Medio Oriente

Biden: finita l’era delle grandi operazioni militari

Biden nel suo discorso alla nazione: rispettata la promessa di porre fine alla guerra, ma con Isis-K non abbiamo finito, non dimentichiamo e non perdoniamo. Emergono contraddizioni dalla riunione dei ministri dell’Interno Ue sull’accoglienza ai rifugiati. Completato il ritiro delle truppe Usa. Ora Kabul è nelle mani dei talebani, che festeggiano: una «lezione» per gli «invasori», ricevendo anche i complimenti di Al Qaida. La Cina attacca gli Usa. Il presidente statunitense Joe Biden parlerà alla nazione nel pomeriggio ora locale

Biden: "Si conclude missione in Afghanistan, guerra più lunga degli Usa"
  • Biden: «Mi sono rifiutato di aprire un altro decennio di guerra»

    «È stata la scelta più saggia e più giusta per l’America. Era ora di finire questa guerra, ho mantenuto il mio impegno con il nostro Paese»: Joe Biden, sommerso dalle critiche per la caotica fuga dall’Afghanistan, parlando in diretta tv alla nazione tira fuori le unghie e difende con orgoglio le sue decisioni. «Mi assumo tutte le responsabilità. La scelta era andare via seguendo gli accordi fatti dal mio predecessore o un’escalation militare inviando altre migliaia di soldati. E mi sono rifiutato di aprire un altro decennio di guerra. Mentre ora dobbiamo guardare al futuro e affrontare le sfide di questo secolo, come la competizione con Cina e Russia. Il mondo è cambiato».
    Sono passate 24 ore dal decollo dell’ultimo aereo militare Usa dall’aeroporto di Kabul e Biden tenta così di voltare definitivamente pagina, lasciandosi alle spalle le lacrime del suo ultimo discorso e mostrando una grinta quasi inaspettata. Come quando, puntando il dito verso la telecamera, avverte i terroristi che hanno ucciso giorni fa tredici soldati Usa: «Vi inseguiremo fino agli inferi, la pagherete». Il presidente definisce quindi l’operazione di evacuazione dall’Afghanistan appena completata «uno straordinario successo» che ha riportato a casa almeno 4.500 americani con un ponte aereo mai visto. E promette che i 100, 200 americani rimasti saranno rimpatriati se lo vorranno, per loro non c’è alcuna scadenza.

  • Biden, è stata la decisione più saggia per l’America

    «È arrivato il momento di guardare al futuro. Questa è la decisione giusta, la decisione più saggia per l’America»: così Joe Biden ha concluso il suo discorso alla nazione sulla fine della guerra in Afghanistan.

    Il presidente Usa Joe Biden durante il suo messaggio alla nazione del 31 agosto. (EPA/MICHAEL REYNOLDS)

  • Biden: ho rispettato promessa di porre fine alla guerra

    «Io ho preso un impegno con il popolo che avrei posto fine alla guerra» in Afghanistan «e oggi ho rispettato impegno», ha detto ancora il presidente Usa Joe Biden.

  • Biden, nuova sfida è competere con Cina e Russia

    «Il mondo sta cambiando, dobbiamo affrontare le sfide di questo secolo e la competizione con la Cina o la Russia, continuando a combattere il terrorismo»: lo ha detto Joe Biden.

  • Biden: «Era ora di finire guerra, ci sono nuove minacce»

    «Era ora di finire questa guerra. C’è un mondo nuovo e dobbiamo difendere gli Usa da nuove minacce. La nostra strategia deve cambiare. Non avevamo bisogno di continuare una guerra di terra»: lo ha detto Joe Biden. «Mi sono rifiutato di aprire un altro decennio di guerra e ho mantenuto il mio impegno con gli americani di finire questa guerra, una cosa che sarebbe dovuta avvenire già molto tempo fa», ha aggiunto Biden, precisando che è stato stimato che ogni giorno in Afghanistan sono stati spesi «300 milioni di dollari».

  • Biden: finita l’era delle grandi operazioni militari

    Biden: la decisione sull’Afghanistan riguarda anche la fine di un’era di grandi operazioni militari per ricostruire altri Paesi.

  • Bioden: con Isis-K non abbiamo finito. Non dimentichiamo e non perdoniamo

    Il presidente Usa: con l’Isis-K non abbiamo ancora finito. «Gli Stati Uniti non dimenticheranno, non perdoneranno, vi inseguiremo fino agli inferi e pagherete il vostro prezzo»: è il messaggio di Biden ai militanti dell’Isis-K e a tutti i terroristi.

  • Biden, mi prendo responsabilità delle decisioni

    «Mi prendo la responsabilità per tutte le decisioni prese. Non volevo continuare questa guerra per sempre»: lo ha detto Joe Biden.

  • Biden: Afghanistan non potrà mai essere usato per attaccarci

    Biden: la priorità è che l’Afghanistan non possa mai essere usato per lanciare un attacco agli Stati Uniti.

  • Biden: l’evacuazione non poteva essere più ordinata

    Il presidente Usa: l’evacuazione non avrebbe potuto essere più ordinata.

  • Biden: no scadenze per americani che vogliono uscire da Kabul

    «Ci sono ancora 100-200 americani in Afghanistan e per loro non c’è nessuna scadenza. Li faremo uscire se vogliono uscire»: lo ha detto Joe Biden.

  • Biden: la scelta era tra andar via o aspettarsi un’escalation

    Il presidente Usa: «Di fronte all’avanzata dei talebani avevano due scelte: o seguire gli accordi fatti dal mio predecessore Donald Trump o inviare altre migliaia di soldati in una escalation della guerra»: lo ha detto Joe Biden.

  • Biden: abbiamo leve giuste per costringere i Talebani a rispettare impegni

    Biden ha aggiunto: abbiamo le leve giuste per assicurarci che i Talebani rispettino gli impegni per il passaggio sicuro degli americani ancora in Afghanistan.

  • Biden: riportati a casa 5.500 americani

    Biden: noi e i nostri alleati siamo riusciti a riportare a casa 5.500 cittadini Usa, il 90% di quelli che volevano lasciare l’Afghanistan.

  • Biden: evacuazione «successo straordinario»

    Il presidente Usa Joe Biden ha detto nel suo messaggio alla nazione: finita una guerra di 20 anni, l’evacuazione è stato un successo straordinario. «Abbiamo completato uno dei più grandi ponti aerei della storia con oltre 120.000 persone evacuate in sicurezza. Quel numero è più del doppio di quello che la maggior parte degli esperti pensava fosse possibile. Nessuna nazione ha mai fatto qualcosa di simile in tutta la storia. Solo gli Stati Uniti avevano la capacità, la volontà e la capacità di farlo. Lo abbiamo fatto oggi. Lo straordinario successo di questa missione è dovuto alle incredibili abilità e coraggio dell’esercito degli Stati Uniti e dei nostri diplomatici e professionisti dell’intelligence. È stata una missione di misericordia, non di guerra».

  • Guerini ringrazia militari: lavoro straordinario, orgoglio Italia

    «Bentornati a casa e grazie per ciò che avete fatto, per il lavoro straordinario che avete compiuto e per come l’avete fatto considerando le difficili condizioni in cui avete operato. A voi tutti va il ringraziamento dell’intero Paese» così il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini che questo pomeriggio ha accolto all’aeroporto di Ciampino i militari italiani al rientro dall’Afghanistan. Erano presenti anche i Sottosegretari alla Difesa On. Giorgio Mulè e Sen. Stefania Pucciarelli e i Presidenti della IV Commissione Difesa di Senato e Camera Sen. Roberta Pinotti e On. Gianluca Rizzo.

  • Segretario Onu Guterres: si prospetta catastrofe umanitaria

    Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha espresso «grave preoccupazione per l’aggravarsi della crisi umanitaria in Afghanistan» nel primo giorno di governo dei talebani dopo il ritiro delle ultime forze statunitensi dall’Afghanistan. Guterres ha parlato dell’incombere di una «catastrofe umanitaria»: 18 milioni di afghani hanno bisogno di aiuti per sopravvivere, uno su tre non sa da dove verrà il prossimo pasto, si prevede che oltre la metà di tutti i bambini sotto i 5 anni diventino «gravemente malnutriti» nel prossimo anno, e ogni giorno le persone perderanno l’accesso a beni e servizi di base. «Con una grave siccità e con condizioni invernali rigide all’orizzonte, cibo, riparo e forniture sanitarie extra devono essere urgentemente trasferiti nel Paese», ha affermato Guterres.

