Medio Oriente

Afghanistan, ultime notizie. Talebani sparano su folla che protesta con bandiera nazionale, diversi morti

News in tempo reale sulla situazione nel Paese in mano ai Talebani

Continua il ponte aereo Roma-Kabul, atterrati a Fiumicino 85 ex collaboratori afghani
  • Afghanistan: secondo aereo spagnolo in partenza da Dubai

    Un aereo militare spagnolo lascerà Dubai durante la notte per dirigersi all'aeroporto di Kabul, da dove rimpatrierà spagnoli e collaboratori afghani. Lo ha annunciato giovedì sera il ministero degli Esteri spagnolo. “Un aereo A400M partirà questa notte da Dubai per Kabul dove prenderà un secondo gruppo di persone che la Spagna sta evacuando dall'Afghanistan”, ha detto il ministero, specificando che l'aereo decollerà da Dubai “verso le 3:00 ora spagnola”. In serata, il ministero ha riferito che un quarto aereo era partito da Saragozza, nel nord-est della Spagna, per Dubai per partecipare alle stesse operazioni di rimpatrio.

    n primo aereo spagnolo aveva riportato in Spagna, all'alba, una cinquantina di afghani e cinque spagnoli, atterrando alla base militare di Torrejón de Ardoz (a nord-est di Madrid). Il ministero degli Esteri spagnolo aveva anche fatto sapere che un aereo, partito da Roma, era atterrato a Madrid nella notte tra mercoledì e giovedì con a bordo 36 lavoratori afgani della missione dell'Unione Europea a Kabul. Madrid ha infatti proposto di allontanare dall'Afghanistan personale locale dell'Ue e della Nato e di condurlo in Spagna, che fungerà così da “punto di ingresso nell'Unione europea”. I cittadini afghani evacuati saranno poi distribuiti nei vari Paesi europei ospitanti

  • Parente di un giornalista di Deutsche Welle ucciso dai Talebani

    Un parente di un giornalista che lavora per Deutsche Welle è stato ucciso dai Talebani in Afghanistan. Lo ha riferito l’emittente tedesca, secondo cui i Talebani sono andati casa per casa nell’Afghanistan occidentale alla ricerca del giornalista, che ora lavora in Germania. Un secondo membro della famiglia è rimasto gravemente ferito nell’attacco, mentre altri parenti dell’uomo sono riusciti a fuggire all’ultimo secondo e sono in fuga. “L’uccisione di un parente stretto di uno dei nostri redattori da parte dei Talebani è incredibilmente tragica e dimostra il grave pericolo in cui si trovano in Afghanistan tutto il nostro staff e le loro famiglie”, ha affermato il direttore dell’emittente, Peter Limbourg. “A quanto pare i Talebani stanno rastrellando i giornalisti a Kabul e anche nelle province - ha aggiunto - Il tempo sta finendo!”.

  • All’aeroporto di Kabul 6mila persone pronte a partire per gli Usa

    Sono 6.000 le persone attualmente all’aeroporto di Kabul che hanno completato le procedure necessarie e in attesa di imbarcarsi: lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price, aggiungendo che gli Usa hanno “aumentato significativamente” Il numero di cittadini americani, collaboratori locali e richiedenti il visto speciale di immigrazione candidabili alla partenza. Il dipartimento, ha aggiunto, continua inoltre a inviare altri dirigenti consolati per contribuire all’evacuazione, mandando team in Qatar e Kuwait e raddoppiando il loro numero a Kabul entro venerdì.

    Evacuazioni all’aeroporto di Kabul (EPA/Staff Sgt. Victor Mancilla)

  • Usa: allarme bomba, l'uomo si è arreso

    L'uomo che da ore minacciava di far saltare il suo furgone con dell'esplosivo nell'area del Campidoglio Usa si è arreso. Lo riporta il New York Times citando fonti della polizia.

    Allarme bomba a Capitol Hill, la Polizia: “Non sappiamo movente, cerchiamo una soluzione pacifica”
  • Erdogan: disponibili a incontrare governo talebano

    “Il nostro obiettivo è prima di tutto la stabilità e la sicurezza” dell’Afghanistan, e, “se ce ne sarà bisogno, incontreremo il governo formato dai Talebani”. Lo ha detto stasera il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un discorso alla nazione dopo una riunione del suo gabinetto.

    “L’Europa - ha aggiunto - non può evitare questo problema” dei migranti dall’Afghanistan “chiudendo i suoi confini per garantire la propria sicurezza. La Turchia non ha l’obbligo di essere il deposito dell’Europa per i rifugiati”.

  • Draghi: colloqui con Macron e Putin

    Nel quadro dei contatti internazionali in corso sulla crisi in Afghanistan, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto stamattina una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron.
    Nel corso del colloquio sono state discusse le diverse implicazioni della crisi afghana, comprese la gestione del fenomeno migratorio e la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel Paese. Sono stati inoltre discussi gli indirizzi che potranno informare l'azione della Comunità internazionale nei diversi contesti, quali G7 e G20, a favore della stabilità dell'Afghanistan.

    Draghi nel pomeriggio ha anche avuto una conversazione telefonica con il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, che ha offerto l'occasione per un'analisi articolata della situazione sul terreno in Afghanistan e delle sue implicazioni regionali.Nel corso del colloquio sono stati discussi gli indirizzi che potranno informare l'azione della Comunità internazionale nei diversi contesti diretta a ricostruire la stabilità dell'Afghanistan, a contrastare il terrorismo e i traffici illeciti e a difendere i diritti delle donne.

  • G7: Talebani garantiscano sicurezza e diritti

    I Talebani devono garantire la sicurezza di chi intende lasciare l’Afghanistan dopo la loro presa di Kabul. Lo sottolineano i ministri degli Esteri del G7 nella dichiarazione finale di un video summit sulla crisi afgana convocato dalla presidenza britannica. Nella dichiarazione, diffusa dal capo del Foreign Office, Dominic Raab, i Sette si impegnano inoltre a lavorare con altri “partner” internazionali per sostenere “una soluzione politica inclusiva” per il futuro dell’Afghanistan, non senza invocare la fine delle violenze e il rispetto dei diritti umani, inclusi quelli “delle donne, dei bambini, delle minoranze”.

