Medio Oriente

Afghanistan ultime notizie. Biden discuterà a G7 scadenza ritiro da Kabul

Le notizie del 23 agosto

Afghanistan, Biden: "Ho il cuore spezzato per le immagini di Kabul"

I punti chiave

  • Slovenia convoca vertice Ue per discutere di impatto immigrazione

    La Slovenia, che detiene la presidenza di turno dell’Unione europea, ha convocato per giovedì un vertice speciale per discutere della situazione in Afghanistan. Nel vertice, riferisce un portavoce, si discuterà della «risposta della Ue agli attuali sviluppi in Afghanistan, anche riguardo all’aspetto degli affari interni, compresi il possibile impatto migratorio, la cooperazione per i migranti e l’assistenza ai principali Paesi confinanti e le questioni legate alla sicurezza». Il vertice si terrà a livello di ambasciatori. Il portavoce ha anche riferito che a breve potrebbe tenersi un vertice a livello di ministro degli Interni e della Giustizia per affrontare il tema dell’immigrazione.

  • Domani audizione Di Maio a commissioni Esteri e Difesa

    Domani (martedì) alle 14 il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sarà in audizione davanti alle commissioni riunite Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato, per riferire sulla situazione in Afghanistan. Lo rende noto lo staff del ministro.

  • Casa Bianca, abbiamo mezzi per evacuare americani entro 31/8

    «Nei giorni che restano, crediamo di avere i mezzi per evacuare i cittadini americani che vogliono lasciare Kabul»: lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan in un briefing alla Casa Bianca, riferendosi alla scadenza del 31 agosto fissata da Joe Biden. Scadenza che resta ancora oggetto di discussione da parte dell’amministrazione Usa, anche nel G7 di domani.

  • Biden discuterà a G7 scadenza ritiro da Kabul

    Joe Biden discuterà con gli alleati del G7 la scadenza del ritiro dall’Afghanistan: lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan in un briefing alla Casa Bianca.

  • Pentagono, messo in salvo secondo gruppo americani a Kabul

    Un secondo gruppo di americani a Kabul è stato messo in salvo e trasportato in elicottero all’aeroporto con un’operazione di soccorso, dopo quella che la scorsa settimana ha consentito di evacuare 169 statunitensi riuniti in un hotel vicino allo scalo: lo ha detto il portavoce del Pentagono John Kirby. «Di tanto in tanto, quando necessario, i nostri comandanti hanno l’autorità per usare i loro asset» per aiutare coloro che «devono raggiungere l’aeroporto», ha spiegato.

  • Difesa: da inizio operazione Aquila evacuate 3.350 persone con 37 voli

    Sono 3350 i cittadini afghani evacuati dal Paese asiatico dall'inizio dell'operazione Aquila.
    Nella giornata di oggi 675 persone sono state evacuate da Kabul a bordo dei C130J dell’Aeronautica Militare. Nella giornata di domani giungeranno a Fiumicino tre KC 767 con a bordo i cittadini afghani evacuati nel pomeriggio di oggi. Dal giugno scorso, quando con l’operazione Aquila 1 furono portati nel nostro Paese 228 afghani, sono circa 3350 i cittadini afghani messi in sicurezza, 2247 (di cui 547 donne e 667 bambini) quelli già giunti in Italia negli ultimi 10 giorni e circa 1300 quelli all’interno dell’aeroporto di Kabul in attesa di partire.

  • Paralimpica afgana Zakia in salvo, in mano ad australiani

    Zakia Koudadadi, la paralimpica afgana la cui partecipazione ai Giochi è stata impedita dall’invasione dei talebani a Kabul, è in salvo nelle mani degli australiani. Lo afferma una nota dell’Aips, l’associazione mondiale della stampa sportiva, che riprende una cronaca del sito di Sidney Abc. Zakia fece un appello alla comunità internazionale attraverso l’agenzia ANSA il 17 agosto, le sue parole furono rilanciate il giorno dopo dal New York Times diventando un caso internazionale. L’Australia ha concesso un visto a lei e a un gruppo di altri sportivi,soprattutto donne, ora al sicuro e forse già in volo dopo l’ingresso all’aeroporto di Kabul.

  • Ambasciata Usa: accesso aeroporto difficile, venga solo chi ha ricevuto istruzioni

    L’ambasciata americana a Kabul denuncia che l’accesso all’aeroporto «è reso estremamente difficile» dalla folla «di cui fanno parte molte persone che non potranno essere evacuate». Coloro che hanno richiesto un visto speciale di immigrazione negli Stati Uniti, il Siv riservato a chi ha collaborato con il personale americano in Afghanistan, non devono recarsi all’aeroporto di Kabul, ma aspettare istruzioni sui prossimi passi da effettuare, un processo che, avverte la sede diplomatica, «potrebbe richiedere un periodo di tempo prolungato». L’ambasciata precisa che chi, fra gli americani, i residenti negli Usa con permesso permanente, i richiedenti visto per l’immigrazione, o chi è affiliato al governo americano, ha ricevuto «istruzioni specifiche per recarsi all’aeroporto Hamid Karzai» può farlo, «seguendo le istruzioni che gli sono state fornite». «Se volete lasciare l’Afghanistan ma non rientrate in queste categorie ma fate parte di uno sforzo organizzato privatamente per evacuare, non recatevi all’aeroporto fino a che non avrete ricevuto istruzioni specifiche dai nostri funzionari che si occupano dell’organizzazione dei voli», si precisa sottolineando che «chi non ha un invito verificato non potrà entrare in aeroporto o salire su un aereo per l’evacuazione».

  • Emergency, donne evitano di andare in ospedale

    Nel Panshir, dove Emergency ha un ospedale con le specializzazioni di ginecologia e pediatria, sono calati gli accessi di pazienti donne perché hanno timore di mettersi in cammino - in una regione dove il conflitto con i talebani si avvicina - per andare a partorire o a curarsi. Lo ha detto Alberto Zanon, coordinatore medico dell’ospedale di Emergency a Kabul. Nella capitale afghana, ha riferito Zanon, «le ammissioni delle donne sono uguali a prima dell’arrivo del talebani» in quanto l’ospedale di Kabul tratta traumi da guerra, invece «per quanto riguarda l’ospedale di maternità del Panshir, abbiamo visto una diminuzione delle pazienti per parti o patologie ginecologiche». «E questo verosimilmente - ha proseguito Zanon - non perchè le donne vengano bloccate lungo il cammino per l’ospedale, almeno così ci dicono i nostri colleghi nella valle del Panshir, ma più che altro perchè verosimilmente si fidano poco a muoversi da parte loro». «Abbiamo notato - ha spiegato Zanon - una diminuzione degli accessi sia nella ginecologia che nella pediatria in un ospedale come quello del Pashir che ha una attività più ’elettiva’ e che funziona anche a secondo del desiderio del paziente», mentre l’ospedale di Kabul è diverso e interviene sull’emergenza non rinviabile.

