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Agenda Trump in stallo, per le Borse non c’è notizia migliore

di Ken Fisher


(AFP)

3' di lettura

I corsi azionari statunitensi stanno attraversando un nuovo ciclo positivo, con rendimenti elevati e straordinariamente costanti– il tipico scenario della seconda metà di tutti i mandati presidenziali degli USA. Anche gli indici MIB e STOXX Europe dovrebbero unirsi ai festeggiamenti.

Qual è il segreto di questa fase? Lo stallo politico. La ragione risiede nel fatto che i titoli azionari del mondo sviluppato non apprezzano i governi più attivi dal punto di vista legislativo, in quanto possono cambiare le regole e creare vincitori e vinti; ciò scoraggia la propensione al rischio. Lo stallo, invece, riduce questo rischio e favorisce l’inerzia governativa a beneficio dei titoli azionari. Come sta succedendo in Italia in questo momento.


La stabilità dell'agenda politica americana permette di scorgere più facilmente l'impatto rialzista dello stallo. Infatti, le elezioni di “midterm” americane, tipiche del secondo anno di ogni presidenza statunitense, tendono a rafforzare lo stallo; inoltre, di norma, il partito del presidente in carica perde seggi, e il 2018 non ha fatto eccezione. Proprio per questo, i presidenti tendono a concentrare tutti i maggiori provvedimenti legislativi durante i primi due anni del loro mandato, e questa frenesia legislativa genera incertezza, in altre parole un ostacolo. Al contrario, il terzo e il quarto anno godono dell'inattività legislativa dovuta allo stallo delle elezioni di “midterm”, inattività che si riflette anche nelle elezioni del quarto anno, dominate dalla campagna elettorale.

I corsi azionari statunitensi celebrano questa inattività fin dal 1925, mostrando rialzi durante il terzo anno presidenziale nel 91% dei casi. Si pensi che l'ultimo anno che ha segnato rendimenti negativi è stato il 1939, che registrò un ribasso di appena lo 0,9% allo scoppio della seconda guerra mondiale. Al contrario, l'andamento azionario del mercato americano mostra plusvalenze con una media del 18% (in dollari USA) nel terzo anno e nel quarto,anch'esso storicamente positivo, registra un aumento medio dei titoli dell'11% nell' 83% dei casi. Questa spinta rialzista dovrebbe trainare le azioni europee (comprese quelle italiane), dato che la correlazione tra i due andamenti – europeo e statunitense - è dello 0,84. Se, l'andamento fosse identico, il valore equivarrebbe a 1,00.

Per quanto il terzo e il quarto anno siano entrambi estremamente positivi, seguono tendenze distinte. Infatti, il terzo anno comincia celebrando lo stallo, con un'ascesa iniziale delle azioni e un successivo rallentamento verso la fine dell'anno. Il quarto anno, invece, mostra un inizio lento a causa dell'incertezza sui risultati elettorali. Tuttavia, con il definirsi della situazione, l'incertezza a poco a poco svanisce, con un ottimo andamento del mercato azionario durante la seconda metà dell'anno.

Ignorate il baccano della retorica politica se volete massimizzare i vostri profitti. Sono più di 15 i democratici attualmente intenti a sfidare Trump – e se ne aggiungeranno degli altri. Con ogni probabilità, la conseguenza di questa incertezza crescente e “rumorosa” sarà un rallentamento delle plusvalenze all'inizio del 2020. Non so bene come andrà a finire. Molti chiamano in causa l'impopolarità di Trump, ma i sondaggi nazionali non sono attendibili, perché prendono in considerazione solamente il voto popolare, nonostante, in realtà, sia il collegio elettorale degli Stati Uniti a determinare il vincitore. Infatti, nel 2016 Trump vinse le elezioni pur avendo perso il voto popolare. Ebbene, quello scenario potrebbe ripetersi, perché i repubblicani controllano la maggior parte dei governi statali, e, se i voti degli elettori riflettessero i collegi statali, Trump vincerebbe ancora una volta.


Ricordatevi: le azioni sono sensibili anche ai più lievi mutamenti legislativi, ma non ai partiti o alle personalità. Pertanto, celebrate la placida inerzia del 2019 e preparatevi ora per l'incertezza del 2020. La campagna elettorale, il caos delle primarie, le convention, i dibattiti e il conflitto all'americana domineranno i titoli dei quotidiani. Ignorate tutte quelle chiacchiere: meno leggi passano più le azioni brillano.

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