riprendere il vostro stile di vita con piena fiducia», hanno affermato i talebani in una nota. «L’Emirato islamico non vuole che le donne siano vittime. Dovrebbero essere nella struttura del governo in base alla sharia», sono le parole, riportate dalla tv satellitare al-Jazeera e dalla turca Trt, arrivate da Enamullah Samangani, rappresentante della “commissione cultura” dei Talebani. «La struttura del governo non è del tutto chiara, ma - ha aggiunto - dovrebbe esserci una guida completamente islamica e tutte le parti dovrebbero partecipare».

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Afghanistan in mano ai talebani: le immagini

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La situazione all’aeroporto di Kabul, preso d'assalto nei giorni scorsi (leggi sotto), si sarebbe stabilizzata. Lo ha detto nella mattinata di martedì il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab. In nottata è atterrato a Kabul il primo aereo dell’aviazione militare tedesca (un A400M) per la missione di recupero del personale tedesco e afghano, seguito da un secondo aereo a poche ore di distanza. «Con le persone da proteggere ora l’aereo è in viaggio per Taschkent/Uzbekistan», ha twittato il ministero della Difesa tedesco. Secondo il tabloid Bild, che cita fonti di governo, sull’aereo sono state caricate solo sette persone della lista ufficiale, di cui cinque di cittadinanza tedesca, un olandese e un afgano. Conferma arriva anche da Stefano Pontecorvo, alto rappresentante civile della Nato in Afghanistan, che su Twitter scrive che la pista «è aperta» all’aeroporto a Kabul.

Pentagono, in Usa 3 basi ospiteranno 22 mila afghani

In Usa ci sono tre basi militari pronte ad ospitare sino a 22 mila alleati afghani nelle prossime settimane: lo ha detto il portavoce del Pentagono John Kirby in una intervista alla Cnn, assicurando che gli Stati Uniti continueranno a lavorare per evacuare il maggior numero possibile di cittadini americani e interpreti afghani nei prossimi giorni. In generale, gli Usa pensano di poter evacuare da 5000 a 9000 persone al giorno dall’ aeroporto di Kabul, dove ci sono circa 3500 soldati americani per garantire la sicurezza delle operazioni: lo ha detto ancora Kirby alla Cnn.

Stoltenberg (Nato): fallimento dei leader afghani

«Terminare la missione in Afghanistan non è stato facile: il dilemma era lasciare e vedere i talebani riprendere il controllo o restare in una guerra senza fine. Non volevamo stare in Afghanistan per sempre»: lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. «Quello che abbiamo visto nelle ultime settimane è stato un collasso militare e politico non prevedibile. La leadership politica afgana ha fallito nel trovare una soluzione politica e questo fallimento porta alla tragedia a cui stiamo assistendo oggi», ha aggiunto.

Presidente tedesco Steinmeier: «Tragedia di cui siamo corresponsabili»

«Questi giorni stiamo vivendo una tragedia umana di cui siamo corresponsabili». Lo ha detto il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, secondo il quale l’ascesa dei Talebani in Afghanistan avrà “conseguenze” a lungo termine per la politica mondiale e la Germania deve fare tutto il possibile per portare in salvo i connazionali e gli afghani che hanno collaborato negli anni con la missione in Afghanistan. Secondo Steinmeier, «il fallimento dei nostri sforzi negli anni in Afghanistan per costruire una politica stabile e fattibile pone interrogativi fondamentali per il passato e il futuro della nostra politica estera e del nostro impegno militare» e ci sono «domande amare» che hanno bisogno di risposte da parte di tutti i Paesi occidentali «perché senza questa alleanza e solidarietà nell’alleanza non saremmo andati in Afghanistan 20 anni fa». «Insieme ai nostri alleati dobbiamo cercare il modo di aiutare anche coloro che ora sono minacciati - ha detto ancora - Le immagini di disperazione all’aeroporto di Kabul sono vergognose per il mondo politico dell’Occidente. A maggior ragione dobbiamo stare dalla parte di coloro che sono compromessi, per il loro lavoro e il sostegno alle missioni».