  • Berlino: «Avviata discussione con talebani per proroga deadline 31/8»

    Tra Germania, Stati Uniti, Turchia e talebani sono state avviate discussioni allo scopo di «facilitare un’operazione civile all’aeroporto di Kabul per consentire l’evacuazione delle persone oltre la scadenza del 31 agosto». Lo ha riferito il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, parlando con i giornalisti. Tuttavia, ha sottolineato Maas secondo quanto riporta la Bbc, l’aeroporto di Kabul rimarrà aperto solamente se sarà garantita la sua sicurezza. In precedenza, i talebani avevano escluso la possibilità di permanenza delle truppe militari occidentali oltre il 31 agosto, avvertendo che vi sarebbero delle «conseguenze».

  • Xi valuta presenza virtuale al G20, a rischio summit Biden

    A rischio il summit tra il presidente cinese Xi Jinping e l’omologo Usa Joe Biden a margine del G20 di Roma del 30-31 ottobre: malgrado Pechino debba ancora prendere la decisione finale, la leadership comunista punterebbe su una partecipazione ’virtuale’ di Xi con collegamento video piuttosto che di persona, ha scritto in serata il South China Morning Post, citando fonti vicine al dossier. I motivi sarebbero legati ai timori per il Covid-19 ma anche agli scarsi progressi nelle relazioni Cina-Usa.

  • Emergency: Ad aeroporto Kabul ancora caos, ricevuti 6 feriti

    «Continuiamo a ricevere pazienti dall’aeroporto» di Kabul, «dove la situazione resta caotica. Nelle ultime 48 ore, da lì abbiamo ricevuto 6 feriti con ferite da proiettile alle gambe». Lo ha reso noto Alberto Zanin, coordinatore medico di Emergency a Kabul, secondo quanto riporta l’ong su Twitter.

  • Berlino, al G7 di domani anche tema migrazione

    In questo G7 di domani «si dovrà sicuramente parlare del tema migrazione e di come andare avanti con i flussi migratori»: lo ha detto il ministro degli Esteri Heiko Maas in conferenza stampa, anticipando i temi che saranno trattati domani nell’incontro del G7 sull’Afghanistan. Da affrontare «ci sono due cose particolarmente importanti: la prima è come coordinarsi nelle ulteriori misure di evacuazione e confrontarsi su domande come la durata dell’evacuazione e cosa accade dopo il 31 agosto», data annunciata per il ritiro Usa, ha detto Maas. E poi «l’altra questione sarà cosa fare con il movimento di migranti che ora dobbiamo prevedere, e in questo caso si tratterà in particolare di provvedere a mettere a disposizione dell’Unhcr i mezzi per gli aiuti umanitari più immediati».

  • Pentagono: «Non abbiamo inventario di mezzi e armi a rischio»

    Gli Usa non hanno un “inventario” dell’equipaggiamento, delle armi e dei mezzi a disposizione dell’esercito afghano e che ora potrebbero essere “a rischio” di cadere in mano ai talebani. Lo ha riferito il portavoce del Pentagono, John Kirby, spiegando che tuttavia, prima della resa delle forze afghane ai talebani, una grande quantità di equipaggiamenti, armi e risorse erano stati ritirati dal Paese, o distrutti.

    Soldati Usa all’aeroporto di Kabul. (Wakil Kohsar / AFP)

  • Trudeau (Canada) a favore sanzioni ai talebani: discuteremo al G7

    Il premier canadese Justin Trudeau si è detto a favore di sanzioni contro i talebani, alla vigilia del G7 sull’Afghanistan. Interrogato se appoggerrà la posizione della Gran Bretagna che potrebbe chiedere sanzioni, il premier canadese ha risposto: «Certamente, siamo sul punto di esaminare altre sanzioni». «I talebani sono già riconosciuti come entità terrorista in Canada ma parleremo con i nostri omologhi del G7 per vedere quali saranno le prossime tappe», ha spiegato.

  • Salvati finora 3.350 afghani, di cui 1.990 già in Italia

    Dal giugno scorso, quando con l’operazione Aquila 1 furono portati nel nostro Paese 228 afghani, sono oltre 3.350 i cittadini tratti in salvo, circa 1.990 quelli già giunti in Italia (di cui 547 donne e 667 bambini) negli ultimi giorni e circa 1.300 presso l’aeroporto di Kabul in attesa di partire. È quanto si apprende dalla Difesa, a margine della visita del ministro Lorenzo Guerini al Covi, il Comando operativo di vertice interforze. La Difesa ha messo in campo per l’operazione Aquila Omnia, subentrata all’operazione Aquila 1, pianificata e diretta dal Covi, 8 aerei: 4 KC767 che si alternano tra l’area di operazione e l’Italia e 4 C130J, questi ultimi dislocati in Kuwait, da cui parte il ponte aereo per Kabul. Sono oltre 1.500 i militari italiani del Comando operativo di Vertice Interforze impegnati su disposizione del ministro della Difesa in questa complessa operazione per il ponte aereo Roma-Kabul.

  • Pentagono: «Linea rossa talebani? Anche noi vogliamo andarcene il 31/8»

    Gli Stati Uniti sono «ben consapevoli del dichiarato desiderio dei talebani di vedere la missione completata per il 31 agosto» e «anche noi vogliamo completare la missione per il 31 agosto». Così il portavoce del Pentagono, John Kirby, nel corso del briefing alla stampa ha risposto ad una domanda sulla “linea rossa” fissata dai talebani per la fine delle operazioni di evacuazione dall’aeroporto di Kabul e il ritiro definitivo delle truppe Usa. Kirby ha aggiunto che il segretario alla Difesa Usa sta lavorando per completare l’evacuazione dall’Afghanistan entro il 31 agosto e non ha chiesto al presidente Joe Biden di prorogare la scadenza, ma non lo esclude. «L’obiettivo è far uscire più persone il più velocemente possibile», e «cercare di farlo nel miglior modo possibile entro la fine del mese», ha detto Kirby.

  • Guerini (Difesa): evacuazione operazione molto complessa

    «L’evacuazione dei cittadini afghani da Kabul è un’operazione molto complessa e delicata. Un lavoro di squadra grazie alla collaborazione tra i Ministeri della Difesa, Esteri, Interni e i servizi di informazione»: lo ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, in visita al Covi, il Comando Operativo di Vertice Interforze, a Roma.

    Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini in visita al Covi, il Comando Operativo di Vertice Interforze, a Roma, 23 agosto 2021. (ANSA/ MINISTERO DIFESA)

  • Paralimpiadi: ci sarà bandiera Afghanistan a cerimonia apertura

    La bandiera dell’Afghanistan sventolerà durante la cerimonia di apertura dei Giochi paralimpici di Tokyo, in programma domani. Si tratterà di un “segno di solidarietà” nei confronti degli atleti che non hanno potuto raggiungere il Giappone dopo la presa di potere nel Paese da parte dei talebani. Lo ha annunciato il presidente del Comitato internazionale paralimpico, Andrew Parsons, durante il media breafing che si è tenuto a Tokyo. Un rappresentante dell’Agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) porterà la bandiera nello stadio olimpico della capitale giapponese. Avrebbero dovuto prendere parte ai Giochi di Tokyo gli atleti paralimpici Hossain Rasouli (lancio del disco) e Zakia Khudadadi (taekwondo), che nei giorni scorsi aveva confidato i sui timori: «La mia famiglia è in una situazione molto brutta. Siamo tutti sotto il controllo dei talebani e questo è un grande incubo».