    Uno degli afghani rientrati in Italia: "Ho rischiato di morire con mio figlio e mia moglie"
  • Identificate le due persone precipitate dall’aereo Usa

    Un giovane medico afghano che si era appena sposato e un adolescente che sognava di viaggiare per il mondo: sono le due persone che in un drammatico video si vedono precipitare dalla carlinga di un aereo militare americano appena decollato dall’aeroporto di Kabul lunedì scorso, al quale si erano disperatamente aggrappati. Il medico, Mohammed Vida, 22 anni, per sposarsi, un anno fa, aveva accumulato debiti, ma da poco aveva trovato lavoro in un ospedale privato, ha raccontato ad al Arabiya il padre, tra le lacrime. Il ragazzo, Reza, aveva 17 anni, e sperava di fuggire lontano dai talebani. Lunedì ha tentato la fortuna e assieme a suo fratello Kabeer è corso all’aeroporto sperando di salire su un’ aereo in partenza. Nessuno dei due è tornato a casa. “Abbiamo trovato il corpo di uno di loro, ma l’altro è ancora disperso”, ha raccontato un membro della loro famiglia a VICE World News. “Speriamo di trovarlo vivo o morto, così consolerà la nostra famiglia”, ha aggiunto, riferendosi a Kabeer. “Siamo preoccupati. Siamo passati da un ospedale all’altro, ma non abbiamo ricevuto alcuna informazione”.

  • Pentagono: finora evacuate 7.000 persone

    Dall’inizio delle operazioni il 14 agosto, gli Usa hanno evacuato 7.000 persone dall’aeroporto di Kabul: lo ha riferito un dirigente del Pentagono, annunciando che ora allo scalo sono aperti più gate che dovrebbero consentire di accelerare le operazioni.

  • Redazione chiusa per nota giornalista Tv, video virale

    Sta diventando un caso in Afghanistan quello che riguarda Shabnam Dawran, nota presentatrice tv che denuncia in un video “i Talebani mi hanno impedito di entrare in redazione”. “A tutti quelli che mi stanno ascoltando, se il mondo mi sente, aiutateci perché le nostre vite sono minacciate”, dice nella sequenza postata sui social in cui indossando un hijab e mostrando il suo lasciapassare giallo, racconta di come sia stato invece consentito ai colleghi uomini di entrare e lavorare. Il post è divenuto presto virale, rilanciato anche da Miraqa Popal, di Tolo News, con un commento condiviso da migliaia di utenti.

  • Lavrov in Italia il 26-27 agosto, vedrà Draghi e Di Maio

    Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov sarà a Roma dal 26 al 27 agosto per una visita di lavoro. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. “Sono previsti negoziati con il ministro degli Esteri italiano, Luigi di Maio e colloqui con il premier Mario Draghi. È previsto un approfondito scambio di opinioni sull’agenda internazionale e regionale, compresa l’interazione nel G20 e altri formati internazionali, le relazioni con l’Ue e la Nato, la situazione in Ucraina, Afghanistan, Libia, Siria e la situazione nel Mediterraneo”, ha precisato Zakharova.

  • Bbc: i Talebani intensificano caccia ai collaboratori degli Usa

    I talebani stanno intensificando la caccia a tutti gli afghani che negli anni hanno lavorato e collaborato con la Nato e le forze statunitensi: è quanto emerge da un rapporto riservato realizzato dal Centro norvegese per le analisi globali, che fornisce informazioni di intelligence alle Nazioni Unite. Secondo quanto riporta la Bbc, che ha visionato il rapporto, i “talebani stanno arrestando e/o minacciando di uccidere o arrestare i membri delle famiglie degli individui presi di mira a meno che (questi) non si arrendano ai talebani”, si legge nel rapporto, secondo cui sono a rischio soprattutto le persone che avevano posizioni nell’esercito, nella polizia e nelle unità investigative.

    “I talebani hanno condotto una mappatura anticipata degli individui prima di prendere il controllo di tutte le principali città”, prosegue il documento aggiungendo che i fondamentalisti stanno inoltre effettuando controlli alla ricerca di individui sospetti anche all’aeroporto di Kabul, preso d’assalto da migliaia di afghani che cercano disperatamente di lasciare il Paese. Secondo il rapporto, infine, i talebani stanno reclutando nuovi informatori per creare network di collaboratori con il nuovo regime.

  • Cina: ”Talebani più razionali rispetto al passato, serve obiettività”

    “Oggi i Talebani dell’Afghanistan sono più lucidi e razionali” rispetto a 20 anni fa e la comunità internazionale dovrebbe essere “obiettiva” nel valutare la situazione nel Paese. È la posizione della Cina, che conferma di “mantenere contatti” con i Talebani dell’Afghanistan e “altre parti” e insiste sui “segnali positivi” arrivati dagli ’eredi’ del mullah Omar e su un futuro “quadro politico ampio e inclusivo in linea con le condizioni nazionali” con una “politica interna ed estera moderata e prudente”.

    La portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying, ha riconosciuto le perplessità, ma ha aggiunto che “nulla resta invariato”. “Anche se la situazione afghana non è del tutto chiara - ha affermato secondo le dichiarazioni diffuse dal ministero dopo un briefing - si ritiene che i Talebani non ripeteranno la storia del passato”. “Quando si affronta un problema - ha detto Hua - si dovrebbe guardare sia a quello che è accaduto in passato che al presente. Non dobbiamo solo ascoltare quello che viene detto, ma anche guardare quello che viene fatto”. Secondo la portavoce della diplomazia cinese, “il cambiamento rapido della situazione in Afghanistan dimostra che dal mondo esterno non c’è stata una valutazione obiettiva sulla situazione nel Paese né una comprensione accurata dell’opinione pubblica”. “Alcuni Paesi occidentali in particolare - ha incalzato - dovrebbero trarne delle lezioni”.

  • Il ministro degli Esteri inglese Raab presiede summit G7, escluse dimissioni

    Il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab è a Downing Street per coordinare, sullo sfondo della presidenza di turno di Londra, una riunione in videoconferenza fra i capi delle diplomazie dei Paesi del G7 (per l’Italia, Luigi Di Maio) convocata dopo la crisi innescata dal ritiro degli ultimi contingenti Nato dall’Afghanistan e la fulminea presa di Kabul da parte dei Talebani. A margine dell’appuntamento, Raab ha risposto con un secco “no” ai giornalisti che gli chiedevano se intendesse dimettersi, come gli chiedono insistentemente in queste ore le opposizioni.

