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Agcom, sanzioni per 9 milioni agli operatori per le bollette a 28 giorni

L’Agcom ha sanzionato per 9 milioni complessivi Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb sul tema delle bollette a 28 giorni. Punita la mancata previsione di rimborsi automatici per gli utenti

di Andrea Biondi

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(AdobeStock)

L’Agcom ha sanzionato per 9 milioni complessivi Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb sul tema delle bollette a 28 giorni. Punita la mancata previsione di rimborsi automatici per gli utenti


2' di lettura

La vexata quaestio delle fatturazioni a 28 giorni torna a colpire le compagnie telefoniche sanzionate dall'Agcom con multe per complessivi 9 milioni. Motivo? La mancata restituzione automatica dei “giorni erosi”.
Nell'ordine si parla di 3 milioni per Tim; 2,5 milioni per Vodafone; 2 milioni per Wind Tre e 1,5 milioni per Fastweb.

Le delibere Agcom sono state pubblicate sul sito dell’Autorità e sono la 75/20/CONS (per Tim); 76/20/CONS (per Fastweb); 77/20/CONS (per Vodafone); 78/20/CONS (per Wind Tre).

Cambia poco fra una delibera e l'altra e in fondo le questioni poste sul tavolo dall’Autorità, e alla base delle sanzioni, stanno in problemi su
trasparenza, chiarezza e completezza delle informative e misure di compensazione alternativa alla restituzione dei giorni erosi, prevedendo, in caso di mancata adesione, che gli utenti dovessero attivare gli strumenti di conciliazione.

Ora sono arrivate le sanzioni. Ma questo non implica necessariamente soluzioni alla questione per gli utenti visto che le compagnie, anche a quanto si evince dalle delibere, non appaiono intenzionate a seguire le indicazioni dell’Authority a proposito dell’automatismo delle restituzioni dei giorni erosi.

Per capire i contorni della vicenda occorre tornare indietro al 2015. Il periodo di rinnovo delle offerte ricaricabili per la telefonia mobile viene portato da cadenza mensile a 28 giorni ad agosto 2015 da Tim, a novembre 2015 da Wind, a marzo 2016 da Vodafone e ad aprile 2017 da Fastweb.

Le polveri finiscono però per accendersi per le tariffe sul fisso e non sul mobile. Agcom interviene per prima nel marzo 2017 con la delibera 121 in cui viene stabilita l'obbligatorietà della fatturazione mensile per i servizi sul fisso e ibridi (salvo il mobile).

La delibera dava 90 giorni per mettersi in regola, passati invano. Si va avanti a colpi di delibere e ricorsi. Ma intanto la legge 172/2017 ha obbligato alla fatturazione su base mensile – a partire da aprile 2018 – nelle tlc, ma anche per le pay tv. E il Consiglio di Stato di luglio 2019 ha chiuso il capitolo rimborsi, a favore dei consumatori, prevedendo meccanismi di restituzione automatica, senza necessità di avanzare richieste.

Nel frattempo Antitrust ha sanzionato per 228 milioni di euro complessivi le 4 compagnie, con l'accusa mossa dall'Autorità di aver fatto cartello nella fase di ritorno alle fatturazioni mensili mantenendo inalterato l'aumento dell'8,6% risultante dall'aver ridotto da mensile a 28 giorni la fatturazione.

Agcom ora è intervenuta sulla mancata restituzione automatica.

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