    Ex interpreti per forze britanniche in Afghanistan dimostrano fuori dal Ministero degli Interni a Londra, Gran Bretagna, 23 agosto 2021. Sulla sinistra, la bandiera afghana. (EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA)

  • Pentagono, «Manteniamo aperte linee comunicazione con talebani»

    Lo sforzo per «garantire» che l’accesso all’aeroporto di Kabul rimanga «fluido» e «sicuro» richiede che «le linee di comunicazione con talebani rimangano aperte». Lo ha riferito il portavoce del Pentagono, John Kirby, nel corso del briefing alla stampa. Questa comunicazione, ha aggiunto, finora «ha funzionato bene».

    Combattenti talebani su un blindato per le strade di Kabul, 23 agosto. (Wakil KOHSAR / AFP)

  • Emergency, rafforzati presidi medici in Panshir

    Sono stati rafforzati, in vista del possibile intensificarsi della situazione di conflitto, i presidi medici di Emergency nel Panshir, dove l’Alleanza del Nord - guidata dal figlio del ’mitico’ generale Massud - si oppone all’avanzata dei talebani. Lo ha reso noto Alberto Zanin, il coordinatore medico dell’ospedale di Emergency a Kabul. Sono stati mandati due collaboratori per ampliare la recettività delle strutture di primo soccorso medico che si trovano nella regione. Nella zona del Panshir, ha aggiunto Zanin, nelle ultime 24 ore sono state soccorse non più di 15 persone. Ci sono 44 posti di primo soccorso per stabilizzare i feriti e negli ultimi giorni la situazione è migliorata. Oggi sono stati medicate due persone ferite da mine anti-uomo lasciate sul terreno da tempo, non in combattimenti in corso dunque.

  • La Croce rossa può continuare ad operare

    Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) può continuare le attività in Afghanistan con i suoi 1.800 collaboratori. L’organizzazione umanitaria non ha mai interrotto i contatti con i talebani e continua a utilizzare questi canali, ha detto Dominik Stillhart, direttore delle operazioni del Cicr, alla radio svizzera in lingua tedesca Srf. La situazione in Afghanistan è calma, salvo nel nord del Paese e a Kabul, dove i talebani hanno tradizionalmente poco sostegno tra la popolazione, ha spiegato Stillhart. Dopo quattro decenni di guerra, violenza, cattiva gestione e con l’attuale siccità e la pandemia di Covid-19, la situazione umanitaria è catastrofica. Stillhart teme per le forniture, che il governo precedente aveva più o meno sotto controllo nelle grandi città. Inoltre è probabile che il denaro finisca presto, ha aggiunto. Per ora, non è chiaro chi sia responsabile di cosa, ma secondo Stillhart, dopo anni di lavoro sul campo, il Cicr sa chi può contattare tra i talebani. Tra i suoi canali ci sono funzionari di alto livello, che hanno assicurato che i circa 1.800 dipendenti possono e devono continuare a lavorare. Tra questi ci sono 100 delegati del Cicr. Il direttore delle operazioni afferma di essere molto preoccupato per la situazione delle donne, ma le impiegate del Cicr sono autorizzate a lavorare e negli ospedali sono di vitale importanza. A suo avviso la situazione all’aeroporto di Kabul non è rappresentativa di tutto il Paese. Stillhart comprende che molti dipendenti della coalizione militare e di altre organizzazioni vogliano lasciare l’Afghanistan, però non teme un esodo di massa.

  • Appello vescovi polacchi, «solidarietà con i profughi di guerra»

    “I governi hanno diritto d'intraprendere delle azioni contro l'immigrazione illegale ma hanno anche il dovere di riconoscere le fondamentali differenze tra profughi che fuggono dai loro Paesi a causa delle persecuzioni politiche, religiose, etniche o guerre e altri, che cerchino di entrare in un Paese in modo illegale” o che “desiderino soltanto di migliorare la loro situazione economica”. Lo sottolinea il Consiglio per migrazioni e pellegrinaggi dell'episcopato polacco. Nel dettaglio, il presidente del Consiglio monsignor Krzysztof Zadarko, si rivolge alle autorità politiche che negli ultimi giorni non hanno permesso a una quarantina di profughi provenienti dall'Afganistan, dall'Iraq e dalla Siria di varcare la frontiera esterna dell'Ue tra la Polonia e la Bielorussia, considerando tale loro tentativo “una provocazione di Kiev”. “L'indifferenza non è una caratteristica autenticamente cristiana” continuano i Vescovi auspicando che “i responsabili onorino appieno gli impegni internazionali nei confronti delle persone in cerca di aiuto, compreso il loro diritto a richiedere protezione internazionale”. Incoraggiando l'immaginazione della misericordia, i presuli polacchi invitano “tutti gli uomini di buona volontà, indipendentemente dalla loro fede, alla solidarietà con i profughi di guerra in arrivo in Polonia, così come con tutti i perseguitati e tutte le persone bisognose”.

  • Pentagono, «apprezziamo impegno Italia e alleati»

    Gli Stati Uniti “apprezzano profondamente” l’impegno e l’aiuto fornito dagli alleati nelle operazioni di evacuazione dall’Afghanistan. Lo ha detto in conferenza stampa al Pentagono il generale William Taylor, vice direttore degli Stati Maggiori Riuniti, in riferimento alle basi messe a disposizione di Paesi come Spagna, Italia, Emirati Arabi, Bahrein come ’safe haven locations’ temporanee, dove vengono sbarcati i civili estratti dall’aeroporto di Kabul.

  • Fonti Pentagono, «ponte aereo aumenterà in vista del 31/8»

    Le forze aeree Usa stanno impiegando attualmente oltre 230 velivoli nel gigantesco ponte aereo in corso dall’aeroporto di Kabul. I voli di evacuazione dovrebbero “aumentare in maniera significativa” nelle prossime ore, per poter rispettare la scadenza del 31 agosto. Lo riferiscono fonti del Pentagono citate dal sito Defense One. Ci sarà un “significativo aumento nel numero di aerei da trasporto che andranno lì e nel volume e nel ritmo” delle loro operazioni, ha spiegato la fonte. I talebani hanno dichiarato che la data del 31 agosto verrà considerata una “linea rossa” per il ritiro delle forze Usa, nonostante il presidente Joe Biden domenica avesse affermato di valutare una proroga della deadline. Ad oggi, attraverso il ponte aereo allestito dalla US Air Force sono state evacuate dall’aeroporto di Kabul oltre 30mila persone. L’aeroporto è attualmente controllato dai marines e dai soldati della 10a Divisione di Montagna e della 82esima Divisione Aerotrasportata. Si stima che nei pressi dell’aeroporto di Kabul si trovino ancora 20mila persone che tentano di imbarcarsi sui voli Usa. Altre migliaia di cittadini Usa e di afghani sono invece ancora intrappolati nelle zone controllate dai talebani.