    Il ministro del governo Tory - pesantemente sotto tiro in patria per la gestione della crisi afgana, al pari di quanto accade a Berlino al collega tedesco Heiko Maas - è accusato di essersi fatto trovare in vacanza in un resort di lusso di Creta il giorno della caduta di Kabul. E “irreperibile” due giorni prima, quando funzionari del Foreign Office ritenevano dovesse fare in prima persona una telefonata urgente al collega afgano Hanif Atmar (senza delegare un viceministro) alla ricerca di assistenza nell’organizzazione dell’evacuazione dal Paese asiatico di un primo contingente di ex collaboratori locali della missione britannica considerati in pericolo. Evacuazione poi affidata a un ponte aereo ad hoc della Raf. Accuse a cui il ministro ha replicato sostenendo di essersi attivato fin da subito con altri contatti e di essere ripartito da Creta poche ore dopo “il deterioramento” della crisi.

  • Console italiano a Kabul: priorità salvare civili in pericolo

    “In Afghanistan la situazione continua a essere estremamente grave. Si tratta di una grave crisi umanitaria. Naturalmente in questo contesto, le operazioni di tutela dei civili afghani in pericolo e la loro evacuazione rimane l'obiettivo primario, soprattutto per le categorie più a rischio come le donne e i bambini”. Lo ha detto al Tg3 il console italiano Tommaso Claudi in collegamento da Kabul. “Il ponte aereo ha permesso sinora di evacuare diverse centinaia di persone, connazionali, personale delle istituzioni italiane di nazionali afghana, il personale italiano di queste istituzioni ed elementi della società civile”, ha aggiunto ribadendo che “il nostro obiettivo è continuare a lavorare senza sosta e continueremo a farlo per portare avanti le operazioni di evacuazione”.

  • Prefettura Milano e Comune a lavoro per trovare strutture accoglienza

    La Prefettura di Milano e il Comune guidato da Giuseppe Sala «sono a lavoro per individuare le strutture che ospiteranno i profughi in arrivo dall’Afghanistan» dopo la conquista del Paese da parte dei talebani. Stamane il sindaco ha annunciato che «nei prossimi giorni» a Milano arriveranno «alcune decine di cittadini afghani (con le proprie famiglie) che hanno collaborato con le forze armate, con l’Ambasciata italiana e con l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo in Afghanistan». Dalla Prefettura fanno sapere che «è presto per avere una stima» di quanti profughi, che potranno chiedere lo status di rifugiati, arriveranno nel capoluogo lombardo.

  • Biden, Talebani decidano se vogliono riconoscimento mondo

    I Talebani devono decidere se vogliono essere riconosciuti dalla comunità internazionale: lo ha detto Joe Biden in una intervista alla Abc, affermando tuttavia di non pensare che abbiano cambiato le loro convinzioni fondamentali. «Credo che stiano attraversando una sorta di crisi esistenziale: vogliono essere riconosciuti dalla comunità internazionale come governo legittimo? Non sono sicuro che lo vogliano», ha spiegato, sottolineando che gli ’studenti’ afghani sembrano più fedeli alle loro idee.

  • Nato e Ue in stretto contatto su evacuazioni

    «Ho parlato con i presidenti della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e del Consiglio europeo, Charles Michel, sulla situazione in Afghanistan. La Nato continua a lavorare in stretto contatto con l’Ue ed il resto della comunità internazionale per coordinare e facilitare le evacuazioni». Lo scrive il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, su Twitter.

  • Talebani: «Vinto su potenza arrogante Stati Uniti»

    In Afghanistan i talebani celebrano il Giorno dell’Indipendenza nazionale, ottenuta nel 1919 dal dominio britannico, dichiarando la vittoria sulla «potenza arrogante» degli Stati Uniti. «Fortunatamente, oggi celebriamo l’anniversario dell’indipendenza dalla Gran Bretagna - hanno affermato -. Allo stesso tempo, come risultato della nostra resistenza jihadista, abbiamo costretto un’altra potenza arrogante del mondo, gli Stati Uniti, a fallire e a ritirarsi dal nostro sacro territorio dell’Afghanistan».

    Un combattente talebano fa la guardia in cima a un veicolo vicino al sito di una processione dell’Ashura che si tiene in occasione della morte dell’Imam Hussein, nipote del profeta Maometto, lungo una strada a Herat il 19 agosto 2021. (AREF KARIMI / AFP)


  • Colloquio ambasciatore pakistano con Karzai e Abdullah

    Continuano i contatti dell’ex presidente afghano Hamid Karzai dopo la resa di Kabul ai Talebani. L’ambasciatore pakistano a Kabul, Mansoor Ahmed Khan, ha reso noto di aver parlato con Karzai e Adbullah Abdullah, inviato per i colloqui di pace del governo di Ashraf Ghani. Su Twitter Khan ha riferito di «colloqui costruttivi sugli sforzi per una stabilità duratura in Afghanistan», mentre in un tweet sul profilo dell’ex presidente Karzai si legge che al centro del confronto c’è stata «l’attuale situazione» in Afghanistan e «il processo politico inclusivo con legittimità nazionale e internazionale». Secondo i media pakistani, l’ambasciatore è tornato in Afghanistan la notte scorsa su istruzioni del premier Imran Khan.

  • A Kabul proteste con la bandiera nazionale

    A Kabul ci sono state “proteste isolate” di persone che hanno sventolato la bandiera afghana, contrapposta a quella dei Talebani, ’nuovi padroni’ dell’Afghanistan. Lo riporta la corrispondente di al-Jazeera nella capitale afghana, dopo la resa di domenica agli ’eredi’ del movimento fondato dal mullah Omar. La tv riferisce di afghani, donne comprese, che sfilano nelle strade presidiate dai Talebani sotto lo slogan «la nostra bandiera è la nostra identità». Secondo il sito di notizie Khaama Press sarebbero “centinaia” nella capitale le persone, donne comprese, scese in strada con la bandiera afghana. Un testimone ha raccontato alla Cnn di manifestanti che a Kabul hanno sfilato davanti ai Talebani al grido di ’lunga vita all’Afghanistan’. Secondo un altro testimone i Talebani hanno sparato in aria per cercare di disperdere la folla.