Un portavoce talebano: per le donne hijab non burka

Uno dei portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, ha dichiarato a Sky News che le donne afghane potranno accedere all’istruzione, compresa l’università, sotto il dominio dei talebani, aggiungendo che le donne dovranno indossare l’hijab ma non il burka. Suhail Shaheen ha affermato inoltre che “migliaia” di scuole continuano a funzionare.

Mosca, i primi segnali dei Talebani sono positivi, ma non tratteremo con i terroristi

I talebani stanno dimostrando la loro volontà di lavorare con altre forze politiche afgane, il che è un segnale positivo. Lo ha detto il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov. «Il fatto che i talebani stiano ora dichiarando, e dimostrando nella pratica, la loro volontà di rispettare l’opinione degli altri è, credo, un segnale positivo. In particolare hanno detto che sono pronti a discutere un governo in cui non ci siano solo loro ma che preveda anche la partecipazione di altri rappresentanti afgani», ha detto Lavrov in una riunione con il personale docente della regione di Kaliningrad. Lo riporta Interfax. Lavrov ha anche detto che Mosca interagirà con varie forze politiche in Afghanistan solo fino a quando non saranno legate ai terroristi. [Ho detto che la Russia interagirà con le forze politiche, il che esclude i gruppi che esistono lì e che sono stati collegati ad al-Qaeda o all’Isis: queste sono organizzazioni puramente terroristiche e non le elenchiamo come gruppi politici], ha detto Lavrov a Kaliningrad. I talebani (che sono comunque banditi in Russia in quanto considerati un’organizzazione terroristica, ndr) «hanno un ufficio politico comunemente riconosciuto» e la Russia «ha negoziato e sta negoziando con loro», ha detto infine Lavrov.


Regno Unito ha evacuato 3.300 afgani nelle ultime ore

Sono 3.300 i cittadini afgani evacuati nelle ultime ore dai militari britannici nell’ambito del ponte aereo in corso da Kabul dopo la travolgente avanzata dei Talebani nella capitale e nel Paese. Lo ha detto a Bbc Radio 4 il ministro degli Esteri, Dominic Raab, precisando che l’operazione va avanti e che prosegue anche il rimpatrio di cittadini britannici tuttora presenti in Afghanistan, con altre 150 persone rientrate solo domenica. Raab ha definito «angoscianti» le drammatiche scene del fuggi fuggi in aeroporto, ma ha aggiunto che stamane «la situazione appare più stabile» dopo l’arrivo di «altri militari britannici e americani».

Anche la Francia, utilizzando un Airbus A310 decollato dalla capitale degli Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi e atteso nel pomeriggio di martedì all’aeroporto parigino di Roissy Charles-de-Gaulle, sta evacuando connazionali e non. A bordo ci sono 45 persone tra cittadini francesi e di paesi partner evacuati da Kabul dalle autorità transalpine: lo ha reso noto il ministero delle Forze Armate. «L’aereo è decollato, è previsto nel pomeriggio», ha detto la stessa fonte. Altri collegamenti sono previsti nelle prossime ore e nei prossimi giorni per evacuare tutti i cittadini francesi da Kabul, così come gli afgani che hanno lavorato per organizzazioni francesi e che stanno lasciando il Paese.

Portavoce Ue: lavoriamo per offrire strada sicura ad afghani

In queste ore, oltre ai singoli Paesi, anche l’Unione europea si mobilita per garantire un rifugio agli afghani che rischiano l'accusa di collaborazionismo con i Paesi occidentali. “La priorità è l’evacuazione degli afgani che lavoravano per gli Stati Ue, ma lavoriamo per un approccio complessivo” dei migranti dall'Afghanistan “che fornisca una strada legale e sicura, affrontando i rischi dell’immigrazione illegale”, ha sottolineato un portavoce della Commissione Ue. “Sono elementi che vanno discussi a livello politico nei prossimi giorni”, ha aggiunto il portavoce, spiegando che la commissaria agli affari interni, Ylva Johansson, incontrerà oggi il commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi, proprio per avviare il confronto.