  • Guerini: evacuazione cittadini operazione complessa e delicata

    “L'evacuazione dei cittadini afghani da Kabul è un'operazione molto complessa e delicata. Un lavoro di squadra grazie alla collaborazione tra i Ministeri della Difesa, Esteri, Interni e i servizi di informazione”. Così il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, durante la sua visita odierna presso il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) a Roma.
    Il Ministro, giunto presso l'Aeroporto Militare “Francesco Baracca”, sito nel quartiere di Centocelle, è stato accolto dal Generale di Corpo d'Armata Luciano Portolano, Comandante del COVI da dove sono gestite tutte le operazioni internazionali e nazionali tra cui l' “Operazione EOS” per la campagna vaccinale. “Le Forze Armate Italiane stanno svolgendo un delicato lavoro, cooperando efficacemente con tutti gli attori in campo” ha aggiunto il Ministro, partecipando a un briefing ove ha ricevuto l'aggiornamento della situazione operativa in Afghanistan e sull'evoluzione di Aquila Omnia

  • 108 sull’ultimo volo atterrato a Fiumicino

    Sono 108 i profughi afghani giunti all’aeroporto di Fiumicino con un velivolo KC767 atterrato alle ore 1240. Lo si apprende dalla Difesa.

  • Portavoce Unicef, «ora saranno talebani a scortarci»

    Saranno ora i talebani a scortare i convogli dell’Unicef nelle missioni sul campo. A raccontarlo al sito di Sky news è Sam Mort, capo comunicazioni di Unicef Afghanistan, spiegando che i talebani le hanno detto “chiaramente” di volere che l’agenzia Onu per l’infanzia continui a rimanere nel paese. Rinchiusa da una settimana nell’ufficio Unicef del compound Onu di Kabul, Mort ha detto che nei prossimi giorni dovrebbe riprendere l’attività sul campo. “Prima quando andavamo nelle missioni sul campo il governo ci assegnava un convoglio di sicurezza, ora saranno i talebani a farlo. Sarà per noi un diverso modo di lavorare, ma con loro abbiamo un dialogo costruttivo. Abbiamo già lavorato qualche volta con loro, penso che per tutti, per loro e per noi, sarà un nuovo modo di lavorare”, ha affermato.

  • Talebani nominano capo ad interim Banca centrale Afghanistan

    I Talebani hanno nominato Haji Mohammad Idris come governatore ad interim della banca centrale dell’Afghanistan. Lo ha annunciato il portavoce degli islamisti, Zabihullah Mujahid, in una dichiarazione riportata da Sky News. Nella dichiarazione, i Talebani si aspettano che Haji Mohammad Idris aiuti a organizzare le istituzioni e ad affrontare le questioni economiche che la popolazione sta affrontando, portando ordine in un’economia paralizzata dalla guerra che è alla deriva da più di una settimana, con le banche chiuse e molti uffici governativi vuoti.

  • La Francia sostiene che per le evacuazioni ci vuole più tempo oltre il 31 agosto

    Il ministro degli esteri francese ha detto oggi che ci vuole più tempo oltre il 31 agosto per completare le evacuazioni degli afghani. «Siamo preoccupati per la data di scadenza fissata dagli Stati Uniti ovvero il 31 agosto. C’è bisogno di più tempo per completare le operazioni in corso» dice il ministero degli esteri Jean-Yves Le Drian ai giornalisti che lo accompagnano negli Emirati, riporta Reuters. Nella base aerea 104 di Al-Dhafra, a 30 chilometri da Abu Dhabi, l’aeronautica francese ha allestito un ponte aereo per Kabul.

  • Domani audizione Di Maio e Guerini

    Martedì 24, alle ore 14, le Commissione riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato, presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari, svolgono l’audizione del ministro degli Affari esteri, Luigi Di Maio, e del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, sulla crisi afghana e i suoi drammatici ultimi sviluppi. L’appuntamento viene trasmesso sul canale satellitare della Camera dei deputati.

  • Sondaggi in picchiata per Biden, pesa il caos a Kabul

    La luna di miele di Joe Biden con gli elettori Usa sembra definitivamente conclusa, complice probabilmente anche la drammatica situazione in Afghanistan. In un sondaggio di Nbc News, il gradimento del presidente Usa è sceso al di sotto del 50%, facendo registrare un 46% di elettori che approvano il suo operato. Si tratta di 15 punti percentuali in meno rispetto al 61% registrato ad aprile. Il sondaggio, condotto tra il 14 e il 17 agosto, tiene conto della caduta di Kabul, avvenuta il 15 agosto. Un altro segnale di allarme per l’Amministrazione viene da un’altra rilevazione, quella realizzata da Cbs News/YouGov e pubblicata ieri. La maggioranza degli americani, il 63%, è ancora favorevole alla decisione di ritirare le truppe Usa dall’Afghanistan, ma solamente il 47% approva la gestione del ritiro da parte del presidente Biden. Si tratta di ben 13 punti percentuali in meno, rispetto al 60% registrato a luglio.

  • Forze francesi scortano 260 collaboratori Ue ad aeroporto Kabul

    “Questa mattina le forze speciali francesi, in collegamento con l’esercito americano, sono riuscite a far entrare nell’aeroporto 260 collaboratori della delegazione dell’Unione Europea a Kabul. Sono accolti nella zona d’attesa dell’ambasciata di Francia prima dell’imbarco. Brava l’Ue”. Lo ha detto su Twitter l’ambasciatore francese a Kabul, David Martinon, allegando un video dell’arrivo degli afghani all’ingresso dell’aeroporto. Si vedono uomini, donne e bambini. Una signora ringrazia in francese, dicendo: “Vive la France”.

  • Orban, proteggeremo Ungheria da crisi migranti

    “Proteggeremo l’Ungheria dalla crisi dei migranti”. Lo ha affermato il premier ungherese, Viktor Orban, parlando dei flussi che arriveranno dall’Afghanistan, in un’intervista ad una radio, pubblicata sulla sua pagina Facebook. Secondo Orban, occorre evitare che i profughi lascino la regione, evidenziando l’importanza di sostenere Turchia - che avrà un ruolo “fondamentale” - ed i Paesi dei Balcani per evitare l’ingresso dei migranti nell’Unione europea.

  • Germania valuta come continuare evacuazioni dopo fine ponte aereo

    La Germania sta valutando i modi di continuare le evacuazioni dall’Afghanistan anche dopo la fine del ponte aereo da Kabul. “Fino a quando la situazione sul terreno lo permetterà, vogliamo far funzionare il ponte aereo ed evacuare le persone dall’aeroporto di Kabul”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri in conferenza stampa, citato dai media. “Tuttavia stiamo già pensando oltre questo periodo e cerchiamo di trovare soluzioni per il dopo”, ha detto il portavoce, aggiungendo che la Germania sta parlando con i talebani perché lascino partire il maggior numero di persone.

    Ponte aereo americano all’aeroporto di Kabul (Senior Airman Brennen Lege/U.S. Air Force via AP)

  • Talebani, Panshir circondato ma vogliamo soluzione pacifica

    La Valle del Panshir è “assediata” ma i Talebani stanno negoziando con le forze dell’Alleanza del Nord “per trovare una soluzione pacifica”. Lo scrive il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid. Secondo il responsabile “sono stati riconquistati i tre distretti” della vicina provincia di Baghlan attaccate nei giorni scorsi dai miliziani guidati dal figlio di Massoud, Ahmad. Intanto, stanno facendo il giro del mondo le immagini dei ragazzini armati nella Valle con le bandiere dell’Alleanza legate ai fucili.