    Proteste con la bandiera afghana oggi a Kabul. Sullo sfondo, un murales con il presidente fuggitivo, Ashraf Ghani. (EPA/STRINGER)


  • Lavrov: formato consultazioni di Mosca più adatto per la pace

    La Russia ritiene che le consultazioni di Mosca su un accordo di pace in Afghanistan siano la piattaforma più efficace per sostenere i colloqui inter-afghani ed è pronta a riprendere il suo funzionamento. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Sergey Lavrov, in conferenza stampa. «Sono certo che le consultazioni di Mosca offrano maggiori prospettive, perché la situazione ha acquisito una dimensione regionale, attirando una risposta sia dai Paesi vicini che dai Paesi situati più lontano dall’Afghanistan», ha detto. «Non facciamo proposte ufficiali per il momento, ma l’efficacia di questo gruppo di sostegno ai colloqui afgani è stata sempre riconosciuta da tutti, e saremo pronti a riprendere il funzionamento di questa piattaforma, se dovesse risultare fattibile», ha aggiunto, citato dalla Tass.

    Un uomo spinge una carriola che trasporta una donna afgana con suo figlio mentre entrano dall’Afghanistan in Pakistan attraverso un valico di frontiera, a Chaman, in Pakistan, giovedì 19 agosto 2021. Chaman è un valico di frontiera chiave tra Pakistan e Afghanistan; normalmente migliaia di afgani e pakistani lo attraversano ogni giorno e passa un flusso costante di camion che portano merci in Afghanistan. (AP Photo)

  • Wfp: Crisi umanitaria, verso catastrofe per fame

    La direttrice del Programma alimentare mondiale (Wfp) in Afghanistan, Mary Ellen McGroarty, avverte che nel Paese si sta svolgendo una crisi umanitaria, con 14 milioni di persone che affrontano la fame a seguito della presa del potere da parte dei talebani. In un video, ha sottolineato che il conflitto, la grave siccità, l’impatto socio-economico del Covid-19 hanno spinto la situazione già grave verso la “catastrofe”. Il 40% dei campi coltivati, ha detto, è andato perduto e molti animali sono stati uccisi dalla siccità, mentre centinaia di migliaia di persone sono sfollate a causa dell’avanzata dei talebani e l’inverno si avvicina. “Bisogna affrettarsi per portare cibo dove è più necessario”, ha commentato.

  • Ten. Col. Paglia: sacrificio nostri caduti non è vano, sono esempio

    “La questione afghana pone al centro del dibattito anche il vano sacrificio dei nostri caduti, ma non è così”. Lo dice il Ten. Col. Gianfranco Paglia, Medaglia d'Oro al Valor Militare e consigliere del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “Il sacrificio dei nostri soldati – continua – non è mai inutile, personalmente, considerato quanto accaduto in Somalia, posso ben affermare che non ho mai avuto ripensamenti o pensato che rimanere in carrozzina fosse un prezzo troppo alto da pagare. Del resto nessuno ci obbliga, siamo noi che scegliamo di essere soldati e ogni volta che partiamo per una missione non chiediamo mai il perché e come andrà, speriamo solo di riuscire a fare il nostro dovere fino in fondo ed è quello che hanno fatto tutti i nostri caduti, indipendentemente dal risultato finale della missione”. E incalza: “Questo è il ricordo che un Paese deve mantenere vivo. Mi auguro che i familiari delle vittime non pensino che sia stato vano perché sarebbe una sconfitta per tutti. Il loro sacrificio, invece, è un esempio di cosa significhi essere soldato, un esempio per il Paese che grazie a loro viene rispettato. Sono il vero orgoglio dell'Italia. Nessuno potrà mai ridare un figlio, un padre, un marito, un fratello, l'unica cosa che possiamo fare è che la loro memoria sia sempre viva rispettandoli così come loro hanno rispettato noi sacrificando il bene più prezioso che è la vita”.

  • Biden: Ancora 10-15 mila americani e 50-65mila afghani da evacuare

    Ci sono ancora 10-15mila cittadini americani che devono essere evacuati dall’Afghanistan, e tra i 50mila ed i 65mila collaboratori afghani che vogliono lasciare il Paese con le loro famiglie. Lo ha detto Joe Biden nell’intervista a Abcnews, sottolineando che “l’impegno è di portare via tutti quelli che possiamo e dobbiamo”. “Questo è l’obiettivo, questo è quello che faremo, il percorso su cui siamo” ha aggiunto il presidente dicendosi convinto che l’obiettivo sarà raggiunto. Tutto dipende dalla capacità di far aumentare il numero dei trasferimenti quotidiani: “se arriviamo a 7mila al giorno, in questo caso, saranno tutti fuori”, entro la fine del mese quando, il 31 agosto, dovrebbe terminare la missione militare degli Usa in Afghanistan. Nell’intervista, Biden non ha escluso però che la missione possa protrarsi se entro quella data se ci saranno ancora cittadini americani nel Paese.

  • Mosca: Ue provi a ostacolare nostra influenza

    La dichiarazione del capo della politica estera dell’Ue Josep Borrell , che ha detto che l’Ue non dovrebbe permettere a Russia e Cina di influenzare l’Afghanistan, è “sorprendente”. Lo ha detto il vice ministro degli esteri russo Alexander Grushko. “Questa è l’ennesima dimostrazione di ’realismo’ nella valutazione degli eventi in corso”, ha aggiunto. Commentando l’osservazione di Borrell che l’Unione Europea non dovrebbe permettere alla Russia e alla Cina di influenzare l’Afghanistan, Grushko ha detto: “Che cerchino di ostacolarlo”. Lo riporta Interfax.

  • Atterrato a Fiumicino volo con 202 afghani

    Il Boeing KC767 dell’Aeronautica Militare proveniente dal Kuwait con 202 afghani evacuati il 18 agosto da Kabul con due C130, è atterrato alle 12.40 all’aeroporto di Fiumicino. Subito dopo lo sbarco avrà inizio per tutti la procedura di profilassi sanitaria anti Covid che si svolgerà all’interno del Terminal 5, decentrato rispetto alle altre aerostazioni e sorvegliato dalle forze dell’ordine.

  • In Alto Adige 60 persone fuggite da Kabul

    Alcune famiglie afghane fuggite da Kabul nei giorni scorsi sono ora ospitate nella struttura per la quarantena di Colle Isarco, in Alto Adige. Si tratta - informa la Provincia di Bolzano - di 60 familiari di collaboratori di aziende italiane e dell’ambasciata italiana, giunte grazie al programma di accompagnamento attivo su tutto il territorio nazionale. Dopo il periodo di quarantena di 10 giorni, le famiglie inizieranno un percorso di integrazione. I ministeri competenti del Governo italiano e la dirigenza dell’Esercito si sono così messi in contatto con il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, e concordato l’accoglienza di alcuni di questi cittadini in Alto Adige, fino al loro inserimento in programmi nazionali di integrazione e accompagnamento. “In una situazione così eccezionale, è naturale che la nostra Provincia dimostri spirito di collaborazione, mettendo a disposizione strutture adeguate attraverso la Protezione civile” spiega Kompatscher. La decisione è stata preceduta da colloqui con il sindaco del Comune di Brennero Martin Alber, che è stato informato sin dall’inizio di tutti i passaggi.