  • Commissaria Ue all’Interno Johansson: forum reinsediamento mese prossimo

    «Convocherò un forum ad alto livello sul reinsediamento il mese prossimo per continuare a discutere su questo tema con gli Stati membri in un contesto globale, con altri paesi che sono pronti a fare di più su questo. La soluzione per le persone in Afghanistan non è quella del reinsediamento ma ci sono delle persone che hanno bisogno di raggiungere la sicurezza che è garantita qui nell’Ue». Lo ha detto la commissaria Ue all’interno, Ylva Johansson, al termine del Consiglio straordinario Ue dei ministri dell’interno a Bruxelles.

  • Ministro Difesa Guerini: «Impegno comunità internazionale non dimenticare chi spera in aiuto»

    «Primo impegno della comunità internazionale è non dimenticarsi, guardare ancora quegli sguardi costruendo iniziative diplomatiche e politiche». Lo ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini accogliendo all'aeroporto militare di Ciampino gli ultimi militari italiani di rientro dall'Afghanistan, esprimendo «rammarico e costernazione» per le tante persone che cercavano l'aiuto dell'Italia e dei Paesi alleati in aeroporto a Kabul ma che non è stato possibile evacuare.

  • Al Qaida si congratula con i talebani per la «vittoria»

    A poche ore dal ritiro definitivo degli Usa in Afghanistan Al Qaida si è fatta sentire congratulandosi con i talebani per la «vittoria». «È una lezione e un esempio per tutti i jihadisti», si legge nel comunicato in inglese e arabo riportato dal Site, il sito che monitora l’estremismo islamico sul web. Il gruppo terroristico invita inoltre «le masse» in Europa e nell’est dell’Asia a «liberarsi dall’egemonia americana-occidentale».

  • Talebani hanno scortato americani a ingressi scalo grazie ad accordo segreto

    I militari americani hanno definito un accordo segreto con i Talebani per cui esponenti del movimento che ha preso il potere a Kabul lo scorso 15 agosto nei giorni dell’evacuazione degli americani dall’Afghanistan hanno scortato gruppi di americani da ’centri di raccolta’ predefiniti nei dintorni dello scalo fino agli ingressi dell’aeroporto di Kabul, hanno reso noto due fonti della difesa Usa citate da Cnn. Le forze speciali americane hanno aperto un ’ingresso segreto’ all’aeroporto a cui fare arrivare gli americani che volevano fuggire dal Paese. Il servizio di scorta dei talebani avveniva diverse volte al giorno. Uno dei punti di raccolta era di fronte a un edificio del ministero degli Interni.

    L’ambasciatore Usa in Afghanistan Ross Wilson (con la bandiera Usa arrotolata) e alcuni suoi collaboratori posano per una “foto ricordo” prima di lasciare Kabul. (Handout / US State Department / AFP)

  • Croce Rossa, futuro profughi altra sfida per l’Italia

    «Al loro arrivo erano stremati per il lungo viaggio, non solo quello aereo, ma anche per gli spostamenti in Afghanistan e, soprattutto, spaventati per il salto verso l’ignoto: poi, con le prima cure, la nostra accoglienza calorosa, un letto, del cibo caldo e l’apporto di mediatori e psicologi, si sono rassicurati. Ora i profughi dovranno affrontare il futuro, un’altra sfida per loro e per il nostro paese». Così il presidente regionale abruzzese della Cri, Gabriele Perfetti, nel fare il punto della situazione nell’hub di accoglienza e smistamento allestito dalla stessa Croce Rossa e dalla Protezione civile nell’interporto di Avezzano (L’Aquila). «Noi operatori abbiamo evitato di parlare della loro esperienza nell’inferno dell’Afghanistan dopo il ritorno del regime talebano - spiega ancora Perfetti -. Sono ferite che rimangono dentro e che si attenueranno con il passare del tempo e con una vita normale in un paese democratico e solidale».

  • A Ciampino gli ultimi militari italiani

    La Joint evacuation task force (Jetf) è rientrata questa sera a Roma dall’Afghanistan. Ad accoglierla all’arrivo all’aeroporto di Ciampino con gli onori militari, il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, accompagnato dal Comandante del Comando operativo di vertice interforze (Covi), generale di Corpo d’Armata, Luciano Portolano. Sull’aereo anche tre minorenni afghani con un interprete. Dal 13 agosto sono stati effettuati 90 voli nell'operazione ‘Aquila Omnia' con l'impiego di 1500 militari italiani del Comando operativo di vertice Interforze. Sono state evacuate 5011 persone, di cui 4890 cittadini afghani.

  • New York Post critica Biden: «Disonore»

    La prima pagina odierna del giornale conservatore New York Post pubblica una foto a tutta pagina che fa vedere Biden insieme alla moglie alla cerimonia di arrivo delle salme dei soldati Usa, uccisi dall’attacco dell’Isis-K dell altro giorno. Biden sta guardando l’orologio. Esplicita la didascalia: «Disonore - Biden guarda l’orologio mentre i feretri tornano in patria. Gli americani abbandonati dopo la partenza dell’ultimo aereo da Kabul»

    La prima pagina del numero di oggi del New York Post

  • Ue, non fissiamo un target per i reinsediamenti

    Non ci sono quote generali fissate per i reinsediamenti nell’Ue di profughi dall’Afghanistan. «Non possiamo dare numeri, né fissare obiettivi. A differenza del Canada, noi abbiamo molti arrivi illegali. Abbiamo dato l’asilo a 300mila persone» lo scorso anno, ha spiegato la commissaria Ue Ylva Johansson rispondendo ad una domanda.

    Il testo della dichiarazione dei ministri dell’Interno Ue

  • Ministro Interno danese: rifugiati afghani devono restare nella regione

    Secondo quanto riporta su Twitter David Carretta, corrispondente Ue di Radio Radicale e del Foglio, «Il ministro dell’Interno danese, il socialdemocratico Mattias Tesfayer, figlio di un immigrato etiope» avrebbe detto alla riunione dei ministri dell’Interno Ue, sui rifugiati afgani: «Non devono venire in Europa, devono restare nella regione. Pieno sostegno a Lituania, Bulgaria, Grecia, Ungheria, Spagna che rafforzano frontiere».

  • Lamorgese, Paesi Ue disponibili ad accoglienza afghani

    I ministri dell’Interno Ue “hanno approvato un testo” di dichiarazione finale “che rispetto a quello originariamente previsto è stato arricchito con un riferimento ad un forum per i reinsediamenti che dovrebbe tenersi a breve”. Lo ha spiegato la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, al termine del Consiglio straordinario sull’Afghanistan. “E’ stata manifestata da parte di tutti i Paesi la piena disponibilità ad un approccio ordinato e completo degli arrivi degli afghani - ha aggiunto - e a partecipare anche all’accoglienza di persone che fuggono da situazioni difficili». Lamorgese ha precisato che i ministri dell’Interno Ue «hanno approvato un testo» di dichiarazione finale che è stato arricchito anche con un «riferimento alla minaccia ibrida». Inoltre «è stato fatto un riferimento a tutte le rotte, quindi un’attenzione particolare da parte di tutti i Paesi, da parte della Commissione europea, a tutte le altre rotte che comunque hanno delle complicazioni analoghe e che sono determinate da situazioni contingenti, perché è un problema molto complesso che va visto nella sua interezza», ha aggiunto Lamorgese.

  • Johansson (Affari interni Ue), a settembre forum sui reinsediamenti

    «Come seguito del consiglio Interni Ue di oggi, convocherò a settembre un forum ad alto livello sui reinsediamenti per discutere delle priorità concrete con gli Stati membri e fornire soluzioni sostenibili agli afghani più vulnerabili, in particolare donne e bambini, ma anche attivisti dei diritti umani, giornalisti e avvocati» Lo scrive la commissaria agli Affari interni Ue, Ylva Johansson, su Twitter, a margine della riunione. «Collaboreremo con altri leader globali per un approccio coordinato per vie legali e sicure per i reinsediamenti», scrive.

  • Tra pochi corrispondenti rimasti Lyse Doucet della Bbc e Mujib Mashal del Nyt

    Con la partenza di tutti i militari stranieri, non sono molti i corrispondenti occidentali rimasti in Afghanistan. Fra questi c’è Lyse Doucet, della Bbc, che oggi ha firmato un servizio da Kabul, dedicato alle lunghe code per accedere agli sportelli bancari, con il foulard in testa, e Mujib Mashal, del New York Times, un giornalista cresciuto a Kabul «ritornato prima della vittoria dei Talebani, per seguire la fine di un’epoca e il terribile inizio di un’altra», come viene presentato dalla sua testata. Nel suo ultimo tweet fa notare «quanto velocemente il destino di tre uomini, prodotto di studi all’estero negli anni Settanta, al centro dell’equazione afghana, sia cambiato da due anni fa, quando avevamo dedicato loro un ritratto: Ghani è in disgrazia, Khalizad, accusato per il pessimo accordo, e Stanekzai, a capo della diplomazia delle forze vittoriose». Nabih Bulos, del Los Angeles Times, oggi ha pubblicato il video in cui si mostrano i Talebani che entrano in un hangar dell’aeroporto con elicotteri militari americani. Per il Los Angeles Times continua a scattare foto a Kabul anche Marcus Yam. Le ultime immagini che ha pubblicato mostrano le forze speciali dei Talebani all’aeroporto di Kabul, che fra l’altro pregano. L’inviato di France 24, Cyril Payen continua a lavorare da Kabul. Anche lui ha pubblicato un servizio dall’aeroporto abbandonato dalle forze occidentali in cui spiega come i Talebani che hanno preso il controllo dello scalo non siano ancora totalmente a loro agio, pur evidenziando lauree e brevetti.