  • Nuovo sbarco di profughi a Fiumicino

    Dopo i 203 afghani arrivati questa mattina in Italia, grazie al ponte aereo tra l’Afghanistan e l’Italia predisposto dal Ministero della Difesa, sono appena sbarcate all’aeroporto di Fiumicino altre persone evacuate da Kabul via Kuwait. Tutti i passeggeri una volta scesi dal velivolo militare, saranno trasferiti, ormai come da prassi, all’interno del terminal 5, un’aerostazione decentrata rispetto ai terminal passeggeri dello scalo romano. Qui saranno sottoposti a profilassi sanitaria anti-Covid. Successivamente potranno lasciare l’aeroporto per essere trasferiti in pullman dell’Esercito presso apposite strutture messe a loro disposizione.

  • Gb, ressa rallenta partenze di chi ha diritto

    La priorità di evacuare dall’Afghanistnan per prime le persone ritenute in pericolo imminente e diretto dopo l’arrivo dei Talebani a Kabul viene ostacolato dalla pressione di altre migliaia di afgani che si affollano verso l’aeroporto sperando di cogliere l’occasione per andarsene anche loro. Lo ha sottolineato oggi Ben Wallace, ministro della Difesa del governo di Boris Johnson, rimarcando che “non tutti” coloro che lo desiderano potranno partire. Wallace ha confermato che sono stati finora circa 6.000 gli individui portati fuori dal Paese dal ponte aereo britannico, secondo per importanza dopo quello americano, ma ha ammesso che il tentativo di accelerare l’operazione si scontra con la necessità di fare una cernita fra gli ex collaboratori locali della missione Nato giudicati “direttamente a rischio per il lavoro svolto a nostro sostegno” e quelli che lo sono “indirettamente” e per i quali è previsto un piano di partenze a più lungo termine. “Vi è un numero significativo di persone, nell’ordine delle migliaia - ha detto Wallace ai giornalisti - che stiamo cercando d’individuare nella massa e che è nostra intenzione trasferire il prima possibile. Velocizzare i tempi è la nostra sfida, come ho detto dall’inizio, ma vi sono da affrontare pure i problemi creati da folle di persone che al momento non rientrano nei criteri” per l’evacuazione immediata. Del resto, ha concluso il ministro - occorre “essere molto chiari” sul fatto che “non tutti (gli afgani che vogliono) potranno partire” verso l’Occidente.

    Profugo con passaporto olandese accolto a Utrecht

  • Gentiloni, «è una debacle ma non sia abiura di questi 20 anni»

    In Afghanistan “un altro epilogo era possibile. L'Economist parla di una debacle di Biden, è una debacle dell'Occidente” ma “non possiamo trasformarla in un'abiura di quello che abbiamo fatto in questi vent'anni, sarebbe un errore ancora più grande”. Così il commissario europeo per gli Affari economici, Paolo Gentiloni, intervenendo al Meeting di Rimini in apertura del dibattito dedicato al Recovery plan.

  • Terza riunione del Copasir, ascoltato direttore dell'Aise

    “Il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica si è riunito anche oggi, per la terza volta in pochi giorni, al fine di acquisire le necessarie informazioni per svolgere il ruolo di controllo e di stimolo sull'operato del governo e dell'intelligence che la legge 124/2007 gli attribuisce, anche in vista delle imminenti riunioni internazionali in cui l'Italia è protagonista. Questa mattina è stato audito il direttore dell'Aise, gen. Giovanni Caravelli; nei giorni scorsi si erano svolte le riunioni con il Direttore del Dis, ambasciatrice Elisabetta Belloni, e con il ministro degli Esteri, on. Luigi Di Maio, sempre in presenza come impone la necessaria segretezza degli atti”. È quanto riporta in una nota il senatore Adolfo Urso, presidente del Copasir, al termine della riunione “durata oltre due ore, nella quale si è svolto un confronto ampio e articolato con i componenti il Comitato. Sono state approfondite le modalità e la tempistica del piano di evacuazione dei nostri collaboratori e dei loro familiari e degli esponenti della società civile e istituzionale che necessita di tempi congrui per essere completato in condizione di sicurezza; le cause del rapido e imprevisto disfacimento delle istituzioni e delle forze di sicurezza afghane, anche in riferimento alle decisioni che possano aver accelerato il fenomeno; la crisi umanitaria e le sue conseguenze sui fenomeni migratori; il contrasto al terrorismo islamico e al traffico internazionale di droga”. “Nella audizione - continua Urso - sono state, inoltre, esaminate le conseguenze della nascita dell'Emirato islamico sulle relazioni internazionali e sulla presenza occidentale nell'Asia centrale, le ripercussioni sui Paesi limitrofi e sulle aree di prioritario interesse dell'Italia, dal Mediterraneo allargato, al Sahel e al Corno d'Africa, anche in riferimento alla attività delle organizzazioni terroristiche islamiche che hanno consolidate basi operative in Afghanistan”.

    Persone evacuate da kabul in arrivo a Sigonella


  • Resistenza in Panshir, siamo migliaia pronti a combattere

    La resistenza anti-talebani può contare su “migliaia di persone” pronte a combattere. Lo ha detto alla Bbc Ali Nazary, capo delle relazioni estere per il Fronte di resistenza nazionale dell’Afghanistan (Nrf) che fa capo a Ahmad Massoud. Nazary ha detto che il suo gruppo ha “migliaia di forze pronte per la resistenza”, ma vuole prima portare avanti negoziati pacifici. “Se falliscono, non accetteremo alcun tipo di aggressione”, ha detto. I talebani affermano di aver circondato e assediato la roccaforte del gruppo nella valle del Panshir. Esponenti della resistenza hanno anche detto che i talebani stanno avanzando nella regione.

  • Kurz: proteggere le frontiere Ue, non ripetiamo l'errore

    “Gli eventi in Afghanistan sono drammatici, ma non dobbiamo ripetere gli errori del 2015. La gente che esce dal Paese deve essere aiutata dagli Stati vicini. L'Ue deve proteggere le frontiere esterne e combattere la migrazione illegale ed i trafficanti di esseri umani”. Lo ha scritto il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, su Twitter. “L'Austria - aggiunge - ha accolto 44mila afghani. Abbiamo una delle più grandi comunità afghane pro-capite al mondo, dopo Iran, Pakistan e Svezia. Ci sono ancora grossi problemi con l'integrazione e siamo quindi contrari all'aggiunta” di altri profughi.

  • Oms: 500 tonnellate forniture mediche bloccate fuori da Paese

    L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha affermato che più di 500 tonnellate di forniture mediche in scadenza in Afghanistan sono bloccate fuori dal Paese a causa del caos all'aeroporto di Kabul. Lo riporta Bbc. Le forniture, comprese le attrezzature chirurgiche e i kit per la malnutrizione, sono necessarie per aiutare centinaia di migliaia di persone sfollate.

  • Usa, evacuate in ultime 24 ore 10.400 persone, 37mila dal 14 agosto

    Nelle ultime 24 ore, dalle 3 ora locale del 22 agosto alle 3 di oggi, 28 voli militari americani hanno evacuato circa 10.400 persone da Kabul. Lo comunica un funzionario della Casa Bianca, secondo cui, in aggiunta, 61 aerei della coalizione hanno evacuato circa 5.900 persone. Dal 14 agosto scorso, vigilia della caduta della capitale afghana, gli Stati Uniti hanno evacuato e facilitato l'evacuazione di circa 37mila persone, 42mila dalla fine di luglio.

