ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùtelecomunicazioni

Agcom, da Tim e Vivendi: il settennato Cardani in sei punti

di Simona Rossitto


default onloading pic

5' di lettura

Dalla proposta di separazione della rete Tim all’imposizione a Vivendi di scegliere tra la diminuzione della partecipazione in Tim e quella in Mediaset. Dalla questione delle bollette a 28 giorni al regolamento per l’asta 5G. Si chiude, con la relazione di oggi dell'Agcom al Parlamento, che sottolinea in più passaggi l'importanza della collaborazione con l'Europa e dello spirito europeo, il settennato dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni presieduta da Angelo Maria Cardani. Con provvedimenti portati a termine, altri che si avviano alla conclusione, questioni ancora aperte come la regolamentazione di Internet, e altre chiuse, come il completamento della liberalizzazione del settore postale. Sulla regolazione di Internet, in particolare, uno delle problematiche più importanti che restano in eredità al nuovo consiglio Agcom, l'Autorità, pur in assenza di competenze specifiche, ha avviato studi e indagini propedeutiche. Mentre aumentano i rumor sui candidati a succedere a Cardani, tra cui gira il nome di Zeno Zencovich, ecco in sei punti i principali provvedimenti del consiglio che termina il suo mandato a fine luglio:

Analisi dei prezzi dell’accesso alla rete Tim

L’Agcom, fin dall’inizio del suo mandato, come ricordato da Cardani nel suo discorso, ha puntato, nella regolazione dei prezzi, allo sviluppo della competizione infrastrutturale. Nell’ultima analisi di mercato, ancora in corso di approvazione, sui prezzi dell’accesso 2018-21 che gli altri operatori pagano all’ex incumbent per aver accesso alla rete, durante la consiliatura si è inserita, a gennaio 2018, la proposta di separazione volontaria della rete di Tim. Separazione non societaria ma solo a livello

legale, quindi con rete che resta di proprietà al 100 per cento. A fronte di questa proposta, l’Agcom non ha ritenuto che per Telecom finisse il potere rilevante di mercato e non ha dunque concesso il dividendo regolatorio atteso dalla società. Il procedimento, in parallelo con l’analisi di mercato, è andato avanti. Telecom, che nel frattempo ha cambiato amministratore delegato (non più Amos Genish che aveva avanzato la proposta di separazione, ma Luigi Gubitosi) a livello formale non ha ancora ritirato la proposta. In attesa che si concluda il tavolo di Tim con Open Fiber per valutare le combinazioni della rete che potrebbe cambiare le carte in tavola, l’Autorità ha intanto inviato il provvedimento a Bruxelles che si esprimerà a giorni con un parere. Il provvedimento è agli sgoccioli e, in teoria, questa Autorità dovrebbe portarlo a compimento. Ma i tempi sono molto stretti.

Vivendi-Mediaset-Tim

Nel suo settennato l’Autorità, in forza del Tusmar, è intervenuta anche suk nodo Vivendi-Tim-Mediaset, nel momento in cui la compagnia francese era primo azionista diTim e controllava oltre il 29% di Mediaset. Ad aprile 2017 l’Autorità ha infatti dato un anno al gruppo francese per scegliere di alleggerire la quota in Tim o nella società televisiva, ritenendo incompatibile con la normativa vigente la contemporanea presenza di Vivendi sia in Telecom sia in Mediaset, con quote superiori al 10 per cento. Ad aprile 2018 dunque Vivendi ha trasferito al blind trust Simon Fiduciaria il 19,19% del capitale di Mediaset.