  • Presidente incontro ministri Interno Ue Hojs: raggiungere risposta comune su migrazione e sicurezza

    «Scopo chiave dell’incontro indetto dalla presidenza slovena del Consiglio Ue è quello di raggiungere una risposta comune da parte dell’Unione europea in merito alla situazione in Afghanistan e al potenziale impatto sulla situazione della migrazione e della sicurezza nell’Ue», ha affermato il ministro dell’interno della Slovenia, Aleš Hojs, che oggi presiede il Consiglio straordinario Ue dei ministri dell’Interno.

  • Anci Lombardia, da Roma arrivi garanzia stanziamenti

    Per accogliere nel modi migliore i profughi costretti a lasciare l’Afghanistan «è necessario che dal Ministero dell’Interno, venga subito formalizzata una garanzia di impegno anche finanziario» secondo il presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra. «Mi risulta che proprio oggi - ha spiegato - ci sia un incontro tecnico a Roma tra il Ministero dell’Interno e Anci Nazionale finalizzato alla definizione degli accordi formali e delle garanzie che devono essere costruite sui processi da attivare». «L’impegno relativo all’accoglienza nei Centri di Accoglienza Straordinaria - CAS sarebbe insufficiente - ha sottolineato Guerra - e, soprattutto, inadeguato. È assolutamente necessario un impegno che punti direttamente all’ampliamento del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI)». Il presidente di Anci Lombardia crede «sia assolutamente necessario, visti anche i tempi stretti, ragionare sulle possibili soluzioni concrete sulla base dei numeri che abbiamo a disposizione. Mi preme però - ha concluso -ribadire che è indispensabile una garanzia su tempi e modi del potenziamento del sistema SAI».

  • Draghi da Macron giovedì a Marsiglia

    Il presidente del Consiglio Mario Draghi sarà a cena giovedì sera a Marsiglia, ospite del presidente francese Emmanuel Macron. Si parlerà soprattutto di Afghanistan, dice l’Eliseo all’ANSA.

  • Osservatore Romano: «non dimenticare chi è rimasto, ora vera emergenza»

    «Non dimenticare chi è rimasto» in Afghanistan. È l'appello lanciato dell'Osservatore Romano in un servizio dedicato al completamento del ritiro degli Usa dal Paese. «L'ultimo cargo Usa ha lasciato Kabul, chiudendo un'epoca. La guerra più lunga mai combattuta dagli Stati Uniti - con un immenso dispiegamento di uomini, mezzi e denaro - ricorda il quotidiano della Santa Sede- è giunta al termine, lasciandosi alle spalle un Paese ripiombato nel caos». «Nei giorni scorsi - ricorda il quotidiano d'Oltretevere- dall'aeroporto di Kabul sono arrivate le immagini di migliaia di persone alla disperata ricerca di salvezza. Non tutti ce l'hanno fatta a salire su un aereo. E ancora più numerosa è la schiera di quanti non sono riusciti a varcare uno dei confini terrestri, raggiunti spesso dopo giorni di cammino. E così per gli afghani costretti a rimanere nel Paese sotto il “nuovo” regime dei talebani la vera emergenza comincia adesso».

  • Francia, rimaste alcune decine di concittadini

    La Francia ha riferito che alcune decine di cittadini francesi sono rimaste in Afghanistan, comprese alcune persone che volevano lasciare il Paese ma non ci sono riuscite. Il portavoce del ministero della Difesa Herve Grandjean ha detto in conferenza stampa che «sono stati fatti tutti gli sforzi» per consentire a coloro che sono rimasti indietro di ottenere «un’evacuazione sicura e ordinata». E ha aggiunto che «questo è l’obiettivo dei colloqui in corso nell’ambito delle Nazioni Unite con il potere talebano». La Francia, ha aggiunto il portavoce, non è stata in grado di evacuare «qualche decina» di ex dipendenti afghani dell’esercito francese che hanno chiesto la protezione del Paese. Parigi farà «il massimo» nei prossimi giorni e settimane per aiutare chi non è stato evacuato a uscire dall’Afghanistan, ha promesso il portavoce Grandjean.

  • Michel sente il premier indiano Modi: Insieme contro terrorismo e per aiuti

    Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha avuto un colloquio telefonico con il premier indiano, Narendra Modi, sulla situazione in Afghanistan. «Lavorare insieme per contrastare il terrorismo, fornire aiuti umanitari e ritenere ogni futuro governo responsabile del rispetto dei propri impegni internazionali. Sarà fondamentale un ampio consenso internazionale sulla risposta», ha scritto Michel su Twitter.

  • Dieni, Ue intervenga per una difesa europea

    “Bene l’audizione del ministro della Difesa al Copasir. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha voluto ringraziare il comparto militare, rappresentato dal ministro Guerini per quanto fatto in Afghanistan - non solo in queste settimane, ma nel corso degli ultimi 20 anni - ribadendo la grande professionalità di tutte le donne e gli uomini in divisa impegnati in questo come in altri scenari militari ancora attivi”. Così Federica Dieni, vicepresidente del Copasir. e deputata del M5s. “Insieme con il ministro abbiamo anche analizzato le conseguenze militari e umanitarie che la questione afghana avrà su Regioni limitrofe e ribadito la necessità che l’Europa assuma un ruolo internazionale di responsabilità maggiore, attraverso la costituzione di una difesa europea”, ha concluso.

  • Gen. Battisti, non tutti collaboratori recuperati

    “In questi giorni sono stato in frenetico contatto con i nostri collaboratori rimasti in Afghanistan. Devo dire che buona parte sono stati portati via: perlomeno, egoisticamente parlando, quelli che conoscevo sono stati portati in salvo con molte difficoltà, grazie anche alla determinazione dei nostri soldati che erano sull’aeroporto”. Lo ha detto a Sky TG24 il Generale Giorgio Battisti, primo comandante del contingente italiano in Afghanistan. “Mi risulta - ha aggiunto - che ce ne siano ancora diversi che non sono stati in alcun modo recuperati, perché forse, nella loro ingenuità culturale, pensavano che i nostri soldati sarebbero andati ad Herat per recuperarli. Ho ricevuto qualche giorno fa una mail da un interprete che scriveva di aver fatto 1.200 chilometri con la famiglia da Herat a Kabul su un autobus, attraverso i checkpoint talebani, e una volta arrivato all’aeroporto di non essere stato fatto entrare, subendo anche frustate. Probabilmente non sono riusciti ad entrare perché da allora, da circa 3-4 giorni, non ho più notizie, e spero che non sia tra quei 170 morti, vittime di quell’attentato orribile verificatosi la settimana scorsa”.

  • Il Lussemburgo punta i piedi sulla bozza Ue

    Il Lussemburgo punta i piedi sulla bozza di dichiarazione dei ministri dell’Interno sull’Afghanistan. Il ministro Jean Asselborn ha chiesto modifiche con riferimenti più precisi sui reinsediamenti dei profughi. Lo spiegano fonti diplomatiche europee. Anche la Polonia, secondo quanto si apprende, ha fatto resistenze perché vorrebbe che il testo riportasse un riferimento a quanto avviene con i profughi alla frontiera con la Bielorussia. La prima discussione alla riunione è quasi terminata, e la presidenza di turno slovena dovrebbe presentare un testo modificato.

  • Riunione Talebani con il leader Akhunzada sul nuovo governo

    Il leader supremo dei talebani afghani Hibatullah Akhunzada ha tenuto una riunione consultiva con il Rahbari Shura (Consiglio direttivo) dei talebani a Kandahar, e ha discusso della "formazione del nuovo governo islamico" in Afghanistan. Secondo il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, l'incontro di tre giorni del Rahbari Shura si è tenuto a Kandahar sotto la guida di Hibatullah Akhunzada e si è concluso lunedì. "La formazione del nuovo governo islamico e la nomina dei membri del gabinetto sono state discusse in dettaglio", ha affermato il portavoce sul suo account Twitter. Durante l'incontro, sono state discusse in dettaglio le attuali questioni politiche, di sicurezza e sociali dell'Afghanistan. Mujahid ha detto che sono state discusse anche una serie di decisioni riguardanti la protezione dei proprietà e la fornitura di servizi alla gente. Mujahid ha detto che Hibatullah Akhunzada ha dato istruzioni alla leadership e ha chiesto di essere consapevoli dei compiti loro assegnati.