  • Pangea, alcune attiviste picchiate da talebani

    “Alcune donne di Pangea sono state picchiate dai talebani. Vedere le foto con i loro lividi è stato straziante. I bambini hanno assistito a scene di violenza inaudita e sono molto spaventati”. Lo si legge su Instagram della onlus milanese che ha diffuso le immagini dell'arrivo all'alba delle attiviste e delle loro famiglie a Kabul. “Da venerdì Pangea lavora senza sosta per aiutare le colleghe di Kabul e le loro famiglie a raggiungere l'aeroporto. Sono stati giorni difficili. Le donne dello staff di Pangea e le loro famiglie sono rimaste intrappolate nella folla per ore, senza acqua, anche con bambini piccolissimi tra le braccia”.

  • Turchia rimpatria altre 229 persone

    Proseguono le evacuazioni dall’Afghanistan da parte della Turchia. Altri due aerei cargo militari A400M sono atterrati stamani nel Paese con 229 passeggeri a bordo, in arrivo da Kabul. I cittadini rimpatriati verranno ora sottoposti a una quarantena di 10 giorni per il Covid. Nell’ultima settimana il ponte aereo delle forze armate di Ankara, coordinato dal ministero degli Esteri, ha riportato in Turchia diverse centinaia di persone, compresi cittadini stranieri.

  • Iran, «non esiste soluzione militare, serve governo inclusivo»

    L’Iran conferma di essere “in contatto con tutte le parti in Afghanistan” e afferma che “non esiste una soluzione militare ai problemi” del Paese vicino, motivo per cui “tutti i gruppi e tutte le parti devono risolverli attraverso i negoziati e il dialogo”. Ad esprimersi così è stato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Saeed Khatibzadeh. “Saremo al fianco del popolo afghano in questo momento critico”, ha aggiunto nelle dichiarazioni riportate dall’agenzia Mehr, insistendo sulla disponibilità di Teheran a “facilitare” colloqui di pace “intra-afghani”, sul “trasferimento pacifico del potere” e sulla formazione di un governo “inclusivo”. Il portavoce non ha poi risparmiato accuse agli Stati Uniti: “Chiunque - ha detto - può vedere le sofferenze portate dagli Usa ai popoli della regione e dell’Afghanistan”. “Speriamo - ha affermato, citato anche dall’agenzia Tasnim - che i gruppi in Afghanistan colgano nel miglior modo l’occasione fornita dal ritiro delle forze esterne alla regione per formare un governo inclusivo con buoni rapporti con i Paesi vicini”.

  • Conferenza stampa Michel-von der Leyen dopo G7

    I presidenti di Consiglio e Commissione europea, Charles Michel e Ursula von der Leyen, domani alle 14,30, parteciperanno alla videoconferenza del G7 sull’Afghanistan. Seguirà la conferenza stampa di Michel e von der Leyen alle 17,30. Viene indicato nell’agenda aggiornata di Michel, su Twitter.

  • Gb, lasceremo l’aeroporto di Kabul quando lo faranno gli Usa

    Il ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, ha affermato che il Regno Unito lascerà l’aeroporto di Kabul quando lo faranno le forze Usa. Lo riporta la Bbc. Wallace ha confermato le indiscrezioni secondo le quali il premier britannico Boris Johnson cercherà di convincere gli Stati Uniti a restare in Afghanistan anche dopo il 31 agosto durante il vertice del G7 di domani. Tuttavia, “quando gli Usa si ritireranno dovremo andarcene anche noi”, ha detto. “Non credo che ci sia alcuna possibilità di restare senza gli Stati Uniti”.

    Un soldato inglese e uno americano in servizio all’aeroporto di Kabul in una foto diffusa dal ministro inglese per la Difesa. (Photo by - / MOD / AFP)

  • Afghanistan: attiviste Pangea lasciano Kabul, in volo per Roma

    Sono riuscite a raggiungere l’aeroporto di Kabul con le loro famiglie le attiviste di Pangea, la onlus milanese attiva in Afghanistan, la cui sorte aveva destato molta apprensioni dopo la presa del potere dei talebani. Alcune di loro sono già state imbarcate per l’Italia e arriveranno a Roma nelle prossime ore. “Le attiviste di Pangea sono state forti e hanno resistito. Hanno combattuto come leonesse per entrare in quell’aeroporto. Da questa mattina all’alba le donne di Pangea e loro famiglie sono tutte all’interno dell’aeroporto di Kabul. Alcune sono già state imbarcate! Le abbiamo salvate insieme!”, si legge in una storia di Instagram dell’organizzazione. In attesa di raggiungere l’Italia, si apprende dall’organizzazione, ci sono 240 persone tra collaboratrici e loro familiari.

  • Cnn, 20.000 persone ancora bloccate all’aeroporto di Kabul

    Ci sono circa 20.000 persone all’aeroporto di Kabul in attesa di essere evacuate dall’Afghanistan. Lo riferiscono alla Cnn fonti in loco precisando che i piani Usa prevedono l’arrivo di 33 C-17 dell’aeronautica statunitense nelle prossime 24 ore. Ciascuno dei velivoli ha la capacità di portare 400 passeggeri, il che significa che oltre 13.000 persone di quelle 20.000 potrebbero lasciare il Paese nelle prossime ore. Tuttavia secondo la fonte, Washington ha deciso di limitare le ammissioni all’aeroporto e da oggi farebbe entrare solo cittadini americani, i titolari di carta verde e cittadini dei paesi Nato, escludendo gli afghani.

  • «Frustati da talebani perché avevamo i jeans»

    Alcuni giovani afghani hanno denunciato di essere stati frustati dai talebani perché indossavano i jeans. In un post pubblicato su Facebook e riportato dal quotidiano britannico Daily Telegraph, un ragazzo afghano ha raccontato che stava camminando con i suoi amici a Kabul quando sono stati fermati da alcuni talebani che li hanno accusati di “non rispettare l'Islam”. Due sono riusciti a scappare ma gli altri sono stati picchiati, frustati sul collo e minacciati con una pistola.

  • Talebani: «Su Panshir cerchiamo soluzione pacifica»

    “L'Emirato islamico sta cercando di risolvere la questione in modo pacifico”. Lo ha scritto in un tweet il portavoce dei Talebani, Zabihullah, in un riferimento al Panshir, ultima sacca della resistenza contro i militanti islamici nel nord dell'Afghanistan, dopo l'annuncio della riconquista di tre distretti della provincia.

    il portavoce dei Talebani, Zabihullah, (REUTERS)


  • Altri aerei militari Usa in arrivo a Sigonella

    Continua il ponte aereo tra l'Afghanistan e la base militare di Sigonella: il numero di persone evacuate dall'Afghanistan e arrivate all'aeroporto siciliano è salito 662. Il primo gruppo era arrivato su un KC-10 Extender dell'U.S. Air Force dalla base aerea di Al Udeid, Qatar, poi ci sono stati altri due arrivi con altrettanti C-17 Globemaster III. Lo rende noto l'ufficio Stampa della Nas Sigonella. Ieri sono stati 147 gli evacuati qualificati, atterrati alla Nas Sigonella nell'ambito dell'operazione “Allies Refuge”. Le persone che arrivano sono sottoposte al test per il Covid-19. Inoltre, è stata predisposta un'assistenza medica per valutare e fornire assistenza a chiunque abbia ferite o altri problemi medici. Saranno ospitate in due edifici della caserma come alloggio temporaneo nella base, dove è stata allestita una mensa che rispetta i precetti religiosi Halal e sono state realizzate aree per attività religiose e ricreative.