  • Unicef: restiamo, aiuteremo ogni minore e ogni donna

    «Durante l’ultima fase del conflitto armato, fino alla presa di possesso finale di Kabul pochi giorni fa, l’Unicef ha continuato ad operare per i bambini dell’Afghanistan e a rispondere ai loro bisogni urgenti. Nonostante tutte le domande senza risposta che ci aspettano, una cosa è certa: l’agenzia è qui per restare e per aiutare ogni bambino e ogni donna in Afghanistan. L’Unicef è qui da 65 anni, non ce ne andremo». Così Hervé Ludovic De Lys, rappresentante dell’agenzia per l’infanzia delle Nazioni unite in Afghanistan, aggiungendo: «È vero che per la nostra sicurezza, in alcune aree provinciali, i talebani ci hanno chiesto di sospendere le operazioni fino a quando l’ordine sarà ristabilito. Ma siamo in contatto quotidiano con la leadership locale in quasi tutte le province e il loro messaggio è chiaro: vogliono che restiamo e continuiamo il nostro lavoro in Afghanistan. Ci siamo impegnati in modo costruttivo con la nuova leadership per preservare la nostra presenza operativa in tutto il Paese e speriamo di poter estendere il nostro lavoro per donne e bambini nei prossimi giorni».

  • Finora evacuate oltre 8.500 persone da Kabul

    Oltre 8.500 persone sono state evacuate dall’Afghanistan attraverso l’aeroporto di Kabul da domenica scorsa, giorno in cui i talebani hanno preso il controllo del Paese: lo riporta la Bbc sul suo sito. Finora, gli Stati Uniti hanno trasportato il maggior numero di persone: oltre 5.200, di cui 2.000 nelle ultime 24 ore. Seguono il Regno Unito con 1.200 persone (inclusi cittadini afghani) e la Germania con 900 persone (inclusi 100 afghani).

  • Ong: «Cooperante vide razzia bimbe, evacuarla subito»

    Evacuare al più presto da Kabul un’attivista che ha visto durante l’avanzata dei talebani nella provincia di Takhar razzie di bambine casa per casa, per essere date in spose ai miliziani come bottino di guerra. L’attivista è fuggita verso la capitale e rischia di essere uccisa perché testimone di stupri e uccisioni. Così un appello di Cospe, ong di Firenze titolare fino al 2018 di progetti per i diritti umani nelle 34 province dell’Afghanistan. Ora tanti ex collaboratori locali sono in pericolo di vita. «Stiamo agendo sulle nostre autorità per evacuare lei e tutti gli altri», spiega una cooperante della ong, Silvia Ricchieri.

  • Console italiano a Kabul, «una ventina gli italiani rimasti»

    Sono una ventina gli italiani rimasti in Afghanistan. Lo ha detto il console italiano a Kabul, Tommaso Claudi, intervistato da SlyTg24 dall’aeroporto della capitale afghana. “Sulla base delle nostre informazioni in possesso che derivano da un’intensa opera di monitoraggio condotta in parte prima a Roma dall’unità di crisi, le presenze sono circa venti” ha detto sottolineando che “nel momento in cui queste persone dovessero chiedere l’assistenza del distaccamento consolare dell’ambasciata, sarebbe sicuramente nostro dovere fare il possibile per metterli in sicurezza”. “La situazione a Kabul e anche nel resto del paese è quella di una grave crisi umanitaria”, ha detto ancora nell’intervista il console aggiungendo che “da parte nostra come Farnesina stiamo mettendo a disposizione ogni risorsa disponibile per questo momento di crisi: parlando dell’ambasciata italiana a Kabul la macchina in raccordo con la Farnesina non si è mai fermata”. “Sin dall’inizio della crisi l’ambasciata ha assicurato una presenza costante all’aeroporto militare di Kabul che è dove mi trovo in questo momento”, ha continuato ricordando che dopo il primo volo di evacuazione del 15 agosto “stiamo continuando ad organizzare voli di evacuazione per i connazionali e per i collaboratori afghani” ed attivisti ed altre figure a rischio. “L’impegno della Farnesina è di non lasciare indietro nessuno”, conclude Claudi.

  • Cina, «talebani più sobri e razionali»

    I talebani sono «più sobri e razionali» rispetto all’ultima volta in cui sono saliti al potere in Afghanistan e la Cina spera che diano seguito al «loro atteggiamento positivo» costruendo «un sistema politico adeguato» alla situazione. La portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, nella conferenza stampa quotidiana, ha osservato che «alcune persone hanno ripetutamente sottolineato la loro sfiducia nei confronti dei talebani, ma quello che voglio dire qui è che nulla al mondo può stare fermo». A tal proposito, ha notato Hua, «preferisco guardare le cose dialetticamente, vedere il passato e il presente, le parole e le azioni».

    Combattenti talebani pattugliano all’interno della provincia di Kandahar. (AP Photo/Sidiqullah Khan)

  • Emergency, situazione ospedaliera in netto miglioramento

    «La situazione è in netto miglioramento, nelle ultime 24 ore sono stati ammessi in ospedale 6 persone in pericolo di vita, Abbiamo 14 posti liberi e dunque abbiamo allargato i criteri di ammissione, possiamo prendere quasi tutti: diamo precedenza ai minori sotto i 14 anni e alle donne. Non ci sono combattimenti in città, ma resta alta la tensione all’aeroporto: oggi abbiamo ricevuto due pazienti con ferite da proiettili provenienti da lì». Così in un briefing con la stampa Alberto Zanin, coordinatore medico del Centro per feriti di guerra di Emergency nella capitale afghana. Zanin invita «a non abbassare l’attenzione mediatica e politica su quello che sta succedendo. C’è il grande rischio, che leggiamo negli occhi del personale locale, di dimenticare i problemi che potrebbero venir fuori da questa nuova leadership». Al medico, al momento, «non risulta alcuna notizia sull’impossibilità delle donne di continuare a lavorare e a studiare. Non abbiamo timori di ritorsioni da parte del nuovo regime, non osserviamo violazioni dei diritti delle persone che lavorano con noi e non pensiamo che il nuovo regime abbia attenzione di ostacolarci, non lo ha mai fatto in oltre 20 anni e non credo che questo cambierà». La pandemia da Covid in questo momento, prosegue Zanin, «è in secondo piano ma l’Afghanistan ha una percentuale estremamente bassa di vaccinati».