Ricostituita ambasciata italiana di Kabul alla Farnesina

A Roma è arrivato ieri il primo volo del ponte aereo messo a punto dalla Difesa per evacuare i connazionali dall’Afghanistan. Il Kc767 dell’Aeronautica Militare è atterrato a Fiumicino alle 14.28 di lunedì, con 74 persone a bordo tra personale dell’ambasciata, connazionali che si trovavano in Afghanistan e una ventina di ex collaboratori afghani a rischio ritorsioni se fossero rimasti in patria. Il ponte aereo continuerà nei prossimi giorni. .

Dopo il rientro ieri in Italia dall’Afghanistan del nostro personale diplomatico, la Farnesina ha reso noto che l’Ambasciata d’Italia a Kabul, guidata da Vittorio Sandalli, è stata immediatamente ricostituita presso il ministero degli Esteri, al pari delle altre rappresentanza diplomatiche europee ridislocate in patria, ed è già operativa. In stretto coordinamento con i partner europei, monitora la situazione sul terreno anche in vista della riunione dei ministri degli Esteri Ue di oggi. Inoltre, continua ad essere operativo un presidio diplomatico italiano presso l'aeroporto di Kabul, in stretto coordinamento con la catena militare italiana e internazionale.

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Johnson-Merkel, insieme per prevenire crisi umanitaria

«Un approccio condiviso» sull’Afghanistan in seno alla comunità internazionale è «cruciale» per portare avanti l’evacuazione di coloro che vogliono lasciare il Paese dopo l’avanzata dei Talebani fino a Kabul e «prevenire una crisi umanitaria» più grave, oltre che per cercare d’influire sul futuro del Paese. Lo hanno sottolineato in piena sintonia il primo ministro britannico Boris Johnson e la cancelliera tedesca Angela Merkel in una conversazione ad hoc di cui dà conto stamane Downing Street, precisando come tra l’altro Johnson abbia ribadito l’intenzione - già annunciata ieri in un analogo colloquio con il presidente francese Emmanuel Macron - di convocare intanto in veste di presidente di turno un video-vertice dei leader del G7 sul dossier afgano.

La resa di Kandahar

Tutto questo mentre i talebani avevano fatto sapere che l’ultima resistenza delle forze armate afghane all’aeroporto di Kandahar, la seconda città afghana, nel sud, era cessata e che le forze speciali, accerchiate dopo tre giorni di combattimento, si erano arrese.

Cadavere di un rifugiato trovato nel vano carrelli di un C-17 Usa

Dopo i due uomini precipitati nel vuoto dopo essersi aggrappati ad un aereo in decollo dall’aeroporto di Kabul, il Washington Post dà notizia di una nuova vittima della fuga disperata di molti civili afghani: il cadavere di un uomo è stato trovato nel vano carrelli di un aereo da trasporto americano C-17. Due fonti hanno detto al giornale che il corpo incastrato tra i carrelli ha temporaneamente reso inutilizzabile l’aereo. Si tratta dello stesso modello di velivolo sul quale sono saliti circa 640 civili afghani - ben oltre la regolare capienza - trasferiti in Qatar (vedi foto sotto, ndr).

Il dramma dell’aeroporto di Kabul

Dopo la conquista di Kabul, nella notte del 16 agosto migliaia di afghani hanno passato la notte all’aeroporto della capitale afghana mentre la città è in preda al caos. L’agenzia Tolo news ha diffuso sui social un video che mostra una folla di persone sulle piste dell’aeroporto che tentano di imbarcarsi sui voli internazionali. Almeno 10 persone sono rimaste uccise nel caos. Nello scalo preso d’assalto sono stati sparati dei colpi e ne è seguita una fuga precipitosa, che ha causato vittime. Il Pentagono ha riferito che le forze statunitensi hanno ucciso due persone armate. Altre due persone sono morte dopo essere cadute da un aereo militare americano al quale si erano aggrappati dopo il decollo. Alcuni testimoni oculari hanno detto che 10 persone sono rimaste ferite. Il corrispondente del Pentagono Marcus Weisberger ha pubblicato una foto dove si vedono circa 640 persone nella stiva di un aereo militare statunitense decollato da Kabul.