  • Spagna: Momento opportuno per concludere Patto Ue migranti

    “Credo sia il momento opportuno per mettere sul tavolo la necessità di concludere qualcosa su ciò di cui stiamo parlando molto, il Patto europeo sulla migrazione, la solidarietà, l’umanità, la collaborazione con i paesi di origine e transito e facendo della solidarietà un principio e un momento basilare di questa politica”. Lo ha detto il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska Gomez, a margine del Consiglio Ue straordinario dell’Interno. “La Spagna ha manifestato una volontà permanente di far valere i valori dell’Ue per garantire realmente questa evacuazione. È una prima fase che apre già da oggi più fasi destinate alle persone in situazione di rischio, ai più vulnerabili, in particolare alle donne e ai bambini, in relazione alla protezione dei diritti e delle libertà fondamentali”, ha aggiunto Gomez. “Siamo per qui anche per manifestare la nostra solidarietà con le organizzazioni internazionali che continuano a operare in Afghanistan, appoggiandole in modo deciso, ed essere coscienti che non è una questione solo dell’Ue ma della comunità internazionale”, ha precisato.

  • Amnesty, Usa rispondano uccisione civili raid Kabul

    Amnesty International ha chiesto agli Usa di “ammettere le loro responsabilità, indagare e fornire riparazione” sul raid americano di domenica contro un’auto con kamikaze vicino all’aeroporto di Kabul, nel quale sono rimasti uccisi 10 civili, di cui 7 bambini. “Da 20 anni gli Usa uccidono civili in Afghanistan, Pakistan, Siria e Somalia trincerandosi dietro la ’guerra al terrore’ e restando impuniti. Non sappiamo quanti civili siano stati uccisi in questo modo, in Afghanistan e altrove. È incredibile che l’amministrazione Biden continui a portare avanti il programma di attacchi coi droni circondandolo col segreto. Gli Usa hanno il dovere, di fronte ai familiari delle persone uccise il 29 agosto, di ammettere le loro responsabilità, indagare e fornire riparazione”, ha dichiarato in una nota Paul O’Brien, direttore generale di Amnesty International Usa.

  • Downing Street, ’nessuna responsabilità in attentato Kabul’

    Downing Street nega che Londra abbia fatto pressioni sull’alleato americano per mantenere aperto il gate dell’aeroporto di Kabul, prima dell’attacco terroristico di giovedì scorso. “Semplicemente non è vero”, ha detto un portavoce del premier Boris Johnson, sottolineando che gli Stati Uniti “continuano ad essere il nostro più forte alleato”. Ieri, era stato il sito Politico a riferire che il timore di un imminente attacco terroristico era talmente alto, che la mattina di giovedì scorso i comandanti Usa intendevano chiudere i cancelli di accesso all’aeroporto di Kabul. I cancelli sarebbero poi stati lasciati aperti, per consentire agli alleati britannici di accelerare le loro operazioni di evacuazione. Tutto questo, poche ore prima che un attentatore suicida si facesse esplodere all’Abbey Gate, uccidendo quasi 200 persone, tra le quali 13 militari Usa. Politico citava la trascrizione top secret di una videoconferenza avvenuta mercoledì scorso, nella quale il segretario alla Difesa Lloyd Austin istruiva i vertici del Pentagono riguardo a un imminente “evento con vittime di massa”.

  • Stoltenberg, «essenziale mantenere aperto aeroporto Kabul»

    E’ essenziale mantenere aperto l’aeroporto di Kabul, “sia per consentire l’arrivo degli aiuti umanitari al popolo afghano sia per poter continuare a far uscire le persone, coloro che lo desiderano, ma che non fanno parte dell’evacuazione militare”. Lo ha dichiarato in una nota il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel giorno del ritiro dell’ultimo soldato statunitense dall’Afghanistan. Stoltenberg ha anche promesso che non dimenticherà quelle persone che cercano di fuggire dal regime talebano. “Siamo tutti impegnati a lavorare sodo per farli uscire. Non li dimenticheremo”, ha assicurato

  • Wp, disastro morale Biden abbandonare migliaia di afghani

    “Un disastro morale, attribuibile non alle azioni del personale militare e diplomatico a Kabul, che e’ stato coraggioso e professionale di fronte a pericoli mortali, ma agli errori, strategici e tattici, di Joe Biden e della sua amministrazione”: cosi’ il liberale Washington Post definisce in un editoriale la frettolosa e caotica ritirata Usa da Kabul che ha lasciato indietro “migliaia di persone, compresi gli ex interpreti per gli Usa e le loro famiglie, e gli afghani classificati dal presidente Biden e dalla sua amministrazione come ’vulnerabili’, tra cui lo staff per le ong Usa e gli attivisti per i diritti delle donne”. Quelli abbandonati, prosegue il quotidiano, “sembrano includere molti giornalisti locali che hanno lavorato per media sostenuti dagli Usa” e centinaia di docenti e studenti della American University of Afghanistan, “simbolo delle istituzioni civili finanziate dagli Usa a Kabul” e “della stessa modernità”. Il Wp si dice scettico sulle promesse dei talebani di lasciar uscire tutte queste persone ma chiede all’amministrazione Biden, se possiede le “leve significative” evocate dal segretario di stato Antony Blinken, di “usarle inesorabilmente finche’ ogni afghano con una legittima rivendicazione non abbia trovato rifugio”.

  • Torna in Afghanistan il capo della sicurezza di Bin Laden

    Nelle stesse ore in cui gli ultimi soldati americani lasciavano dopo 20 anni l’Afghanistan, nel Paese è rientrato Amin-ul-Haq, ex capo della sicurezza di Osama bin Laden nel suo rifugio di Tora Bora. L’arrivo dell’esponente di spicco di Al Qaida nella sua provincia d’origine di Nangarhar, al confine con il Pakistan, viene mostrato in un video che circola in queste ore sul web e ripreso anche dalla Bbc. A lungo tra i responsabili anche della fornitura di armi al gruppo jihadista, l’uomo compare a bordo di un suv accolto con entusiasmo da alcuni abitanti del posto, che gli baciano la mano e si fanno fotografare con lui.

  • Merkel, importante dialogo con Talebani

    Sebbene la Germania non abbia relazioni diplomatiche con i Talebani, è “importante” dialogare con i nuovi ’padroni’ dell’Afghanistan soprattutto per agevolare l’uscita dal Paese degli afghani che lo vogliono. Lo ha dichiarato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, prima dei colloqui con il suo omologo austriaco, Sebastian Kurz, a Berlino. Merkel ha sottolineato che la Germania ora è concentrata sugli aiuti umanitari e sugli ex collaboratori afghani che non sono stati evacuati nelle ultime due settimane. Il loro numero, ha precisato, è tra 10mila e 40mila.

  • Austria-Danimarca-Repubblica Ceca,aiutiamo afghani ma restino là

    Il messaggio più importante da inviare” agli afgani “è restate là, e sosterremo la regione affinché vi aiuti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno austriaco, Karl Nehammer, in una dichiarazione congiunta con i colleghi di Repubblica Ceca, Jan Hamacek, e Danimarca, Mattias Tesfaye a margine del Consiglio straordinario Ue. “Siamo pronti ad aiutare, ma la questione deve essere risolta nella regione. Non vogliamo alimentare speranze che non possono essere soddisfatte”, ha detto il ceco, esprimendo apprezzamento per la bozza di dichiarazione finale. “Non dobbiamo fare gli stessi errori del 2015”, ha aggiunto il danese.

  • Kurz: Austria non è pronta ad accogliere più afghani

    Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha affermato che l’Austria non è pronta ad accogliere più afghani e non appoggerà un sistema europeo per la distribuzione dei rifugiati nell’Unione europea. Interrogato sulle proposte per tutti i Paesi dell’Ue di condividere l’onere dell’accoglienza dei rifugiati, Kurz ha detto ai giornalisti a Berlino che l’Austria aveva già accolto una “quota più che proporzionata” di migranti dal 2015. L’Austria ha già la quarta più grande comunità afghana al mondo, ha detto il cancelliere prima di un incontro con l’omologa tedesca Angela Merkel.

