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Africa. Accordo fra Coldiretti, Eni e BF sull’agricoltura sostenibile

L’intesa partirà con lo sviluppo di un progetto in Ghana per dare istruzione ai giovani e promuoverne lo spirito d’impresa

di R.E.I.


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2' di lettura

Un’intesa per promuovere in Africa la crescita economica sostenibile e l’agricoltura a ridotto impatto ambientale è stata firmata tra l’Eni, le Bonifiche Ferraresi e la Coldiretti. E il progetto parte dal Ghana, uno dei Paesi più interessanti per possibilità di crescita e nei quali la povertà spinge molte persone a fuggire verso l’Europa alla ricerca di un futuro.
In particolare, il Progetto Ghana, iniziativa sviluppata dall’Eni insieme con il governo ganese, è finalizzato a creare uno sviluppo duraturo in aree particolarmente depresse del Paese.

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Fare crescere i giovani e le imprese

Qualche dettaglio sul progetto in Ghana. Sarà realizzato un centro di formazione per lo sviluppo agricolo e sarà promossa la nascita imprese in cui far lavorare i giovani dopo gli studi. In questo modo, sarà promossa la creazione di un tessuto di imprese legate alle attività agricole.
Il progetto prevede l’assegnazione di un’indennità giornaliera agli studenti per l’intero periodo di studi con obbligo di frequenza.
Un’altra particolarità del progetto è il fattoche potrà essere ripetuto ed esteso in altre regioni del Ghana e in altri Paesi dell’Africa sub-sahariana.

La firma a tre

L’accordo è stato firmato dal presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, dall’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi , e dall’amministratore delegato della Bonifiche Ferraresi Spa ,Federico Vecchioni, alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
L’accordo è l’applicazione pratica dell’intesa sottoscritta il 5 luglio tra la Coldiretti e l’Eni, intesa che stabilisce aree di collaborazione nell’ambito dell’economia circolare, con particolare riguardo al settore energetico, agricolo, agroalimentare e zootecnico.

Le Bonifiche Ferraresi Spa, unico gruppo agroindustriale italiano quotato in Borsa, metterà a disposizione la capacità di generare valore e qualificare i territori tramite tutte le sue aziende attive nel comparto sementiero, della tecnologia applicata, fino alla produzione di cibo di qualità.
L’Eni condividerà l’esperienza nella realizzazione di progetti di sviluppo sostenibile delle comunità locali, nell’ambito dell’economia circolare e delle energie rinnovabili, favorendo il trasferimento di conoscenze e stimolando lo sviluppo di sistemi imprenditoriali.

I commenti

«L’obiettivo è esportare un modello di sviluppo che punti sulla valorizzazione delle realtà locali, sfruttando le potenzialità dell’impresa familiare e sostenendo così i piccoli produttori del Sud del mondo, minacciati dalla distorsione nei sistemi di produzione e distribuzione degli alimenti che favorisce l'accaparramento delle terre e provoca la fuga dalle campagne verso i Paesi più ricchi dove spesso li attendono la sofferenza e l'emarginazione», sottolinea Prandini.
Aggiunge Vecchioni: «Attuare programmi per la diffusione dell’agricoltura sostenibile che incrementi la produzione di alimenti di qualità per una popolazione mondiale in continua crescita in un contesto di diminuzione della terra coltivabile: è questa la sfida globale del futuro».
Secondo Descalzi si tratta di «un modello di cooperazione che attraverso le competenze e la tecnologia risponde a due esigenze imprescindibili per il nostro tempo: la necessità di contribuire in modo sostenibile allo sviluppo sociale ed economico delle comunità locali dei Paesi in via di sviluppo, e, nel contempo, alla promozione di un modello di produzione di energia sempre più sostenibile e improntato alla decarbonizzazione».

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