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Agenzie per il lavoro nel caos adempimenti

Rosario Rasizza: Le agenzie per il lavoro ogni mese assumono migliaia di lavoratori. Dal 13 agosto un incredibile, doppio, appesantimento delle procedure

di Claudio Tucci

2' di lettura

«Le agenzie per il lavoro ogni mese assumono migliaia di lavoratori. Dal 13 agosto sono in vigore le nuove regole su obblighi informativi, e gestione e organizzazione del rapporto di lavoro, previsti dal decreto Trasparenza. Sa cosa significa nel nostro settore, che è quello della somministrazione? Un incredibile, doppio, appesantimento delle procedure - ha sottolineato Rosario Rasizza, ad di Openjobmetis, e presidente di Assosomm, l’Associazione italiana delle agenzie per il lavoro -. Dobbiamo infatti confrontarci con le singole aziende nostre clienti, ciascuna delle quali peraltro, a seconda del settore in cui opera, applica un differente Ccnl, oltre ai contratti aziendali; e per noi è un aggravio burocratico visto che siamo soggetti al nostro contratto collettivo nazionale. In pratica, per ciascun lavoratore dovremmo predisporre decine di pagine di contratto e informative visto che il provvedimento impone di comunicare al lavoratore tutta una serie di informazioni».

Gli effetti delle norme

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Insomma, anche stavolta il Legislatore ha approvato regole che non tengono conto delle peculiarità del lavoro in somministrazione. «Sarebbe stato sufficiente - ha aggiunto Rasizza - applicare alla lettera la normativa europea e rinviare alla contrattazione collettiva. La mia richiesta al governo è di aprire subito un tavolo di confronto con il mondo delle agenzie per il lavoro, soggetti autorizzati a operare dallo stesso ministero del Lavoro».

Il lavoro in somministrazione in Italia, da oltre 20 anni, offre tutele pari al lavoro subordinato e opportunità di impieghi regolari; oggi parliamo di un mondo composto da oltre 500mila addetti, di cui circa 100mila a tempo indeterminato (il 30% di chi passa da un’agenzia per il lavoro dopo sei mesi è assunto stabilmente presso l’impresa cliente). Certo, la recente circolare dell’Ispettorato nazionale del lavoro ha in parte mitigato la norma, ma la situazione è già caotica, con molte associate in affanno con i nuovi adempimenti (che prevedono sanzioni salate in caso di errori od omissioni).

E tutto questo non basta. A giugno 2024 scadranno le deroghe (il limite di utilizzo per 24 mesi presso la stessa azienda) al decreto Dignità sui contratti a tempo e in somministrazione; saranno a rischio i circa 100mila lavoratori stabili, costretti a loro malgrado, se oltre i 24 mesi, a cambiare azienda. «Tutto il decreto Dignità va rivisto, con la cancellazione delle causali legali - ha chiosato Rasizza -. Il punto è che governo e ministero del Lavoro devono dialogare con noi».

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