a fronte di oltre 5mila uscite

Agenzia delle Entrate, turnover al via: 4mila assunzioni entro il 2023. In arrivo i concorsi per 1.243 funzionari

Turnover tra nuovi concorsi e uscite per anzianità e ultima finestra di Quota 100

di Marco Mobili e Giovanni Parente

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2' di lettura

L’agenzia delle Entrate si prepara a un cambio generazionale pianificando nel triennio 2021-2023 almeno 5.267 uscite per raggiunti limiti di età o come ultima coda di Quota 100 in scadenza nell’anno in corso. In senso contrario, la macchina del Fisco prevede complessivamente, tra funzionari e dirigenti, l’arrivo di oltre 4mila unità operative; questo tra concorsi avviati e altri da mettere in moto nei prossimi mesi. La prima infornata di giovani specialisti arriverà già a febbraio con l’ingresso in Agenzia di 510 tirocinanti che hanno concluso il loro percorso di “apprendistato” nel dicembre scorso. Rinforzi che consentiranno, come si legge nelle linee di pianificazione del 2021-2023 delle Entrate, uno scorrimento della graduatoria da cui arriveranno altri 25 funzionari. Nel 2021, inoltre, saranno avviate le selezioni pubbliche per 1.243 funzionari e si punterà a chiudere definitivamente la storia infinita del concorso dei 175 dirigenti «avviato nel 2010 e rimasto a lungo bloccato a fronte di ricorsi giurisdizionali».

Il progetto

L’agenzia delle Entrate guarda avanti rispetto alla sola gestione dei fatti contingenti della pandemia e con il cambio generazionale mette al primo posto le competenze tecniche, statistiche ed econometriche che l’attività, non di solo controllo, ormai richiede. Basti pensare a come gli uffici si sono dovuti riorganizzare nei servizi e nei rapporti con i contribuenti, sempre più basati sull’utilizzo delle tecnologie a distanza. Non solo nei servizi ma anche nelle di attività di verifica a tal punto che le stesse linee guida parlano nel 2021 di un maggior ricorso ai contraddittori a distanza e di una riduzione dei controlli in azienda.

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Le nuove competenze

Le nuove competenze saranno destinate soprattutto alle analisi di rischio, dove il Fisco tenta un vero e proprio cambio di passo. Screening che nelle intenzioni dovranno essere incentrati «sulla tipologia di contribuente e sull’area economica di riferimento per analizzare, oltre al profilo normativo/fiscale di un fenomeno, anche gli aspetti connessi alla natura dell’attività economica e al contesto aziendale in cui opera il singolo contribuente». Anche l’approccio dovrà essere di tipo «manageriale». Ai nuovi assunti verranno chieste iniziative «progettate per rafforzare la cultura della compliance e dell’accountability», nonché una maggiore «attenzione al fattore umano nella gestione della performance organizzativa (monitoraggio, controllo, valutazione)».

Tra le nuove competenze che saranno affidate ai tecnici del Fisco ci saranno anche quelle statistiche ed econometriche all’interno del nucleo della Direzione centrale coordinamento normativo che lavorerà a stretto contatto con il ministero dell’Economia, per valutare l’impatto su contribuenti, imprese e professionisti delle misure da introdurre. Tra gli obiettivi c’è quello di supportare il Mef nelle stime di gettito dei nuovi obblighi o adempimenti che il legislatore intende introdurre nell’ordinamento tributario.

Anche negli ambiti strategici dell’Agenzia, le Entrate non si chiudono e guardano al mondo esterno e confrontandosi con atenei, scuole di alta formazione, ordini professionali, associazioni di categoria, «nell’ottica di realizzare un sistema formativo aperto agli stimoli esterni e alle esigenze della collettività».

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