  • Turchia, agiremo con la comunità internazionale

    In Afghanistan «agiremo insieme alla comunità internazionale. Finora ci siamo trovati d’accordo con tutti quelli con cui abbiamo parlato, dagli Usa alla Russia alla Cina». Lo ha detto stamani il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, sottolineando che al momento qualsiasi decisione sulle relazioni con i Talebani risulterebbe prematura. «Per prima cosa dovremo vedere come si formerà il governo. Siamo in contatto con tutti i Paesi in modo che i nostri approccio e i nostri messaggi siano gli stessi». Nel frattempo, ha aggiunto Cavusoglu, «siamo in contatto con i Talebani attraverso diversi canali, sia a Kabul che a Doha».

  • Talebani sparano su folla per la bandiera, numerosi morti

    Numerose persone sono morte oggi nella città afgana di Asadabad (est) quando i talebani hanno sparato sulla gente che sventolava la bandiera nazionale durante le manifestazioni annuali dell’indipendenza de Paese: lo riporta l’agenzia di stampa Reuters sul proprio sito citando un testimone oculare, Mohammed Salim. Non è chiaro, secondo il testimone, se le vittime siano state colpite dal fuoco dei talebani o siano morte in seguito al fuggi fuggi provocato dagli spari. L’episodio segue l’uccisione di tre persone ieri da parte dei fondamentalisti a Jalalabad, un centinaio di chilometri a sud di Asadabad, in simili circostanze.

    Afghani mentre tengono le bandiere nazionali per celebrare il giorno dell’indipendenza a Kabul, Afghanistan, 19 agosto 2021. L’Afghanistan celebra il 102° anniversario della sua indipendenza dal dominio britannico il 18 agosto. (EPA/STRINGER)

  • Save the Children: grave rischio peggioramento malnutrizione bimbi afghani

    «La grave crisi alimentare che coinvolge i bambini afgani in un paese colpito dalla siccità rischia di peggiorare gravemente a causa della sospensione degli aiuti, mettendo a rischio migliaia di vite». Questo l'allarme lanciato da ’Save the Children’, l'organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. «Il mondo sta affrontando la più grande crisi alimentare del 21° secolo e l’Afghanistan, già prima dell’avanzata dei talebani, era il secondo paese a livello globale per numero di persone colpite dall'emergenza fame e malnutrizione - spiega l'organizzazione -. Secondo le stime, entro quest'anno la metà dei bambini al di sotto dei 5 anni nel Paese è a rischio di malnutrizione acuta e avrà bisogno di trattamenti specifici per poter sopravvivere. A giugno è stato dichiarato ufficialmente lo stato di siccità in Afghanistan, per la seconda volta in quattro anni in un paese già sprofondato nella fame e nella povertà. Un rapporto di giugno del Wfp (Un) segnalava 14 milioni di persone in Afghanistan, oltre un terzo della popolazione, colpite dalla fame e una carenza di fondi per fornire assistenza adeguata. Tra loro si contavano circa due milioni di bambini dipendenti dagli aiuti alimentari». Inoltre, ricorda Save the Children, «il Covid-19, le restrizioni della circolazione, l’impossibilità di lavorare e l’aumento dei prezzi del cibo hanno portato la crisi alimentare nelle aree urbane a livelli senza precedenti. Dall’inizio di giugno più di 80.000 bambini in Afghanistan sono fuggiti dalle loro case a causa dell'escalation delle violenze».

  • Sono 12 i morti all’aeroporto di Kabul da domenica

    Sono 12 le persone che sono morte all’aeroporto di Kabul da domenica, quando lo scalo è stato preso d’assalto da afgani e stranieri terrorizzati per l’entrata dei talebani nella capitale. Lo hanno riferito a Skynews sia i talebani che fonti Nato. Migliaia di persone stanno ancora cercando di fuggire dall’Afghanistan attraverso l’aeroporto Hamid Karzai, ma i talebani continuano a lanciare appelli agli afgani affinché tornino nelle loro case.

    Soldati statunitensi fanno la guardia lungo il perimetro dell’aeroporto internazionale di Kabul. (AP Photo/Shekib Rahmani)

  • Mosca, niente truppe in Afghanistan, solo sforzi diplomatici

    Non ci sono prerequisiti per il dispiegamento di un contingente militare russo in Afghanistan e la Russia si concentrerà sugli sforzi politici e diplomatici. Lo ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev in un’intervista al giornale Izvestia quando gli è stato chiesto se la Russia potrebbe inviare truppe in Afghanistan. «Prima di tutto porremo l’accento sugli sforzi politici e diplomatici: insieme ai partner, cercheremo il modo di stabilire un dialogo intra-afghano e di risolvere pacificamente i problemi del paese», ha aggiunto.

  • Media, donne lanciano bimbi oltre filo spinato allo scalo di Kabul

    «È stato orribile, le donne hanno lanciato i loro bambini oltre il filo spinato» all’aeroporto «chiedendo ai soldati di prenderli». È il drammatico racconto a Skynews di un alto ufficiale afgano, che ha aggiunto che alcuni bimbi «sono rimasti impigliati nel filo spinato».

  • Cina: «rischio guerra civile, sostenere cooperazione tra le parti»

    Alla luce dei «molti problemi» in Afghanistan, delle «nuove questioni spinose lasciate dal ritiro delle truppe Usa» e del «rischio di una guerra civile», sarà «difficile che il processo di ricostruzione pacifica proceda senza difficoltà». È quanto ha detto, secondo una nota diffusa dal ministero degli Esteri di Pechino, il ministro Wang Yi al capo della diplomazia turca, Mevlut Cavusoglu, durante il colloquio telefonico di ieri. La Cina esorta la comunità internazionale a «incoraggiare e sostenere tutte le parti e i gruppi etnici» in Afghanistan affinché «cooperino durante il processo in modo da aprire un nuovo capitolo nella storia» del Paese martoriato da decenni di guerre.

