«crisi editoria, governo intervenga»

Agcom: per la comunicazione ricavi a 52,4 miliardi, boom della tv “liquida”

(Agf)

4' di lettura

Continua inarrestabile la crisi dell'editoria: nel 2017 «il valore economico del settore dell’editoria quotidiana e periodica registra una ulteriore flessione: 3,6 miliardi di ricavi complessivi, ossia il -5,2%». Tanto che «il settore nell'ultimo decennio ha perso all'incirca metà del suo peso economico». È l’allarme lanciato dal presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani, durante la presentazione della Relazione al Parlamento. Per Cardani la crisi dell’editoria «e la contestuale ascesa di Internet quale tendenziale mezzo sostitutivo» è un problema che investe «governo e Parlamento» e richiede «una riflessione di ampio respiro».

Alla presentazione è intervenuto anche il presidente della Camera, Roberto Fico, che ha lanciato l’appello al Parlamento perchè «affronti il conflitto d’interessi» in questa legislatura. «Le soglie di concentrazione nel sistema delle comunicazioni - ha detto Fico - dovrebbero costituire per il legislatore il presupposto di un ragionamento non più rinviabile». Fico ha quindi sottolineato come un «corretto funzionamento» del settore delle comunicazioni è un obiettivo da raggiungere anche attraverso il completamento «del mercato unico digitale» e la promozione della «competitività delle imprese europee del
settore».

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Secondo i dati della relazione, i ricavi del settore comunicazioni nel 2017 si sono attestati su 54,2 miliardi, in crescita dell’1,2% sull'anno precedente. Il settore televisivo resta molto concentrato, con il 90% delle risorse detenute da Fox-Sky, Rai e Mediaset, ma il 2017 è stato «l’anno della definitiva consacrazione della 'televisione liquida', con circa 3 milioni di cittadini che guardano abitualmente la tv in streaming».

Su i ricavi e gli investimenti infrastrutturali
Per il solo settore delle telecomunicazioni, dice Agcom, il fatturato è salito a oltre 32 miliardi di euro, con un incremento dello 0,9% rispetto al 2016. Segno meno per il settore media, il cui fatturato è sceso dello 0,9% a 14,6 miliardi. Crescono più di tutti i ricavi dei servizi postali, in aumento del 6,6% a 7,4 miliardi.
Per il settore media, Agcom spiega che l’aumento della raccolta pubblicitaria è dovuto esclusivamente all’online, che cresce ancora a due cifre e vale ora 2,2 miliardi (la raccolta pubblicitaria di quotidiani, periodici e radio assieme non arriva a 1,9 miliardi), mentre quasi tutti i mezzi tradizionali registrano un andamento negativo. Sul fronte degli investimenti nelle telecomunicazioni, come ha sottolineato il presidente Cardani, «torna il segno positivo degli investimenti infrastrutturali (+1,6%), grazie al trend di ripresa degli investimenti sulla rete fissa che compensa la fisiologica decrescita di quelli sulla rete mobile dopo i balzi in avanti degli anni passati. Detti investimenti ammontano nel complesso a sette miliardi di euro in valore assoluto».

Boom della Tv “liquida”
Nel 2017, dice Agcom, sono circa 3 milioni i cittadini che guardano abitualmente la tv in streaming e in numero 3/4 volte superiore che scaricano abitualmente contenuti televisivi sui propri device». La tv tradizionale «manifesta comunque importanti segni di tenuta», sia in termini di risorse sia di ascolti, con 25 mln di contatti medi nel prime time. Tra i “big” svettano Netflix, con 125 milioni di sottoscrittori a livello mondiale, di cui diverse migliaia in Italia dove è presente fin dall'ottobre 2015, e Amazon, che nei primi mesi del 2017 ha fatto il proprio ingresso nell'offerta di contenuti audiovisivi a pagamento con il servizio Amazon Prime Video.

Una crescita dovuta, dal lato dell’offerta, dalla diffusione delle reti a banda larga e ultra-larga che «hanno favorito l'entrata di nuovi importanti competitori nazionali e internazionali nell'offerta di servizi televisivi, sia gratuiti sia a pagamento», dice Agcom. E dal lato della domanda « i è assistito a un'evoluzione dei modelli di consumo dei contenuti audiovisivi, sempre meno vincolati al palinsesto» e con «un maggior grado di personalizzazione», ma anche di un'accresciuta disponibilità a pagare» per i contenuti.

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A Fox-Sky, Rai e Mediaset 90% risorse
Nel settore tv, dice la relazione, i primi tre operatori detengono nel 2017 circa il 90% delle risorse complessive e «quote non dissimili fra di loro»:al primo posto si colloca 21st Century Fox/Sky Italia con una quota del 33% (in crescita di 1 punto); segue il gruppo Rai con oltre il 28%, pur in contrazione (-1,5 punti rispetto al 2016). Al terzo posto, con un peso pari al 28% (sostanzialmente invariato), il gruppo Fininvest/ Mediaset.

Banda larga, Italia 13esima in Ue
Il presidente Cardani fa sapere che l’Italia scala posizioni nella classifica per penetrazione della banda ultra larga che consente una velocità di almeno 30 megabit al secondo. «Pur in un contesto di chiaroscuri che mantengono l'Italia in una posizione piuttosto arretrata rispetto alla media UE7» il Rapporto Desi 2018 «dà conto di dinamiche positive in particolare con riguardo alla concorrenzialità dei mercati e ai progressi nella diffusione delle infrastrutture a larga e larghissima banda in Italia». «In particolare - spiega il presidente - il miglioramento delle prestazioni in termini di copertura delle reti NGA è netto ed ha portato l'Italia, in un solo anno, dal 23esimo posto nel 2016 al 13esimo nel 2017 nella classifica degli Stati membri».

Informazione, Tv più attendibile della Rete
In compenso la tv resta «il mezzo con la maggiore valenza informativa, sia per frequenza di accesso anche a scopo informativo, sia per importanza e attendibilità percepite», spiega il presidente Cardani nella relazione, mentre Internet «cresce come mezzo di informazione, oltre che come veicolo pubblicitario», ma «l’attendibilità percepita» delle fonti online «rimane mediamente inferiore rispetto a quella delle fonti tradizionali».

Big data, interrogarsi su soluzioni
Un altro fonte sul quale vigilare, secondo Agcom, è quello dei Big data, settore che presenta molti «rischi» e necessita di «soluzioni». Tra i primi Cardani ha segnalato l’esistenza di «un ecosistema governato da poche grandi multinazionali» e la possibile «alterazione dell'ecosistema informativo planetario». Mentre le soluzioni corrono lungo tre direttrici: disciplina dei mercati, neutralità e trasparenza degli algoritmi, proprietà dei dati. Cardani ha poi sottolineato l’importanza della «lotta alle fake news», che è essenziale « per la difesa della democrazia». E ha ricordato come stia procedendo la liberalizzazione del copyright, processo sul quale l’Autorità vigilerà.

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