infrastrutture

Agenzia sicurezza, secondo passaggio al Consiglio di Stato

di Maurizio Caprino


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2' di lettura

Si allungano ancora i tempi per la costituzione dell’Ansfisa, l’agenzia nazionale che dovrebbe vigilare sulla sicurezza anche strutturale di strade e ferrovie. Alle incertezze che ne hanno bloccato la costituzione finora (si veda Il Sole 24 Ore del 17 settembre) ora si aggiunge la necessità di un secondo passaggio in Consiglio di Stato delle bozze dello statuto e del regolamento. A questo punto, il via libera potrebbe arrivare a ridosso della scadenza del mandato dell’attuale direttore dell’Agenzia (gennaio).

Giovedì scorso, 26 settembre, i nuovi schemi di statuto e regolamento amministrativo dell’Ansfisa sono stati rimandati dal ministero delle Infrastrutture alla sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato, dopo i rilievi che essa aveva espresso nei pareri sulle prime bozze resi nella seduta del 5 settembre. Queste ultime bozze erano state trasmesse al Consiglio solo il 17 luglio, più di tre mesi dopo la stringente scadenza che era stata fissata dal decreto Genova (Dl 109/2018) per dare una risposta sull’emergenza infrastrutture culminata il 14 agosto 2018 con il crollo del Ponte Morandi.

Il Consiglio di Stato ha riconosciuto che l’operatività dell’Ansfisa «non appare oltremodo rinviabile», ma ha sospeso il giudizio in attesa che venga data risposta ai suoi rilievi.

Quanto allo statuto, il parere 2370/2019 segnala la necessità di aggiornare il riferimento normativo alla direttiva sulla sicurezza delle ferrovie e suggerisce di chiarire alcuni aspetti sulla figura del direttore (tra cui la distinzione tra la sua cessazione per spoils system e quella per risoluzione consensuale del contratto e i suoi poteri mentre è in corso la procedura per la sua revoca) e sul funzionamento del comitato direttivo.

Quanto al regolamento, il parere 2369/2019 segnala soprattutto la necessità di evitare sperequazioni tra dipendenti che svolgono gli stessi compiti ma provengono da uffici diversi, portandosi dietro contratti di lavoro differenti. Un problema che si è già posto più volte anche in materia di vigilanza sui gestori autostradali. Altra questione rilevante è il regime transitorio nel passaggio di competenze tra Ansf (l’attuale agenzia sulla sicurezza delle ferrovie) e l’Ansfisa che dovrebbe incorporarla.

Tutti i rilievi comportano correzioni non impossibili ai testi. Ma proprio il rapporto tra Ansf e Ansfisa è alla base delle resistenze che finora hanno ritardato l’operatività dell’Ansfisa, coinvolgendo anche l’Avvocatura dello Stato che ha reso due interpretazioni contrastanti. All’interno del ministero è in atto uno scontro, il cui esito dovrebbe essere deciso dalla neo-ministra, Paola De Micheli, che al momento non si è ancora espressa.

Sarà una decisione politica. Non solo perché presa a livello politico, ma anche perché nell’attuale normativa il ruolo dell’Ansfisa è di fatto centrale in quella «revisione delle concessioni autostradali» che è uno dei punti centrali del programma di governo. Un orientamento si potrà iniziare a vedere dalla velocità con cui verrà resa operativa l’Ansfisa e dalla qualità delle nomine che saranno fatte.

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