    Nuovi arrivi nelle prossime ore alla base militare di Sigonella. (ANSA/US/)

  • Gb, trattare con talebani estensione oltre il 31 agosto

    Londra punta anche a trattare con i talebani per un'estensione delle operazione di evacuazione oltre il 31 agosto. Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa James Heappey, dopo le anticipazioni sulla volontà del governo britannico di chiedere al presidente americano Joe Biden un allungamento della missione. Intervistato da Sky, Heappey ha confermato la volontà di far pressione sugli americani al G7 straordinario di domani. Ma ha aggiunto che si cercherà comunque di far pressione sui talebani. “Se gli Stati Uniti potranno essere persuasi a rimanere è questione che riguarda domani il primo ministro, ma poi seguiranno conversazioni coi talebani - ha affermato - I talebani potranno scegliere se confrontarsi con la comunità internazionale o dire che non c'è possibilità di una estensione. Non si tratta solo di una discussione fra i leader domani, è una discussione che avviene coi talebani”. Talebani che finora, tramite un portavoce a Doha, hanno escluso un'estensione oltre il 31 agosto.

    Heappey ha sottolineato che il ponte aereo non potrebbe avvenire senza la presenza americana. Nell'ultima settimana, ha detto, la Raf ha evacuato 6.631 persone da Kabul, di cui 1.821 nelle ultime 24 ore. Ma intanto il Guardian afferma che Londra ha negato accoglienza a 300 ex guardiani dell'ambasciata britannica e della sede della Banca Mondiale.

  • Berlino, evacuate 2500 persone

    L'ultimo aereo militare tedesco è atterrato nella notte a Staschkent in Uzbekistan con 213 persone a bordo ma in tutto l'azione di evacuazione ha portato in salvo in totale 2500 persone, secondo quanto riferisce il ministero degli Esteri di Berlino. Di queste circa 1850 sono afghane ma non è chiaro quale sia il numero dei collaboratori afghani dell'esercito evacuati finora, riferisce Dpa. Alcune di queste persone potrebbero essere state evacuate da altri paesi. La lista dei vulnerabili è in continuo aggiornamento e non esiste un elenco definitivo, ha fatto sapere il ministero degli Esteri di Berlino.

  • Turchia, non diventeremo hub rifugiati

    La Turchia nega di aver ricevuto richieste da altri Paesi per la creazione di un hub per la prima accoglienza dei richiedenti asilo afghani nel suo territorio. Lo afferma in una nota il ministero degli Esteri di Ankara, facendo riferimento ad alcune indiscrezioni circolate sui media britannici, che indicavano anche il Pakistan tra i Paesi coinvolti in questa possibile iniziativa. “Se dovessimo ricevere una richiesta di questo tipo, non la accetteremmo”, sottolinea ancora la Turchia. Nei giorni scorsi, il presidente Recep Tayyip Erdogan ha più volte ribadito che il suo Paese non intende farsi carico di una eventuale ondata di migranti dall'Afghanistan, affermando di non voler diventare “il deposito dell'Ue per i rifugiati”.

    Manifestazione in supporto delle donne afgane davanti al consolato dell’Afghanistan a Istanbul, in Turchia, 22 agosto 2021 REUTERS/Dilara Senkaya

  • L’ambasciatore francese: 260 collaboratori Ue pronti a imbarco a Kabul

    “Questa mattina, le forze speciali francesi, in collaborazione con le forze armate statunitensi, sono riuscite a portare in aeroporto 260 membri del personale della delegazione dell'Unione europea a Kabul”. Commenta così su Twitter l'ambasciatore francese a Kabul, David Martinon, la pubblicazione di un video che vede i collaboratori della delegazione Ue in coda davanti ai check point d'ingresso all'aeroporto di Kabul. “Sono stati accolti nella sala d'attesa dell'Ambasciata di Francia prima dell'imbarco. Congratulazioni all'Ue”, conclude l'ambasciatore.

  • Michel, usare tutti mezzi Ue per sostenere diritti afgani

    In vista dell'incontro virtuale dei leader del G7, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha parlato degli sviluppi in Afghanistan con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. “E' importante completare l'evacuazione dei cittadini dell'Unione europea, del personale locale e delle famiglie - scrive Michel su Twitter -. I diritti degli afgani, in particolare delle donne e delle ragazze, resteranno la nostra preoccupazione principale: tutti gli strumenti dell'Ue per sostenerli devono essere usati”.

  • Unicef, 10 mln bambini afgani hanno bisogno di aiuti

    “Circa 10 milioni di bambini in tutto l'Afghanistan hanno bisogno di assistenza umanitaria per sopravvivere e si stima che circa 1 milione di bambini soffriranno di malnutrizione acuta grave nel corso di quest'anno e potrebbero morire senza cure”. E' l'allarme lanciato dalla direttrice esecutiva dell'Unicef Henrietta Fore che ha ribadito la ferma volontà dell'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia di restare in Afghanistan “ora e nei giorni a venire”. L'Unicef stima che 4,2 milioni di bambini non vadano a scuola, di cui più di 2,2 milioni di ragazze. Da gennaio, le Nazioni Unite hanno documentato oltre 2.000 gravi violazioni dei diritti dei bambini. Inoltre circa 435.000 bambini e donne sono sfollati interni. “Milioni continueranno ad aver bisogno di servizi essenziali” in settori quali salute, vaccinazioni contro poliomielite e morbillo, nutrizione, protezione, rifugio, acqua e servizi igienico-sanitari”, ha aggiunto Henrietta Fore sottolineando che l'Unicef sta potenziando i suoi programmi salvavita per bambini e donne.

    La direttrice dell'Unicef ha infine esortato “i talebani e le altre parti a garantire un accesso sicuro, tempestivo e senza restrizioni affiché le agenzie umanitarie possano raggiungere i bambini che hanno bisogno di aiuto ovunque si trovino”. Nel fine settimana, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l'Unicef hanno lanciato un appello per l'immediata istituzione di un ponte aereo umanitario per la consegna continua e senza ostacoli di aiuti in Afghanistan.

    Foto ANSA/US7UNICEF


  • Talebani: «Ripresi tre distretti del Panshir»

    I Talebani rivendicano la riconquista di tre distretti nel Panshir, ultima sacca della resistenza ai militanti. In un tweet il portavoce Zabihullah ha scritto: “I distretti di Bannu, Pul-e-Hisar e Deh Salah di Baghlan sono stati completamente ripuliti dal nemico....Il passo di Salang è aperto e il nemico è sotto assedio nel Panshir”.

    Il portavoce ha spiegato poi che “i mujahidin dell'Emirato islamico dell'Afghanistan si sono mossi in direzione del Panshir dalle province di Badakhshan, Takhar e Baghlan e hanno preso posizione”. I tre distretti di cui i Talebani hanno annunciato la riconquista erano stati presi venerdì scorso dalle forze della resistenza antitalebana.