Big data e le raccomandazioni congiunte delle 3 Autorità

In questi giorni sono state diffuse le linee guida e raccomandazioni che l’Autorità, assieme ad Antitrust e Garante della Privacy, ha messo a punto per la prima volta sui big data. Il documento, frutto dell'indagine conoscita congiunta, invita, tra l'altro, governo e legislatore a riflettere sul quadro normativo e indica la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale in materia di big data. Un'altra indicazione riguarda la promozione di una policy unica e trasparente circa l'estrazioe, l'accessibilità e l'utilizzo dei dati pubblici al fine della determinazione di politiche pubbliche a vantaggio di imprese e cittadini. Le tre Autorità, inoltre, invitano a ridurre le asimmetrie informative tra utenti e operatori

digitali, nella fase di raccolta dei dati, nonché tra le grandi piattaforme digitali e gli altri operatori che si avvalgono di tali piattaforme. Quanto alle operazioni di trattamento dei dati, occorre identificare la loro natura e proprietà e valutare la possibilità d'identificazione della persona a partire da dati 'anonimizzati'. Le Autorità si raccomandano poi di introdurre nuovi strumenti per la promozione del pluralismo on line, la trasparenza nella selezione dei contenuti nonché la consapevolezza delgi utenti circa i contenuti e le informaizoni ricevute.

Il settore postale e il completamento della liberalizzazione

Durante il settennato l’Autorità ha guidato il completamento della liberalizzazione del mercato postale. Andando in questa direzione l’Agcom ha disciplinato la fornitura dei servizi di notifica degli atti giudiziari e delle violazioni del codice della strada, gli ultimi rimasti nell’area di riserva dell’ex monopolista. Quest’anno, con il rilascio delle prime licenze speciali da parte del ministero dello Sviluppo economico, avvenuto proprio in base a un regolamento dell’Autorità, possono considerarsi concluse le attività finalizzate alla creazione di un mercato effettivamente concorrenziale. Nell’ultimo anno di attività, inoltre, l’Autorità ha esteso il raggio di azione ad alcune società del gruppo Amazon operanti in Italia che hanno regolarizzato la loro posizione dopo essere state sanzionate per aver esercitato attività postale senza il prescritto titolo abilitativo. Nello stesso periodo, l’Autorità ha avviato un’analisi sul mercato dei servizi di consegna dei pacchi con l’obiettivo di esaminare la sua evoluzione in ragione degli importanti sviluppi legati al commercio elettronico e al ruolo esercitato dalle piattaforme online.

Tutela dei consumatori e bollette a 28 giorni

Un capitolo a parte merita la tutela di consumatori che Agcom ha portato avanti durante il settennato. Tra i nuovi strumenti approntati dall’Autorità c’è MisuraInternet, attraverso cui è possibile rilevare la qualità degli accessi ad Internet da postazione fissa, MisuraInternetMobile che riguarda le prestazioni delle reti in mobilità. Broadband Map è invece un software in formato open data che permette di sapere, con un livello di dettaglio che arriva al numero civico, se un qualsiasi punto del Paese è coperto da una infrastruttura di accesso ad Internet. Conciliaweb rappresenta il punto di arrivo di una attività storica di Agcom in tema di risoluzione delle controversie tra operatori e utenti. Un’altra battaglia pro consumatori riguarda la vicenda delle bollette a 28 giorni. L’Autorità, ancora prima che ci pensasse un provvedimento legislativo, ha imposto ai gestori di tlc e media la fatturazione mensile, e non a 28 giorni. Sono partite sanzioni, a fronte delle quali gli operatori hanno fatto ricorso. Al momento, dopo che il Tar del Lazio ha annullato le sanzioni, chiedendo all'Agcom di rideterminare l’importo, l’Autorità ha irrogato a Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb una multa da 580mila euro. Per un totale di due milioni e 320mila euro. Ma il capitolo bollette a 28 giorni, presumibilmente, non è ancora chiuso.

Il regolamento dell'asta 5G

Un altro provvedimento fondamentale per l’Autorità guidata da Cardani è stato il regolamento per l’asta 5G. Gara che ha portato nelle casse dello Stato 6,5 miliardi di euro. Un successo sul fronte statale, un esborso 'monstre' visto dal lato degli operatori che lamentano gli ingenti investimenti che sono chiamati a fare, in un contesto molto competitivo. allo Stato di introitare 9,5 miliardi di euro dalle procedure competitive regolate da Agcom, compresi i 6,5 derivanti dal 5 G.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)


Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti