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Africa, Marocco apripista per il 5G ma i tempi di sviluppo sono lunghi

Le reti di quinta generazione stanno avanzando sul Continente, anche se i tempi di implementazione restano ben più lunghi della media internazionale. Sudafrica, Kenya e Nigeria sono in pole position

di Andrea Biondi

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Le reti di quinta generazione stanno avanzando sul Continente, anche se i tempi di implementazione restano ben più lunghi della media internazionale. Sudafrica, Kenya e Nigeria sono in pole position


3' di lettura

Inevitabile, «ma non imminente». In un recente rapporto il Gsma, l’associazione degli operatori mobili, si è espresso così a proposito dell’avanzamento del 5G in Africa. Non sarà il segmento consumer a trainare la crescita, ma le applicazioni per le imprese potranno fare da driver, unitamente alle possibilità di sviluppo dei data center e del fixed wireless (Fwa). Punto chiave quest’ultimo: utilizzare le frequenze del mobile e non tanto il fisso con la fibra per attivare l’ultrabroadband può rappresentare una svolta in un contesto come quello africano.

L’Opa cinese sull’Africa
Se questo è il quadro, l’«Opa» cinese sull’Africa passa anche da qui: dagli investimenti in quella che è considerata la scommessa tech del futuro,vale a dire le reti ultraveloci di nuovissima generazione in grado di garantire velocità fino a 10 Giga per secondo e tempi di latenza nell’ordine di millisecondi. Stando all’ultimo Mobility Report di Ericsson, su queste reti è previsto che a livello globale “gireranno” 2,6 miliardi di abbonamenti nel 2025.

A quella data sarà coperto fino al 65% della popolazione mondiale e con l’infrastruttura 5G sarà gestito il 45% del traffico dati mobile a livello globale. A far da traino saranno soprattutto Stati Uniti, Europa occidentale e Nord-Est asiatico.

Non sarà dunque l’Africa fra i vagoni di testa. Gsma prevede che nell’Africa sub-sahariana (la parte del Nord Africa è unita a quella del Middle East nelle varie ricerche e quindi non è in questo senso significativa), solo sette dei 46 Paesi disporranno del 5G. L’associazione stima che le nuove reti rappresenteranno solo il 3% delle connessioni mobili nel continente, rispetto al 16% del resto del mondo.

Il problema dei ricavi medi a cliente
«È evidente – spiega Claudio Campanini, managing partner di A.T. Kearney – che ci sono tutta una serie di motivi che fanno pensare a un 5G che sarà di là da venire in Africa. C’è un tema importante e non trascurabile di ritorno degli investimenti visto che l’Arpu,il ricavo medio per cliente, è molto più basso in Africa rispetto agli altri continenti. E strettamente legato è il tema dei device. I mille euro necessari per gli smartphone abilitati non sono sostenibili».

Ma proprio perché le condizioni di partenza sono queste – con una penetrazione degli smartphone pari all’82% (per dare un metro di paragone è del 123% in Europa occidentale, sopra il 100% nelle Americhe e al 114% in Cina) e con un 2G che solo quest’anno lascerà al 3G lo scettro di tecnologia dominante e che sarà superato dal 4G non prima del 2023 - la scommessa dei colossi cinesi delle infrastrutture di rete, Huawei e Zte, ha un senso tutto prospettico e strategico, dal forte sapore geopolitico.

Va detto che le europee Ericsson (soprattutto) e Nokia si sono mosse. La multinazionale svedese, ad esempio, è stata scelta dall’operatore Mtn in Sudafrica per il 5G commerciale, sia parte radio sia core. Ma Huawei - che nel continente è presente dal 1998, anche nel consumer - e Zte hanno intensificato la loro attività negli ultimi tempi.

A metà novembre, nel corso dell’AfricaCom 2019, Zte ha presentato degli use case del 5G sulla rete Mtn esistente. Fra questi: l’uso di ologrammi e situazioni di virtual reality e di realtà aumentata. Dimostrazioni, in quella stessa occasione, sono state offerte da Huawei, sempre su rete Mtn. Giochi in cloud Vr, un’ipotesi di piattaforma per l’utilizzo di un braccio robotico e visori per la realtà aumentata sono stati messi a disposizione dei visitatori della manifestazione.

Sudafrica, Kenya e Nigeria in pole position
Sudafrica, Kenya e Nigeria sono i tre Paesi per i quali prima degli altri si pensa a uno sviluppo del 5G nel continente africano. Allo stesso tempo però è stata sempre Huawei in estate – nel corso della conferenza annuale sui fornitori del Nord Africa a Skhirat, in Marocco – a battezzare l’operatore marocchino Inwi come «partner strategico nella regione del Nord Africa», con l’intento di fare del Marocco «l’apripista del 5G in Africa».

Certo, dovrà vedersela con la concorrenza di Ericsson, molto attiva in quelle zone. Ma Huawei ha evidentemente deciso di muoversi con determinazione anche a livello generale come dimostra il MoU firmato con l’Unione Africana per consolidare il proprio impegno sul fronte Tlc in generale, per un ulteriore periodo di tre anni dopo un precedente protocollo d’intesa firmato nel febbraio 2015.

Del resto, come detto le condizioni di partenza non sono le migliori. Ma solo volendo concentrarsi sull’Africa sub-sahariana, c’è oltre un miliardo di persone con meno di 15 anni. Un mercato potenzialmente enorme per i servizi delle società di Tlc.

Per approfondire:
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