  • Borrell, stop ai fondi Ue per lo sviluppo

    «Dobbiamo fare una distinzione tra aiuti umanitari e l’aiuto allo sviluppo. L’aiuto umanitario dovrà essere incrementato, mentre l’aiuto allo sviluppo deve essere interrotto fino a quando non avremo capito quale sia il comportamento di chi guida il Paese, perché ci sono delle condizioni». Lo ha detto l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, in un intervento straordinario al Parlamento europeo.

    La testimonianza di un collaboratore afghano rientrato in Italia: “Non sappiamo come sarà il futuro”
  • Cina: «Segnali positivi da Talebani, ora dipende da loro»

    La Cina parla di «segnali positivi» arrivati negli ultimi giorni dai Talebani, ’nuovi padroni’ dell’Afghanistan, ma al contempo ribadisce la sua linea rossa, «rompere con tutte le forze terroristiche». «I leader dei Talebani hanno inviato segnali positivi al mondo affermando che affronteranno i problemi della popolazione e risponderanno ai suoi desideri», si legge in una nota del ministero degli Esteri di Pechino diffusa all’indomani di un colloquio telefonico tra il ministro Wang Yi e il capo della diplomazia turca, Mevlut Cavusoglu, su iniziativa di quest’ultimo. Il comunicato fa riferimento anche alle promesse riguardo «la sicurezza delle ambasciate», le relazioni con «tutti i Paesi», la sicurezza del territorio. Wang auspica che «questi impegni si traducano in politiche e azioni concrete». Per il gigante asiatico sono «segnali nella giusta direzione» anche le promesse su un governo «inclusivo» e sullo stop alla produzione di oppio. A fine luglio Wang ha incontrato a Tianjin il mullah Baradar, e ora, si legge nella nota, ha rilevato come «ciò che accadrà» in Afghanistan «dipenderà dalla politica dei Talebani», ai quali la Cina chiede di tagliare con «tutte le forze terroristiche», con esplicito riferimento al movimento islamico del Turkestan orientale, considerato una minaccia per la sicurezza del gigante asiatico. Per Pechino, «la chiave ora è trovare un percorso di ricostruzione adatto alle condizioni nazionali dell’Afghanistan».

  • Borrell, parlare con i talebani non significa riconoscerli

    ’Ho detto che occorre parlare con i talebani, ma questo non significa affatto il loro riconoscimento». Lo ha chiarito l’Alto rappresentante della Ue, Josep Borrell, in un’audizione straordinaria al Parlamento europeo.

    Un collaboratore afghano rientrato in Italia: "Speranze? Cittadinanza per me e per i miei figli"
  • Borrell, non lasciare controllo a Cina e Russia, Ue può essere rilevante

    «Non possiamo lasciare che Cina e Russia prendano il controllo della situazione» in Afghanistan e «lasciare il sostegno a Kabul e andarcene. Possiamo essere rilevanti». Lo ha detto l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell in un’audizione straordinaria al Parlamento europeo, parlando del posizionamento dell’Unione europea nel nuovo scenario.

  • Sindaco Sala: in arrivo prime famiglie a Milano

    «Nei prossimi giorni raggiungeranno la nostra città alcune decine di cittadini afghani, con le proprie famiglie, che hanno collaborato con le Forze Armate, con l’Ambasciata italiana e con l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo in Afghanistan». Lo ha scritto sulle sue pagine social il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, spiegando come il Comune e la Prefettura di Milano, a cui il coordinamento nazionale per l’emergenza assegnerà una quota di nuclei familiari provenienti dall’Afghanistan, hanno avviato la loro collaborazione.

    Il post su Instagram del sindaco di Milano Beppe Sala.

  • Borrell: parole Biden su costruzione Stato sono discutibili

    «Quello che è accaduto in Afghanistan solleva molte questioni sull’impegno occidentale, e su quanto siamo stati in grado di raggiungere. Il primo obiettivo era combattere Al Qaeda. Il presidente Biden ha detto che costruire uno Stato non è mai stato» un obiettivo «questo è discutibile. Abbiamo fatto molto per costruire uno Stato che potesse garantire lo stato di diritto ed il rispetto delle libertà fondamentali. Siamo riusciti nella prima parte. Abbiamo fallito nella seconda missione. Anche se c’è da chiedersi se fosse una missione». Così l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, in un’audizione straordinaria all’Eurocamera.

  • C130 decollato con 99 passeggeri, altri 400 afghani in arrivo a Roma

    mattina alle 8 é decollato da Kabul un C130 dell’Aeronautica Militare che ha evacuato 99 cittadini afghani. Nella notte un altro velivolo C130 era decollato da Kabul con a bordo 95 persone. Dopo uno scalo tecnico, tutti saranno trasportati con i KC767 in Italia dove il prossimo volo giungerà nelle prossime ore. Oggi ulteriori 2 C130J decolleranno dal Kuwait per Kabul. Nella tarda mattinata di oggi atterrerà a Fiumicino un KC 767 con a bordo 200 afghani evacuati ieri dalla capitale afghana. Lo fa sapere il ministero della Difesa. altri due voli dondo.

  • Borrell (Alto rappresentante Ue): quanto è accaduto è una catastrofe

    Quello che è accaduto in Afghanistan «è una catastrofe, lo è per gli afgani, lo è per la credibilità occidentale, lo è per le relazioni internazionali. È un incubo. Non possiamo portare via tutti gli afgani fuori dal Paese». Così l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, in un’audizione straordinaria al Parlamento europeo.

  • Checkpoint talebani su strada aeroporto Kabul, passano solo gli stranieri

    I talebani hanno predisposto dei checkpoint sulle strade che portano all’aeroporto di Kabul. Lo riporta la Bbc, sottolineando che i talebani starebbero facendo passare solo gli stranieri.

    Un talebano fa la guardia mentre i musulmani sciiti partecipano a una processione durante l’Ashura, a Mazar-e-Sharif, in Afghanistan, il 19 agosto 2021. I musulmani sciiti stanno osservando il mese sacro di Muharram, il cui culmine è il festival dell’Ashura che commemora il martirio dell’Imam Hussein, nipote del profeta Maometto. (EPA/STRINGER)

  • A Francoforte due voli con a bordo 500 persone

    Due velivoli di Lufthansa e Uzbekistan Airways sono atterrati questa mattina all’aeroporto di Francoforte con a bordo in totale circa 500 persone prelevate a Kabul. «È terribile», ha raccontato all’arrivo uno di loro descrivendo la situazione nella capitale afghana. «Non c’è altro che caos». «Il mondo deve aiutare il popolo afghano», ha detto un altro passeggero appena sbarcato e citato dalla Dpa. I due velivoli erano decollati dalla capitale uzbeka Tashkent, dove la Bundeswehr ha organizzato un centro di prima accoglienza e raccolta delle persone fatte uscire dall’Afghanistan. Altri voli provenienti da Tashkent sono attesi in giornata in Germania.