  • Di Maio, serve approccio internazionale coeso

    “Gli eventi in Afghanistan aprono nuove sfide e richiedono una riflessione sulle lezioni apprese in 20 anni di presenza della comunità internazionale in tale paese. Mostrano anche la necessità, nell’affrontare questo tragico scenario, di un approccio internazionale coeso”. Lo afferma il ministro degli esteri Luigi Di Maio, in un messaggio inviato alla seconda edizione della Soft Power Conference, promossa da Francesco Rutelli, in corso a Venezia. “L’Italia - aggiunge - si impegna a lavorare nel quadro dell’Ue, della Nato, del G7 e del G20, per promuovere una posizione coordinata. Preservare le conquiste politiche, economiche e sociali del popolo afghano dal 2001 deve rimanere una priorità di questa azione. Una menzione speciale deve essere rivolta ai diritti dei bambini, delle persone appartenenti a minoranze e delle donne”. Quanto ai temi della conferenza, Di Maio osserva che “un numero crescente di paesi ha abbracciato il concetto di “soft power” nelle strategie di politica estera volte ad affrontare un contesto internazionale sempre più complesso. Complessità aggravata dalle nuove tecnologie che aumentano la velocità di cambiamento, spesso inaspettato, in diversi settori”. “Come la pandemia ci ha mostrato - conclude il responsabile della Farnesina - le sfide globali (malattie infettive, cambiamento climatico, terrorismo) richiedono soluzioni globali. Aumentare il tempo e le risorse dedicate al soft power, cioè la capacità dei paesi di influenzare, allargare il consenso e forgiare alleanze, è cruciale per creare le coalizioni globali necessarie per tali soluzioni”.

  • Morrison, «Australia ospiterà 3mila profughi»

    L’Australia si è detta disposta a ospitare tremila profughi afghani quest’anno. Lo ha annunciato il premier Scott Morrison, spiegando che ’’stiamo lavorando a stretto contatto con la Organizzazione internazionale per le migrazioni, oltre che con altre agenzie internazionali e nostri partner tra cui Stati Uniti e Gran Bretagna, per capire come possano arrivare’’ in Australia. In dichiarazioni rilasciate a radio Fiveaa, Morrison ha ricordato che nel 2015 l’Australia aveva ospitato tremila rifugiati siriani e che negli anni successivi la cifra era arrivata a 12mila.

  • Pakistan: Comunità internazionale agisca per evitare collasso economico

    Il ministro degli Esteri pakistano ha esortato la comunità internazionale ad agire per prevenire un “collasso economico” nel vicino Afghanistan dopo la presa del Paese da parte dei talebani e il ritiro delle forze statunitensi. Shah Mahmood Qureshi ha affermato che è nell’interesse della pace e della stabilità che il mondo rimanga impegnato e non abbandoni l’Afghanistan poiché una maggiore instabilità e un ulteriore esodo di afgani in fuga dal dominio talebano non erano nell’interesse della nazione. “Questo è un momento cruciale nella storia dell’Afghanistan. La comunità internazionale deve rimanere impegnata, non lasciare che nel Paese avvenga il collasso economico”, ha affermato il ministro degli Esteri. Qureshi ha parlato in conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas in visita martedì, un giorno dopo il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan, che segna la fine dei 20 anni di guerra.

  • Borrell: dialogo con talebani, ma no riconoscimento

    L’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell, nella riunione del G7 ha parlato con il segretario di Stato Usa, Anthony Blinken, e altri rappresentanti di paesi partner delle priorità sulla crisi in Afghanistan e sottolineato la possibilità di un dialogo con i talebani, “che non sia un riconoscimento”. “Tra le priorità immediate: l’aiuto umanitario, l’antiterrorismo, il passaggio sicuro per chi vuole lasciare il paese, la migrazione” e “il dialogo politico con i talebani, che non significa riconoscimento”, ha scritto Borrell su Twitter.

  • Pakistan, «Talebani annunceranno presto governo di consenso»

    Il ministro degli Esteri del Pakistan ha dichiarato che l’Afghanistan formerà un governo nei prossimi giorni. Lo riferisce Sky News. “Ci aspettiamo che nei prossimi giorni si formi un governo di consenso in Afghanistan”, ha detto Shah Mehmood Qureshi in una conferenza stampa a Islamabad. Le affermazioni del ministro pachistano seguono settimane di incertezza dopo che i talebani hanno preso il controllo del Paese con la caduta di Kabul a Ferragosto.

  • Asselborn, anche l’Ue accolga i profughi

    “Non possiamo prendere tutti” gli afghani ma “possiamo accettarne un certo numero. Possiamo almeno aprire la porta, affinché la Commissione possa fare delle proposte”. Lo ha detto il lussemburghese, Jeans Asselborn, che arrivando alla riunione straordinaria dei ministri dell’Interno Ue sull’Afghanistan ha affermato di non essere d’accordo con la bozza della dichiarazione finale dell’incontro. “Mi batterò perché si possa stabilire un legame con quanto affermato dal G7. Anche noi nell’Ue possiamo attivare programmi per tornare a dare speranza. Il Regno Unito accoglierà 20 mila profughi. Anche l’Ue deve dare un segnale”.

  • Il generale Donahue l’ultimo militare Usa a lasciare il Paese

    E’ diventata virale in poche ore la foto del maggior generale Christopher Donahue, l’ultimo soldato americano a lasciare l’Afghanistan, twittata dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. L’immagine, che è già uno dei simboli di un’operazione durata 20 anni, è stata scattata di notte e mostra il comandante della 82ma divisione aviotrasportata (che fa parte del 18mo Corpo aviotrasportato con sede a Fort Bragg, nella Carolina del Nord) camminare da solo, con la sua arma nella mano destra, pronto a salire sull’aereo con sullo sfondo l’hangar dell’aeroporto di Kabul. Donahue è quindi salito a bordo di un aereo C-17 poco prima della scadenza fissata dagli Stati Uniti per le evacuazioni. “E’ stata una missione incredibilmente dura, piena di molteplici complessità, con minacce attive per tutto il tempo. Le nostre truppe hanno mostrato grinta, disciplina ed empatia”, ha twittato il 18mo Corpo aviotrasportato commentando la foto del generale, inviato in Afghanistan ad agosto per proteggere lo scalo di Kabul. Donahue - precisa ’Usa Today’ - aveva precedentemente servito come assistente speciale del capo degli Stati maggiori riuniti e comandante della task force congiunta per le operazioni speciali-Afghanistan a sostegno dell’ ’Operazione Sentinel’. Il generale ha partecipato a 17 missioni militari statunitensi in Afghanistan, Iraq, Siria, Nord Africa ed Europa orientale.

    L'ultimo aereo Usa lascia l'Afghanistan, i talebani festeggiano
  • Maas, «presto capiremo se Talebani mantengono loro promesse»

    Un governo inclusivo e la possibilità di un “passaggio sicuro” per quanti vorranno lasciare l’Afghanistan. Sono le “promesse” fatte dai Talebani e che la Germania intende monitorare attentamente affinché siano rispettate, come ha dichiarato a Islamabad il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, nel corso di un punto stampa congiunto con il suo omologo pakistano, Shah Mahmood Qureshi. “Per noi è importante che tutti gli afghani, anche quelli che non sostengono i Talebani, si sentano rappresentati” dal nuovo governo a Kabul e “resta da vedere se i Talebani terranno conto di ciò”, ha affermato Maas, che ha detto di aspettarsi la nascita dell’esecutivo “presto”. “Credo che nei prossimi giorni e settimane vedremo se ci si può fidare della loro parola”, ha aggiunto Maas, sottolineando che la Germania si sta coordinando con il Pakistan per l’evacuazione dei suoi cittadini dall’Afghanistan. “Ci stiamo anche preparando in stretta collaborazione con altri per organizzare voli charter non appena l’aeroporto di Kabul sarà di nuovo operativo”, ha concluso.

  • Scontri nel Panshir, 8 Talebani uccisi

    Sono otto i Talebani uccisi e molti altri quelli rimasti feriti negli scontri che si sono registrati nella notte nella zona occidentale della Valle del Panshir con gli uomini del Fronte della resistenza guidato da Ahmad Massoud, figlio del leggendario Ahmad Shah Massoud. Lo afferma su Twitter Fahim Dashti, portavoce del Fronte della resistenza nazionale, segnalando due feriti tra i suoi uomini a nord dio Kabul. Secondo Dashti l’attacco lanciato dai Talebani potrebbe essere stato un tentativo di sondare la forza della milizia locale.

