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Africa subsahariana, tutte le opportunità per l’export italiano

Un report dell’ufficio studi della Sace mette in luce tutte le occasioni di business per le imprese della penisola: dalla meccanica strumentale alla vendita dei metalli, fino ai macchinari

di Celestina Dominelli

Sace: export in crescita in Italia nonostante il freno del commercio internazionale

Un report dell’ufficio studi della Sace mette in luce tutte le occasioni di business per le imprese della penisola: dalla meccanica strumentale alla vendita dei metalli, fino ai macchinari


3' di lettura

L’Africa subsahariana è un’area di circa un miliardo di abitanti, grande più di tre volte l’Europa e composta da 49 Stati sovrani, tutti diversi tra loro e ognuno con le proprie dinamiche politiche ed economiche e differenze sociali e culturali. Ma quali sono i Paesi più attrattivi per l’export italiano? Secondo l’ultimo report confezionato dall’ufficio studi della Sace “This is time for (Subsaharan) Africa”, a fare da traino saranno soprattutto economie come il Ghana, il Senegal, la Costa d’Avorio, l’Etiopia, il Kenya e la Tanzania.

In Ghana cresce la richiesta di macchinari
Il Ghana, dove il premier italiano Giuseppe Conte è arrivato giovedì 28 novembre in visita, è uno dei maggiori produttori mondiali di cacao ma anche produttore di caffè, zucchero e frutta tropicale, sta cercando di sviluppare un'industria della trasformazione locale così da permettere l'esportazione di prodotti a maggior valore aggiunto; tale politica aprirà opportunità di crescita per le aziende italiane che realizzano macchinari (+7,2%, in media, nel 2020-2022).

In Senegal e Tanzania, invece, i piani di sviluppo nazionali, che prevedono investimenti in settori quali energia, trasporti e infrastrutture potranno garantire opportunità positive sia per i beni intermedi sia per quelli di investimento, come ad esempio metalli e apparecchi elettrici in Tanzania (rispettivamente, +8% e +4,7%, in media, nel 2020-2022), mezzi di trasporto in Kenya (+8,7%) e chimica (+5,8%) e gomma e plastica (+5,2%) in Senegal.

Gli sbocchi in Sudafrica: dalla meccanica strumentale ai metalli
Anche il Sudafrica, che già rappresenta il primo mercato italianonell’area, continuerà a offrire interessanti opportunità di business. Dopo il rallentamento del 2018, la crescita attesa dell’economia sudafricana avrà infatti effetti positivi sull’export italiano di beni (+5,2% nel 2019 e +4,5%, in media annua, nel 2020-2022). A far da traino saranno i beni intermedi legati al piano di sviluppo infrastrutturale, National Development Plan, che incentiverà le vendite di metalli (+6,5%, in media, nel triennio 2020- 2022), di gomma e plastica (+7,1%) e altri consumi (+2,6%).

Significative occasioni di crescita ci saranno anche le imprese produttrici di macchinari per il settore estrattivo, ma anche l’agricoltura (ad esempio mais, agrumi, arachidi) e la produzione del vino potranno favorire la vendita di meccanica strumentale, la refrigerazione industriale e il packaging.

In Nigeria e Angola la scommessa è sui beni d’investimento
Altri sbocchi interessanti potranno essere poi assicurati da Nigeria e Angola, rispettivamente secondo e terzo mercato italiano nell’Africa subsahariana, che beneficeranno dell’aumento del prezzo del petrolio e della maggiore disponibilità di valuta forte per i pagamenti. In particolare, in Angola la nuova amministrazione del presidente Lourenço continua a puntare sulla diversificazione dell’economia (ancora incentrata sul settore energetico), verso quattro pilastri di sviluppo: agroindustria, minerario (estrazione di oro, diamanti, ferro), pesca e turismo. Questa nuova strategia guiderà la vendita dei nostri beni di investimento, in particolare macchinari (+5,3%, in media, nel 2020-2022) e mezzi di trasporto (+6,5%).

In Nigeria la riconferma dell’attuale presidente Buhari darà continuità al processo di modernizzazione attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture civili, per l’industria e per i trasporti, oltre al potenziamento della produzione di elettricità e relative reti di distribuzione. Tali investimenti si rifletteranno sull’export italiano di prodotti in metallo (+5,5%, in media, nel triennio di previsione) e di apparecchi elettrici (+8,5%).

Per approfondire:

La strada obbligata della crescita all'estero
Il business in Africa cresce a due cifre

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