RIFORMA DEL TERZO SETTORE

Africa, nei Paesi sub sahariani il Pil corre

di Enrico Bronzo


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La capitale dell’Ethiopia, Addis Abeba (Reuters)

2' di lettura

L'Africa è sempre più povera? I numeri dicono l'opposto. Ma l'Africa è un continente molto grande e la ricchezza, redistribuita, dovrà galoppare chissà per quanto ancora perché gli abitanti restino nel continente. Peraltro non c'è solo una forte immigrazione verso l'Europa ma anche verso i Paesi del Sud dell'Africa.

Ne parliamo con Emanuele Santi, consigliere in strategia per la Banca africana di sviluppo e fondatore di Afrilanthropy, piattaforma che mette in relazione le migliori imprese sociali italiane e il mondo della filantropia e dell'impact investing. Si è occupato di Africa da 15 anni prima con la Banca mondiale e poi con Banca africana, lavorando su una ventina di Paesi.

Vediamo alcuni numeri del continente

Bene. Tra i primi dieci Paesi che crescono di più nell'economia sostenibile cinque sono africani; negli ultimi dieci anni il Pil continentale è aumentato del 30%, mentre nel 1980-2000 era sceso del 20%, fenomeno spiegabile soprattutto con i prezzi delle commodities, in parte dovuto al petrolio. Altre nazioni, come Etiopia e Ruanda, sono cresciute senza petrolio. Infine, l'85% della popolazione vive in Paesi stabili.

Un grafico da lei fornito fa vedere che l'economia Africa tiene mentre è il mondo a livello di Pil medio che arretra. In Africa ci sono Paesi che corrono e altri che arretrano. Vediamo gli esempi virtuosi?

Nel periodo 2012-17 gran parte dell'Africa sub sahariana è in fase di crescita del 5-6% con punte in Mozambico (6,9%), Angola (6,5%), Etiopia (6,3%); Zambia (6,2%) e Tanzania (6%). Secondo le previsioni della Banca africana di sviluppo, entro il 2030 metà della popolazione africana vivrà nelle città e entro il 2040 almeno sei Paesi vedranno il proprio Pil pro capite oltrepassare 10mila dollari.

A quanto pare più che pensare all'Africa come luogo di partenza di immigrati dovremmo pensare all'Africa come piazza per gli investimenti.

Dopo Il Cairo e Johannesburg le città con i più importanti mercati sono Lagos, Luanda, Kinshasa e Casablanca. Nigeria, Kenya e Angola, nel giugno 2014, figuravano secondo il Fondo monetario sentiment index entro i primi sei posti come attrattività delle multinazionali.

Concluderei parlando del fenomeno dell'immigrazione di massa.

Bene. Senza cambiamento sistemico, entro il 2025 il 50% dei giovani africani sarà disoccupato, inattivo, o scoraggiato: il lavoro è la chiave di tutto.

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