  • Johansson: Dobbiamo agire ora per evitare crisi migratoria

    “Abbiamo bisogno di un approccio comprensivo, evitare un a crisi umanitaria e migratoria, e di evitare minacce alla sicurezza. Possiamo agire in modo unito. Siamo nella posizione in cui possiamo evitarli ma dobbiamo agire ora e non aspettare che arrivino grandi flussi alle frontiere o che le organizzazioni terroristiche diventino più forti”. Lo ha detto la commissaria agli affari interni, Ylva Johansson, entrando al Consiglio straordinario Ue del ministro dell’Interno. “Vorrei sottolineare la questione di genere, dobbiamo supportare donne e bambine e quelli che sono minacciati devono essere reinsediati immediamente in modo sicuro in altri paesi”, ha aggiunto.

  • Cina, riconoscere i talebani? Governo sia aperto

    La Cina ribadisce la propria richiesta ai talebani di un governo “aperto, inclusivo e ampiamente rappresentativo” dell’Afghanistan. Così il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin ha risposto a una domanda sul riconoscimento di Pechino nei confronti degli ’studenti del Corano’ dopo l’uscita dal Paese degli Usa. La Cina chiede di “perseguire una politica interna ed estera moderata e prudente, di combattere con forza tutti i tipi di forze terroristiche e di andare d’accordo con gli altri Paesi attraverso relazioni amichevoli”, ha concluso Wang nel corso del briefing quotidiano con i media.

  • Maas, ’presto capiremo se Talebani mantengono loro promesse’

    Un governo inclusivo e la possibilità di un “passaggio sicuro” per quanti vorranno lasciare l’Afghanistan. Sono le “promesse” fatte dai Talebani e che la Germania intende monitorare attentamente affinché siano rispettate, come ha dichiarato a Islamabad il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, nel corso di un punto stampa congiunto con il suo omologo pakistano, Shah Mahmood Qureshi. “Per noi è importante che tutti gli afghani, anche quelli che non sostengono i Talebani, si sentano rappresentati” dal nuovo governo a Kabul e “resta da vedere se i Talebani terranno conto di ciò”, ha affermato Maas, che ha detto di aspettarsi la nascita dell’esecutivo “presto”.

  • Ue: evitare un nuovo 2015 è possibile,agire ora

    “Dobbiamo evitare una crisi umanitaria, una crisi dei migranti e minacce alla sicurezza. Dobbiamo agire tutti insieme ora e non aspettare di avere grandi flussi migratori alle nostre frontiere, o terroristi più forti”. Lo ha detto la commissaria europea agli affari interni, Ylva Johansson, spiegando che “possibile evitare una situazione come quella del 2015”. Ma per farlo, occorre “agire per sostenere la gente in Afghanistan e nel vicinato, e lavorare con le organizzazioni internazionali”.

  • Sequi, consultazioni con Parigi e Berlino

    “Ci siamo consultati con il segretario generale del Quai d’Orsay François Delattre e con il segretario di Stato tedesco Miguel Berger per discutere della situazione in Afghanistan e coordinare azioni a livello europeo”. Lo scrive su Twitter il segretario generale della Farnesina Ettore Sequi.

  • Gb, mai chiesto a Usa di tener aperto Abbey Gate

    Il Regno Unito non ha mai chiesto agli Usa di lasciare aperto la settimana scorsa - nonostante l’allarme attentati - l’Abbey Gate dell’aeroporto di Kabul, poi teatro della strage terroristica rivendicata dall’Isis-K. Lo ha precisato oggi alla Bbc il ministro degli Esteri, Dominic Raab, smentendo una ricostruzione circolata ieri oltre oceano secondo cui le forze americane avrebbero ritardato la chiusura dell’ingresso in questione per consentire ai britannici di completare la loro parte di evacuazione. “Noi - ha replicato secco Raab - abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per allertare ciascuno sulla minaccia prima dell’esplosione e per mitigare il rischio, incluso avvertendo la gente di stare lontano dall’aeroporto, la folla in attesa di andarsene e trasferendo il personale civile britannico stanziato nel Baron Hotel all’interno dello scalo”. “Nulla di tutto questo - ha poi rimarcato - avrebbe richiesto il mantenimento dell’apertura dell’Abbey Gate”. Parlando dell’attacco, il ministro di Boris Johnson ha quindi ammonito che Londra si riserva in futuro “in diritto” di partecipare a eventuali “raid aerei d’autodifesa” contro obiettivi afghani “terroristici”. Ma ha pure insistito sull’esigenza di accettare ormai “la nuova realtà sul terreno” e dialogare con i talebani - pur senza riconoscerne il governo, se non a certe condizioni - con l’obiettivo di esercitare “la massima influenza moderatrice possibile”. Anche attraverso un’auspicata collaborazione con “Cina, Russia e Paesi dell’Asia centrale” confinanti.

  • Ue, lavorare con paesi confinanti per limitare flussi

    “Con tutta la comunità internazionale, l’Onu, il G7, il G20, dobbiamo mettere insieme risorse per costruire capacità e sostegno più vicino all’Afghanistan. Dobbiamo lavorare con i Paesi del vicinato. Così limiteremo anche il margine dei trafficanti di produrre grossi movimenti di profughi alla nostra frontiera esterna”. E’ l’indicazione del vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, arrivando al consiglio Ue straordinario dei ministri dell’Interno sull’Afghanistan.

  • Merkel: aiutare i rifugiati il più vicino possibile alle loro case

    Dice la cancelliera tedesca uscente Angela Merkel: il nostro scopo è supportare i rifugiati il più vicino possibile alle loro case.

  • Cri Sicilia a Sigonella, consegnati 2mila kit per profughi

    Anche il Comitato siciliano della Croce Rossa si mobilita per i profughi afghani. Da giorni la Croce Rossa Italiana è impegnata a Fiumicino, al Centro Emergenze di Avezzano e in tutta Italia nell’assistenza alle persone in fuga dai talebani e in transito nelle basi aeree americane, prestando supporto alla consorella American Red Cross. Ieri pomeriggio un team della Croce Rossa Sicilia, con il coordinamento della Sala Operativa Regionale, ha raggiunto la base americana di Sigonella. Duemila i kit consegnati: asciugamani, prodotti per l’igiene personale, latte per i bambini e decine di pedane di acqua. Beni di prima necessità per rispondere alle esigenze degli sfollati temporaneamente ospitati nelle strutture allestite nella base siciliana. “La Croce Rossa Italiana sin dai primi arrivi sta assistendo in tutta Italia migliaia di profughi afghani - dice all’Adnkronos il presidente della CRI Sicilia, Luigi Corsaro -. Se necessario siamo pronti a ulteriori forniture. La CRI da sempre è vicina alle persone più vulnerabili. Oggi siamo davanti a una crisi umanitaria di enormi proporzioni e i cui scenari sono ancora difficilmente immaginabili in tutta la loro tragicità. Davanti a questa emergenza serve l’impegno di ciascuno di noi a difesa di quanti scappano da guerre, carestie e persecuzioni. Ringrazio i volontari e i dipendenti della Croce Rossa siciliana che ancora una volta hanno dimostrato nei fatti il volto dell’Italia accogliente”.

  • Mosca, «situazione critica, fuggono ad ogni costo»

    Il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu ha descritto la situazione in Afghanistan come “critica” e ha ringraziato i piloti e gli operatori sanitari russi per il loro lavoro professionale, svolto in condizioni complicate, per evacuare diverse centinaia di cittadini di cinque paesi da Kabul. “La situazione è critica. La gente sta cercando di fuggire da lì anche a costo della propria vita”, ha detto Shoigu in una teleconferenza, citato da Interfax.

  • Il generale Donahue l’ultimo militare Usa a lasciare il Paese

    E’ diventata virale in poche ore la foto del maggior generale Christopher Donahue, l’ultimo soldato americano a lasciare l’Afghanistan, twittata dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. L’immagine, che è già uno dei simboli di un’operazione durata 20 anni, è stata scattata di notte e mostra il comandante della 82ma divisione aviotrasportata (che fa parte del 18mo Corpo aviotrasportato con sede a Fort Bragg, nella Carolina del Nord) camminare da solo, con la sua arma nella mano destra, pronto a salire sull’aereo con sullo sfondo l’hangar dell’aeroporto di Kabul. Donahue è quindi salito a bordo di un aereo C-17 poco prima della scadenza fissata dagli Stati Uniti per le evacuazioni. “E’ stata una missione incredibilmente dura, piena di molteplici complessità, con minacce attive per tutto il tempo. Le nostre truppe hanno mostrato grinta, disciplina ed empatia”, ha twittato il 18mo Corpo aviotrasportato commentando la foto del generale, inviato in Afghanistan ad agosto per proteggere lo scalo di Kabul. Donahue - precisa ’Usa Today’ - aveva precedentemente servito come assistente speciale del capo degli Stati maggiori riuniti e comandante della task force congiunta per le operazioni speciali-Afghanistan a sostegno dell’ ’Operazione Sentinel’. Il generale ha partecipato a 17 missioni militari statunitensi in Afghanistan, Iraq, Siria, Nord Africa ed Europa orientale.