  • Johnson chiederà a Usa di restare oltre il 31 agosto

    Al vertice del G7 di domani il premier britannico Boris Johnson farà pressioni sul presidente americano Joe Biden per posticipare il ritiro delle truppe Usa dall'Afghanistan oltre il 31 agosto così che possano continuare le evacuazioni di civili dall'aeroporto di Kabul. Lo riferiscono i media britannici.

    Il premier britannico, Boris Johnson. (foto EPA/ANDY RAIN)

  • A Fiumicino arrivati altri 203 profughi

    In fuga da Kabul altri 203 afghani sono giunti questa mattina all'aeroporto di Fiumicino, grazie al ponte aereo tra l'Afghanistan e l'Italia, via Kuwait, organizzato dalla Difesa.

  • Harris, impegnati a evacuare cittadini Usa

    L'obiettivo principale degli Stati Uniti in Afghanistan è di evacuare i cittadini americani, gli alleati afgani e i gruppi vulnerabili dopo il ritorno al potere dei talebani. La vicepresidente americana Kamala Harris, durante la conferenza stampa con il primo ministro di Singapore Lee Hsien Loong, ha affermato che “in questo momento siamo concentrati singolarmente sull'evacuazione di cittadini americani, afgani che hanno lavorato con noi e afgani che sono vulnerabili, compresi donne e bambini”, ha detto Harris, rispondendo alla domanda di un giornalista sugli sforzi degli Stati Uniti in Afghanistan.

    La vice presidente Usa, Kamala Harris durante l’incontro con il premier di Singapore, Lee Hsien Loong (Photo by Evelyn HOCKSTEIN / POOL / AFP)

  • Scontro all'aeroporto di Kabul, ucciso un soldato afghano

    Uno scontro a fuoco tra le forze di sicurezza afghane e un gruppo di assalitori di cui non si conosce l'identità è scoppiato all'ingresso nord dell'aeroporto di Kabul. Lo riporta su Twitter l'esercito tedesco riferendo di un soldato afghano rimasto ucciso e di tre feriti. Nello scontro sono state coinvolte anche truppe della Germania e degli Stati Uniti che sono rimaste illese.

  • Giappone invia aerei per evacuare connazionali e collaboratori

    Il Giappone invierà in Afghanistan tre aerei delle forze di autodifesa per evacuare i propri connazionali e il personale locale che ha lavorato per l'ambasciata giapponese e altre organizzazioni, visto il peggioramento della situazione della sicurezza nel paese. Lo dichiarano media locali che citano il capo di gabinetto Katsunobu Kato il quale ha dichiarato che il governo invierà un aereo da trasporto C-2 oggi e due C-130 domani.

    “Garantire la sicurezza del popolo giapponese è la nostra massima priorità e riteniamo anche importante garantire la sicurezza del personale locale dell'ambasciata e della JICA - Japan International Cooperation Agency - che rimangono lì poiché includono coloro che desiderano lasciare il paese”, ha affermato Kato. Il primo ministro Yoshihide Suga si unirà a un vertice online del G7 che si terrà domani sulla situazione in Afghanistan. I diplomatici giapponesi sono stati evacuati a Dubai lo scorso martedì dopo che l'ambasciata nella capitale Kabul è stata chiusa il 15 agosto, ma alcune persone che lavorano per le organizzazioni sono rimaste lì.

  • Arrivati a Sanremo i primi 85 profughi dall'Afghanistan

    Ha solo tre mesi, la più giovane tra gli 85 piccoli profughi afgani che sono arrivati al soggiorno militare di via Lamarmora a Sanremo, quando ancora è buio, dopo un viaggio di dieci ore a bordo del primo di cinque pullman dell'esercito italiano, scortati da carabinieri e polizia. Sono partiti alle 19,30 da Roma insieme alle loro famiglie, fuggite dall'Afghanistan. Sono medici, infermieri, ingegneri e altri professionisti che hanno collaborato con gli italiani in missione di pace. 206, in tutto, i profughi che trascorreranno la quarantena a Sanremo: domani verranno sottoposti a tampone e, se risulteranno negativi al Covid-19, saranno poi accompagnati in altre città italiane, per ricostruire una nuova vita.

  • Spari all'aeroporto di Kabul, un morto 3 feriti tra forze afghane

    All'aeroporto di Kabul si è registrato uno scontro a fuoco tra le forze di sicurezza afghane e assalitori non identificati. Fra le forze afghane si contano un morto e tre feriti. Lo riferisce al-Arabiya che riporta notizie confermate dai militari tedeschi.

    Secondo fonti diplomatiche della Nato negli ultimi 7 giorni almeno 20 persone sono morte all'interno e nei pressi dell'aeroporto di Kabul durante le operazioni di evacuazione.

    Un fermo immagine tratto da un video dove si sentono degli spari all'aeroporto di Kabul in Afghanistan, 22 agosto 2021. ANSA/Instagram EDITORIAL USE ONLY NO SALES

  • Talebani, rastrellamenti porta a porta? “Fake news”

    Le notizie secondo le quali i talebani cercano nelle case attivisti e collaboratori delle forze occidentali per minacciarli o ucciderli sono “fake news”. Lo sostiene Suhail Shaheen, uno dei portavoce dei talebani e membro del team di negoziazione del gruppo in un'intervista a Skynews. “Posso assicurare che ci sono molte notizie diffuse dai nostri avversari che non sono basate sulla realtà”, ha detto. Quanto alla situazione drammatica all'aeroporto di Kabul con migliaia di persone che cercano di lasciare il Paese Shaheen sminuisce la questione bollandola come “migrazione economica”. “Non hanno paura. Vogliono vivere in Occidente perché l'Afghanistan è un paese povero e il 70% della popolazione afghana vive sotto la soglia della povertà. Vogliono stabilirsi nei paesi occidentali per avere una vita prospera”, sostiene il portavoce.

    PER APPROFONDIRE:

  • Talebani, se Usa restano dopo 31 agosto reagiremo

    “”Se gli Stati o la Gran Bretagna cercheranno di guadagnare tempo per continuare le evacuazioni dall'Afghanistan ci saranno delle conseguenze”. Lo ha detto Suhail Shaheen, uno dei portavoce dei talebani e membro del team di negoziazione del gruppo in un'intervista a Skynews a Doha. “Il presidente Biden ha annunciato che il 31 agosto avrebbe ritirato tutte le truppe americane. Quindi se estendono il limite significa che stanno estendendo l'occupazione e non ce n'è bisogno”, ha detto ancora il portavoce dei talebani ribadendo che se “l'intenzione è continuare ad occupare” l'Afghanistan “si romperà la fiducia e ci sarà una reazione”.

  • Biden: «Aiuteremo evacuazione cittadini altri paesi, ne parleremo a G7»

    “Aiuteremo” l'evacuazione dall'Afghanistan “di cittadini di altri paesi”, ha detto il presidente Usa Joe Biden. “Ne parleremo al G7 martedì”. Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden. “Un'operazione difficile, dolorosa: ho il cuore spezzato nel vedere quelle immagini”, ha ammesso il presidente parlando nuovamente agli americani e confermando l'ipotesi di estendere oltre il 31 agosto la permanenza delle truppe Usa in Afghanistan.

    Il presidente Usa, Joe Biden (AP Photo/Manuel Balce Ceneta)

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