WP: trovato corpo di un rifugiato nel vano ruote di C 17

Si allunga intanto la lista delle persone che hanno trovato una morte orribile mentre cercavano di imbarcarsi a tutti i costi a bordo degli aerei Usa. Secondo quanto riferisce il Washington Post, un corpo è stato trovato nel vano ruote di un C17, un aereo cargo dell’Us Air Force. Subito dopo il decollo da Kabul, i piloti avevano segnalato la necessità di fare un atterraggio di emergenza perché non riuscivano a far rientrare le ruote. Dopo l’atterraggio in un’altra località, è stata fatta la macabra scoperta. Non è chiaro se l’aereo in questione sia lo stesso che appare nel video, diventato virale, che mostra due persone che cadono nel vuoto dal C17 appena decollato. Un video è stato definito credibile da una delle fonti militari interpellate dal Post.

La testimonianza di Emergency: feriti in aeroporto

Gli operatori di Emergency fanno sapere: «Abbiamo ricevuto persone ferite da proiettili dopo gli scontri in aeroporto di ieri [domenica, ndr]. Ci sono stati conflitti a fuoco perchè molti cercavano di salire sugli aerei senza visti nè passaporti. Anche noi abbiamo avuto notizia di vittime», racconta Alberto Zanin, coordinatore medico del Centro per vittime di guerra di Emergency a Kabul. «Questa mattina [lunedì, ndr] - spiega Zanin - sono 115 i pazienti ricoverati nel nostro ospedale, rispetto ad una capienza di 100 posti».

In precedenza, il dipartimento di Stato Usa aveva detto che l’esercito americano aveva «messo in sicurezza» l’aeroporto di Kabul, dove il personale dell’ambasciata si è raccolto in attesa dell’evacuazione dopo che la capitale è stata conquistata dai talebani. «Possiamo confermare che l’evacuazione sicura di tutto il personale dell’ambasciata è stata completata», ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price in una nota. «Tutto il personale dell’ambasciata si trova nell’aeroporto internazionale di Hamid Karzai, il cui perimetro è protetto dalle forze armate statunitensi». Intanto, i talebani hanno annunciato nella mattina di lunedì di avere sotto controllo oltre il 90% degli edifici statali.

Merkel: l'Occidente ha fallito. Molti migranti, dobbiamo aiutare

Amaro il commento fatto lunedì dalla cancelliera tedesca: «Volevamo costruire un Paese dotato di una struttura democratica, non ci siamo riusciti. Non c’è stato alcun collegamento tra le forze armate afgane e il popolo, non ha funzionato come pensavamo. Bisogna guardare anche ad altro: cosa si può ottenere intervenendo in questo modo? Come possiamo incidere sull’ordinamento politico in altri paesi?», si è chiesta Merkel. Per concludere: «La decisione di ritirarsi ha innescato una sua dinamica. Per molti che credevano nella democrazia e nella libertà, soprattutto per le donne, questi sono eventi molto amari». «Molte persone cercheranno di lasciare l’Afghanistan e dobbiamo fare di tutto per aiutare i Paesi» confinanti «a sostenere i rifugiati», ha detto ancora la cancelliera tedesca. «Il tema ci riguarderà a lungo», ha proseguito Merkel.

Anche Giappone e India chiudono l’ambasciata, restano Cina, Russia e Pakistan

Dopo diverse altre nazioni, anche il Giappone, nella giornata di martedì, ha chiuso la sua ambasciata a Kabul a causa del peggioramento della situazione della sicurezza in Afghanistan. Gli ultimi dodici membri del personale dell’ambasciata hanno lasciato il Paese, ha detto il ministero degli Esteri nipponico. Stessa decisione anche da parte dell’India, che ha sgomberato, almeno temporaneamente, l’ambasciata a Kabul. «Alla luce delle circostanze - si legge in un tweet del portavoce del ministero degli Esteri di Nuova Delhi, Arindam Bagchi - è stato deciso che il nostro ambasciatore a Kabul e lo staff indiano rientreranno immediatamente in India». Restano tre, rileva la Bbc, le ambasciate che continuano a lavorare ’normalmente’ in Afghanistan, dopo la resa di Kabul ai Talebani, e sono quelle di Cina, Russia e Pakistan.