  • Raab, sono 2-300 i cittadini britannici rimasti

    Vi sono ancora diverse decine di cittadini britannici - volontari o afghani naturalizzati - fra le persone rimaste in Afghanistan dopo la fine del ponte aereo seguito alla presa di Kabul da parte dei Talebani e il completamento del ritiro dei residui contingenti militari dei Paesi Nato, Usa per ultimi. Lo ha confermato oggi in una serie d’interviste televisive Dominc Raab, ministro degli Esteri del governo di Boris Johnson, indicandoli nell’ordine delle “poche centinaia”. “I casi più difficili sono quelli di coloro che non hanno documenti” e che per questo non sono stati inseriti nelle liste dei partenti in tempo utile, ha aggiunto, assicurando tuttavia che il Foreign Office è impegnato ora a cercare di garantire una via d’uscita via terra anche a loro in collaborazione alcuni Paesi vicini. Raab ha inoltre insistito sull’impegno a garantire la possibilità di fuga anche ad altri afghani decisi a partire, pur ammettendo che si tratterà di “una sfida” per la comunità internazionale nella partita a scacchi con i talebani. Mentre ha comunque difeso l’utilità dei 20 anni di missione Nato nel Paese asiatico e “i risultati” rivendicati sul fronte della lotta al terrorismo come su quelli di alcuni diritti.

  • Domani confronto eurodeputati su prospettive del Paese

    La situazione in Afghanistan e gli ultimi sviluppi sul campo saranno discussi domani dagli europarlamentari della commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo assieme a quelli della commissione per lo sviluppo e la delegazione del Parlamento per le relazioni con l’Afghanistan. Gli eurodeputati ascolteranno la relazione di Gunnar Wiegand, direttore per l’Asia e il Pacifico del Servizio europeo per l’azione esterna e alcuni esponenti della Commissione europea. I deputati discuteranno infine le prospettive per il Paese dopo la conclusione dell’evacuazione delle truppe statunitensi e internazionali dal Paese.

  • Rete Haqqani, «le persone sono felici, Talebani hanno portato pace»

    Le persone in Afghanistan sono “felici” perché i Talebani hanno “portato la pace” nel Paese. Lo ha dichiarato Hanas Haqqani, esponente della rete Haqqani, movimento molto vicino ai Talebani e alle posizioni qaediste, nel giorno del ritiro dell’ultimo militare statunitense dall’Afghanistan. “È naturale che quando c’è un cambio di regime, all’inizio ci siano delle sfide”, ha dichiarato Hanas Haqqani, secondo quanto riferito dalla Bbc. Alcune persone, ha aggiunto parlando dei problemi “minori” incontrati in questi giorni, si sono finte militanti Talebani e hanno derubato le case delle persone, ma “la maggior parte di loro ora è in prigione”. “Alcuni elementi che non vogliono la pace in Afghanistan, avrebbero preferito che l’occupazione (americana, ndr) fosse andata avanti”, ha proseguito sostenendo che ora gli afghani sono “felici. Stavo parlando con un medico. Ha detto: ’Gli ospedali erano pieni di feriti e morti’. Non è più così’ “.

  • Papa: «non prese in considerazione tutte le eventualità»

    “Da quanto si vede, qui non sono state prese in considerazione, a quanto pare, non voglio giudicare, tutte le eventualità, non sono state prese in considerazione”. Lo sottolinea il Papa nell'intervista alla radio spagnola Cope a proposito della situazione in Afghanistan dopo l’arrivo dei talebani e sul fatto se la popolazione sia stata “lasciata a se stessa”. Alla domanda se il Vaticano può muovere i suoi diplomatici per cercare di impedire rappresaglie tra la popolazione con l’arrivo dei talebani, il Pontefice dice: “Sì, e infatti sono certo che lo stia facendo la Segreteria di Stato”.

  • Pakistan: governo Talebani nei prossimi giorni

    ’’Nei prossimi giorni possiamo aspettarci l’annuncio di un governo’’ da parte dei Talebani in Afghanistan. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano Shah Mahmood Qureshi, che oggi ha ricevuto a Islamabad il capo della diplomazia tedesca Heiko Maas. ’’I Talebani hanno detto che annunceranno il governo una volta completato il ritiro. E ieri c’è stato l’annuncio ufficiale’’ del ritiro americano, ha detto Qureshi. ’’Nei prossimi giorni possiamo aspettarci l’annuncio di un governo”, ha detto nel corso di una conferenza stampa a Islamabad.

  • Maas: Berlino ne vuole aiutare oltre 40.000

    La Germania vuole aiutare oltre 40.000 persone a lasciare l’Afghanistan attraverso l’aeroporto di Kabul o via terra attraverso i paesi vicini: lo ha detto il ministero degli Esteri Heiko Maas oggi da Islamabad secondo quanto riporta Deutsche Welle. Maas spera che l’aeroporto sia di nuovo operativo “entro un periodo di tempo calcolabile” e che i voli charter possano decollare da lì. I talebani hanno promesso di garantire lïuscita di chi vorrà dal Paese ma “se ci si potrà fidare di questo lo vedremo nei prossimi giorni e settimane”, ha detto il numero uno della diplomazia tedesca. Di recente lïambasciatore pachistano in Germania, Mohammad Faisal, aveva chiarito che il suo paese ha già preso abbastanza rifugiati dall’Afghanistan, tra i 3 e i 4 milioni, come aveva detto al Tagesspiegel.

  • 149 profughi giunti in Macedonia del Nord

    Un primo gruppo di 149 profughi afghani è giunto nella tarda serata di ieri in Macedonia del Nord. Come riferiscono i media regionali, all’aeroporto di Skopje si sono recati ad accoglierli il ministro degli esteri macedone Bujar Osmani e il viceambasciatore Usa nel Paese balcanico. Dopo i test anticovid, i profughi saranno sistemati in alberghi intorno alla capitale. Alcuni in condizioni critiche di salute sono stati condotti in ospedale, compresa una donna incinta prossima a partorire. La Macedonia del Nord ha annunciato la disponibilità ad accogliere 780 rifugiati dall’Afghanistan, in prevalenza ex collaboratori delle truppe americane.

  • Cina, ritiro fallimento Usa, ora nuova pagina

    Il ritiro delle truppe Usa dall’Afghanistan ha dimostrato che la “politica di intervento militare sfrenato e di imposizione dei propri valori e sistemi sociali in altri Paesi è irrealizzabile ed è destinata al fallimento”. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, commentando nel briefing quotidiano la partenza delle ultime truppe americane da Kabul, ha osservato che l’Afghanistan “è stato in grado di liberarsi dell’occupazione militare straniera e ha inaugurato un nuovo punto di partenza per la pace e la ricostruzione nazionale. La storia dell’Afghanistan ha aperto una nuova pagina”.

  • Lamorgese a Consiglio straordinario Affari interni Ue

    Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, parteciperà oggi a Bruxelles al Consiglio straordinario Affari interni convocato per un esame delle questioni umanitarie e di sicurezza legate alla situazione afgana. Il Consiglio è previsto per le 13.

  • Portolano, non siamo riusciti a salvare tutti

    “Avremmo voluto portare via tutti che desideravamo. Ma nei tempi e nei limiti che ci sono stati imposti purtroppo abbiamo condotto per mano tutti quelli che potevamo. E’ stata un’operazione dal punto di vista umano estremamente impegnativa. Posso dire che tutti i 1500 militari che hanno partecipato a questa operazione vivono sensazioni contrastanti. Da una parte la gioia di aver salvato la vita di amici e collaboratori, dall’altra quel senso di impotenza che deriva dal non essere riusciti a salvarli tutti”. Lo ha detto il generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, comandante del Covi, il Comando operativo di vertice interforze, ospite di ’Buongiorno’ a Sky Tg24 “Ora l’impegno nazionale e della comunità internazionale nei confronti dell’Afghanistan - ha aggiunto - deve continuare, non deve rimanere isolato pena la ricreazione del terreno fertile per il terrorismo internazionale e per i traffici illeciti. Noi nel nostro piccolo continuiamo a rimanere in contatto con tutti coloro che non sono riusciti a superare quel muro e coglieremo ogni opportunità per garantire a coloro che sono rimasti o spostati in nazioni confinanti la possibilità di un futuro migliore, magari nel nostro Paese”.