  • Panetta (ex capo Cia), «Non ho dubbi che il Pakistan abbia aiutato i talebani»

    «La mia sensazione è che, una volta deciso il ritiro dei militari tutti si siano focalizzati sul ritiro, tagliando anche il supporto aereo all’esercito afghano: era chiaro che i militari locali non avevano l'appoggio necessario per contrastare i talebani, che ne hanno approfittato». A ragionare in questi termini sui fatti di Kabul è, in un’intervista al Corriere della Sera, Leon Panetta, ex capo della Cia e poi segretario della Difesa sotto Obama. «Penso - prosegue - che non siano state fornite informazioni precise in modo abbastanza rapido. Ma parte del problema è che, ritirando le truppe, abbiamo perso le fonti stesse che ci fornivano l'intelligence sul terreno. Non c'è dubbio che si sarebbe potuto pianificare meglio l'uscita, per esempio mantenendo una presenza più ampia fino alla fine». «I talebani avevano una buona strategia: da una parte fingevano di negoziare a Doha e sotto Trump hanno raggiunto l'obiettivo di far ritirare le truppe americane entro il 1° maggio. Poi hanno iniziato a pianificare l'operazione e pre-posizionato le armi in Afghanistan, intimidendo e corrompendo i militari afghani e in pochi giorni conquistando una decina di capitali provinciali. Avevano un piano e un'intelligence di cui noi non disponevamo», spiega ancora Panetta che ad una domanda sulla possibilità che ci siano paesi che li stiano aiutando nella strategia risponde: «Non ho dubbi che il Pakistan li abbia aiutati».

  • Draghi al lavoro per organizzare vertice G20 sull’Afghanistan

    Il primo ministro italiano Mario Draghi sta lavorando per organizzare un vertice del Gruppo delle 20 maggiori economie sulla situazione in Afghanistan dopo l’ingresso dei talebani nella capitale del Paese. L’Italia detiene la presidenza di turno del G20 quest’anno e il possibile incontro dovrebbe tenersi prima del vertice previsto a Roma in ottobre, secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica.

  • Colloquio telefonico tra Blinken e Di Maio

    Il Segretario di Stato Usa Antony J. Blinken ha parlato con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio «del continuo coordinamento con alleati e partner in Afghanistan». Lo rende noto il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Ned Price. I due «hanno discusso degli sforzi di evacuazione in corso e dei modi per promuovere la sicurezza e la protezione di tutti i cittadini afghani e internazionali».

  • I talebani usano WhatsApp ma Facebook e le altre piattaforme provano a bloccarli

    Leggi l’articolo.

    (Ahmad SAHEL ARMAN / AFP)

  • Primo ponte aereo spagnolo atterrato vicino Madrid

    Il primo aereo spagnolo con a bordo cittadini spagnoli e afgani in arrivo da Kabul è atterrato stamattina alla base militare di Torrejón de Ardoz, a nordest di Madrid. Il volo militare, un Airbus A400M aveva lasciato Dubai ieri sera con a bordo “poco più di 50 persone” in totale, secondo il governo spagnolo. Si tratta di uno dei tre velivoli mobilitati dalla Spagna per fornire un ponte aereo al fine di rimpatriare gli spagnoli bloccati in Afghanistan dalla presa del potere da parte dei talebani, ma anche tutti gli afgani che hanno lavorato con la Spagna e le loro famiglie.

    Tampone Covid-19 prelevato a un’afghana all’arrivo a Madrid del primo volo del ponte aereo spagnolo. (Photo by Belen Diaz / AFP)

  • Agenzia alimentare Onu: 14 milioni di persone soffrono la fame

    Il capo dell’agenzia alimentare delle Nazioni Unite in Afghanistan ha detto che nel Paese si sta verificando una crisi umanitaria, con 14 milioni di persone che soffrono una grave fame. Mary Ellen McGroarty, direttrice nazionale del Programma alimentare mondiale, ha affermato che il conflitto, la grave siccità e la pandemia di Covid-19 hanno trasformato una situazione già disastrosa in una catastrofe. McGroarty ha affermato che i raccolti sono andati persi e il bestiame è stato devastato dalla siccità, mentre centinaia di migliaia di persone sono state sfollate durante l’avanzata talebana e l’inverno si avvicina rapidamente. McGroarty ha chiesto la fine del conflitto e ha esortato i donatori a fornire finanziamenti per portare cibo nel paese prima che il clima invernale blocchi le strade.

  • Segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin: in questo momento non possiamo portar via molte persone

    Giovani donne istruite, ex traduttrici militari statunitensi e altri afghani più a rischio di essere perseguitati dai talebani si appellano all’amministrazione Biden per essere evacuati dal Paese. Il presidente Joe Biden e i suoi alti funzionari affermano che gli Stati Uniti stanno lavorando per accelerare l’evacuazione, ma non fanno promesse su quanto durerà o quante persone disperate riusciranno ad andarsene. Il segretario alla Difesa Lloyd Austin afferma: «Non abbiamo la capacità di evacuare in questo momento un gran numero di persone». Lloyd Au sottolinea comunque che le evacuazioni continueranno «fino allo scadere del tempo o fino all’esaurimento delle capacità».

    Il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin mentre parla alla stampa della situazione in Afghanistan. (Olivier DOULIERY / AFP)

  • Colloquio tra segretario di Stato Usa Blinken e ministro Esteri Arabia Saudita

    «Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha avuto ieri un colloquio con il ministro degli Esteri del Regno dell’Arabia Saudita, Faisal bin Farhan Al Saud. Il segretario e il ministro hanno discusso dell’Afghanistan e dei modi in cui la comunità internazionale può sostenere il popolo afghano. Hanno anche discusso di altre priorità regionali condivise». È quanto si legge in una nota del portavoce del segretario di Stato Usa, Ned Price.

  • Biden, possibile forze Usa restino in Afghanistan oltre fine agosto

    Le forze statunitensi potrebbero rimanere a Kabul oltre il 31 agosto per evacuare tutti gli americani. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.

    Afghanistan, Biden: "Non c'era modo di lasciare Kabul senza caos"

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