Turchia, dai Talebani messaggi positivi, speriamo azioni corrispondano

«Riteniamo che i messaggi dati finora dai talebani agli stranieri, alle missioni diplomatiche e alla popolazione siano positivi. Speriamo che questo si rifletta nelle loro azioni». Così il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu sulla situazione in Afghanistan.

Cina, rispettiamo desideri e scelta popolo. Usa non costruiscono, distruggono

Secondo la Cina, la situazione in Afghanistan «ha subito grandi cambiamenti e rispettiamo desideri e scelte del popolo afghano». La guerra, ha detto lunedì la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, «dura da oltre 40 anni: fermarla e raggiungere la pace non è solo la voce unanime degli oltre 30 milioni di afghani, ma anche l’aspettativa comune di comunità internazionale e Paesi regionali». Pechino nota che domenica i talebani «hanno affermato che la guerra è finita e che negozieranno un governo islamico aperto e inclusivo, oltre a intraprendere azioni responsabili per garantire la sicurezza di cittadini afghani e missioni straniere». Martedì è arrivata una dichiarazione ufficiale da parte della portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying: gli Stati Uniti «non stavano cercando di ricostruire in Afghanistan: questa è una dichiarazione veritiera, perché l’obiettivo degli Stati Uniti non è stato affatto di ricostruire». Commentato il discorso tenuto lunedì alla nazione dal presidente americano Joe Biden, la portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying ha affermato «che sia in Iraq, Siria o Afghanistan, ovunque vada l’esercito americano lascia turbolenze e divisione, caos, famiglie distrutte e devastazione», ha aggiunto Hua nella conferenza stampa quotidiana. «La forza e il ruolo degli Stati Uniti è la distruzione, non la costruzione».

I talebani cercano di tranquillizzare la popolazione

I talebani hanno affermato lunedì che la situazione a Kabul, dopo la loro presa del potere, è «pacifica» e «non si ha notizia di scontri». Lo afferma una personalità dei jihadisti, citato dalla Bbc, che non fornisce il nome. Secondo quanto riporta la Bbc ripubblicando un tweet del loro portavoce, i talebani avrebbero ordinati ai mujaheddin di lasciare in pace i residenti. «L’Emirato Islamico ha ordinato ai suoi mujaheddin e ancora una volta li istruisce che nessuno può entrare in casa di nessuno senza permesso - si legge nel messaggio -. La vita, la proprietà e l’onore di nessuno saranno danneggiati, ma devono essere protetti dai mujaheddin». I talebani hanno anche lanciato un nuovo video in cui il vicecapo promette «serenità» alla nazione e di occuparsi dei bisogni della gente. «Questa è l’ora della prova. Noi forniremo i servizi alla nostra nazione, daremo serenità alla nazione intera e faremo del nostro meglio per migliorare la vita delle persone», dice nel video, citato dalla Bbc, il mullah Baradar Akhund seduto nel palazzo presidenziale circondato da miliziani armati. «Il modo in cui siamo arrivati era inatteso e abbiamo raggiunto questa posizione che non ci aspettavamo», dice ancora Akhund.

Il presidente: «Sono fuggito per evitare bagno di sangue»

Il presidente afghano Ashraf Ghani ha lasciato il Paese nella serata del 15 agosto. L’ho fatto «per evitare un bagno di sangue», spiega in un post su Facebook . E, stando all’agenzia di stampa Asia-Plus, che cita un funzionario del governo afghano, Ghani sarebbe volato da Kabul al Tagikistan. Secondo il funzionario Sajad Nuristani, Ghani era accompagnato dal suo consigliere per la sicurezza nazionale Hamdullah Muhib. Nuristani ha osservato che dopo il Tagikistan, Ghani volerebbe in un paese terzo non ancora identificato.

Jalabad e Bamiyan cadute senza combattere

Nella mattinata del 15 agosto, a conferma del controllo pressoché totale del Pese da parte dei talebani, è caduta la città chiave di Jalalabad, nell'est del Paese. La capitale della provincia di Nangarhar è stata catturata senza combattere, come hanno spiegato all'agenzia tedesca Dpa due consiglieri provinciali e un residente. I talebani sono entrati a Jalalabad alle 6 di questa mattina, hanno spiegato alla Dpa.

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