    Un post tratto dal profilo Twitter di @DeptofDefense: Department of Defense TL’ultimo soldato americano lascia il paese

  • Le Drian, «Talebani trattano con Turchia e Qatar per gestione scalo»

    I Talebani stanno trattando con Qatar e Turchia sulla gestione dell’aeroporto di Kabul. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, nel giorno del ritiro dell’ultimo soldato statunitense dall’Afghanistan. Secondo Le Drian, i Talebani dovrebbero garantire la sicurezza dello scalo al più presto affinché gli afghani desiderosi di lasciare il Paese possano farlo sui voli di linea. “La risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulla messa in sicurezza dell’aeroporto deve essere attuata. Ci sono colloqui in corso con i qatarioti ed i turchi sulla gestione dell’aeroporto. Dobbiamo chiedere che l’accesso all’aeroporto sia sicuro”, ha detto Le Drian alla televisione France 2. Il capo della diplomazia francese ha anche precisato che Parigi deve continuare a fare pressione sui Talebani, ma non sta negoziando con loro.

    Afghani evacuati dagli americani sbarcano a Rota, in Spagna


  • Cina, «ritiro disordinato e affrettato causa del recente caos»

    “Il ritiro disordinato e affrettato delle truppe straniere” è la causa del recente caos in Afghanistan. Lo ha dichiarato il vice rappresentante permanente della Cina alle Nazioni Unite, l’ambasciatore Geng Shuang, nel suo intervento all’Onu. “Il ritiro non è la fine delle responsabilità, ma l’inizio della riflessione”, ha detto il diplomatico cinese, secondo quanto riferito dalla Cnn. Sia Cina che Russia si sono astenute sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza per creare un “passaggio sicuro” per le persone che cercheranno di lasciare l’Afghanistan dall’aeroporto di Kabul dopo il ritiro degli Stati Uniti. Gli altri 13 membri del Consiglio di Sicurezza hanno votato tutti a favore della proposta. Shuang ha affermato che la Cina non ha ritenuto necessaria la risoluzione e, senza menzionare direttamente gli Stati Uniti, ha sostenuto che la Cina spera che i “Paesi rilevanti” cambino quella che ha definito “la pratica sbagliata di imporre la propria volontà agli altri”.

  • Unicef: Bambini stanno pagando il prezzo più alto

    “Oggi in Afghanistan ci sono quasi 10 milioni di bambini che hanno un disperato bisogno di aiuti umanitari. I meno responsabili di questa crisi stanno pagando il prezzo più alto - compresi i bambini, uccisi e feriti in una serie di atrocità a Kabul da giovedì scorso”. Lo dice il rappresentante dell’Unicef in Afghanistan Hervé Ludovic De Lys.
    “Gli eventi della scorsa settimana hanno amplificato l’imperativo di proteggere i bambini più vulnerabili. Ne avete visti molti all’aeroporto la scorsa settimana - famiglie disperate che sollevavano i loro figli e figlie oltre il muro perimetrale; bambini disorientati persi nella folla. Quando abbiamo visto quelle scene, l’UNICEF Afghanistan ha immediatamente inviato all’aeroporto squadre di sicurezza e di protezione per i bambini. Hanno passato notte dopo notte a prendersi cura dei bambini che erano stati separati o abbandonati nel caos e nella disperazione dell’evacuazione. Sabato abbiamo riunito quei bambini con le loro famiglie. È stata una rappresentazione pratica, personale e toccante di ciò che l’Unicef intende quando dice ‘nessun bambino lasciato indietro'”.

  • Ufficiale Raf, pronti a colpire l’Isis

    L’aviazione britannica è pronta a lanciare attacchi aerei contro l’Isis in Afghanistan: lo ha detto il maresciallo dell’aria Mike Wigston al Daily Telegraph, sottolineando che la Raf - nel caso la situazione lo richiedesse - è anche pronta a “inviare truppe o equipaggiamenti in un determinato Paese”. L’impegno dell’alto ufficiale della Raf segue l’attentato dell’Isis di giovedì scorso all’aeroporto di Kabul costato la vita anche a due britannici e al figlio di un cittadino britannico, oltre che a 13 soldati americani e oltre 150 civili afgani. “Se c’è un’opportunità per noi di contribuire, non ho dubbi che saremo pronti a farlo, ovunque l’estremismo violento alzerà la testa e rappresenterà una minaccia diretta o indiretta per il Regno Unito e i nostri alleati”, ha proseguito Wigston. “In definitiva... dobbiamo essere in grado di svolgere un ruolo globale nella coalizione globale per sconfiggere Daesh”, ha concluso riferendosi all’Isis.

    Festeggiamenti a Kabul dopo l’ultimo volo degli americani da Kabul

  • Ministro Difesa Gb: Poche centinaia cittadini ancora là

    Sono 17mila i cittadini britannici che da aprile hanno lasciato l’Afghanistan, e sono “poche centinaia” quelli ancora rimasti. È quanto dice ai microfoni di Skynews il ministro della Difesa britannico Dominic Raab. “Il numero di cittadini britannici è ora sceso a un livello molto basso, poche centinaia dato che ne abbiamo evacuati 5mila in totale”, afferma.

  • Talebani, forze speciali per sicurezza aeroporto di Kabul

    I Talebani hanno dispiegato forze speciali allo scalo internazionale Hamid Karzai di Kabul questa mattina, con l’obiettivo di mettere ’’in sicurezza l’aeroporto’’. Lo ha confermato il portavoce dei Talebani Zabihullah Mujahid in una conferenza stampa. ’’Siamo in grado di garantire la sicurezza dell’aeroporto. Presto tutto tornerà alla normalità. Le forze americane hanno lasciato un gran caos all’aeroporto. Si tratta di una questione tecnica e ci vuole del tempo per risolverla. Sono in atto sforzi per riprendere i voli commerciali’’, ha spiegato Mujahid.

    Talebani di fronte all’areoporto di Kabul (Ap)

  • Talebani, impediremo lancio attacchi contro altri Paesi

    ’’Nessuno potrà utilizzare l’Afghanistan per lanciare attacchi contro altri Paesi e distruggere la pace’’. Lo ha dichiarato il portavoce dei Talebani Zabihullah Mujahid parlando all’aeroporto intrenazionale di Kabul dopo il completo ritiro delle truppe Usa. ’’Ora l’autorità è in mano agli afghani - ha proseguito Mujahid - formeremo un governo islamico e garantiremo la sicurezza’’.

  • Talebani, buoni rapporti con Usa, Emirato islamico nazione sovrana

    I Talebani sono entrati simbolicamente questa mattina all’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul, per celebrare il ritiro degli ultimi militari americani. Tra i Talebani presenti allo scalo aeroportuale anche il portavoce Zabihullah Mujahid, che ha tenuto una conferenza stampa. ’’Questa vittoria appartiene a tutti noi - ha dichiarato - l’Emirato islamico è una nazione libera e sovrana’’. E ha aggiunto: ’’vogliamo avere buoni rapporti con gli Stati Uniti e con il mondo intero. Apriremo a relazioni diplomatiche con tutti’’. L’emittente al-Jazeera descrive ’’una situazione calma’’ a Kabul dopo il pieno ritiro Usa e dopo la notte di festa dei Talebani.

    Talebani dopo i festeggiamenti per la “riconquista” di Kabul (Afp)

  • Sede diplomatica Usa trasferita a Doha

    Con il ritiro delle loro truppe dall’Afghanistan, gli Stati Uniti hanno anche sospeso la loro missione diplomatica a Kabul trasferendola a Doha, in Qatar. Lo ha annunciato il Segretario di Stato Usa Antony Blinken.

  • Biden parlerà alla nazione nel pomeriggio

    Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden parlerà questo pomeriggio alla nazione sugli ultimi sviluppi in Afghanistan e sul piano Usa per il futuro. Lo ha reso noto la Casa Bianca.

  • Talebani: sconfitta Usa è lezione per gli altri invasori

    La sconfitta degli Stati Uniti è stata una “grande lezione per gli altri invasori e per la nostra generazione futura”: lo ha detto il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, poche ore dopo la partenza delle ultime truppe straniere dall’Afghanistan. “E anche una lezione per il mondo”, ha aggiunto il portavoce dalla pista dell’aeroporto di Kabul.

    Talebani schierati all’aeroporto di Kabul

  • Talebani: vittoria afghani, vogliamo buone relazioni con Usa

    Il più importante portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, si è congratulato con gli afghani per la loro vittoria, poche ore dopo che le ultime truppe statunitensi avevano lasciato il Paese dopo 20 anni di intervento militare. “Congratulazioni all’Afghanistan - ha detto dalla pista dell’aeroporto di Kabul - questa vittoria appartiene a tutti noi. Vogliamo avere buoni rapporti con gli Stati Uniti e il mondo. Accogliamo con favore - ha concluso - buone relazioni diplomatiche con tutti”.

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