Intermediazione

Agenzie immobiliari: solo il 16% ha avviato un percorso digitale

È l’esito di un’indagine presentata a Roma da Agente Immobiliare Digitale. Il rischio è quello di divaricare il mercato in poche realtà capaci di cogliere opportunità ed essere competitive e molte che non riescono a stare al passo con le trasformazioni

di Laura Cavestri

5' di lettura

Le misure di contenimento della pandemia da Covid-19 hanno accelerato la digitalizzazione del nostro Paese e anche il modo in cui si costruisce, si finanzia, si intermedia, si gestisce, si acquisisce, si pubblicizza e si vende un immobile. Eppure, secondo un’indagine presentata recentemente al convegno che si è tenuto a Roma «La Digital Transformation del mercato immobiliare: opportunità o minaccia?» su un campione di 200 agenti immobiliari, solo 16 hanno dichiarato di aver intrapreso un reale percorso di digitalizzazione.

Professionisti a un bivio

Come ha spiegato Andrea Muffato, co-founder di Agente Immobiliare Digitale, «nel 52% dei casi alla base c’è una scarsa comprensione del tema e dei benefici offerti. Diventa fondamentale colmare questo ritardo attraverso la formazione, la condivisione delle best practices e l’integrazione e ottimizzazione degli strumenti digitali in agenzia. Il rischio, in caso contrario – ha concluso Muffato – è quello di perdere competitività. In questi mesi si è quindi allargato il divario tra una minoranza di agenzie che si sono rivelate proattive e una maggioranza numerica che, invece, fatica a stare al passo».

Loading...

«Cresce la differenza di valore percepito dal cliente tra agenzie organizzate e agenzie meno strutturate – ha commentato Gian Luigi Sarzano, imprenditore e coach specializzato nel comparto immobiliare –. Tra qualche anno le agenzie, così come le intendiamo oggi, non esisteranno più. O meglio, continueranno a esistere ma dovranno evolversi seguendo due modelli: il primo, adatto alle realtà medio-grandi, è l’hub con servizi che coprono l’intera filiera; il secondo, che si presta maggiormente per le realtà di piccole dimensioni con una forte identità, è quello delle real estate boutique».

Le nuove tendenze

«Bisogna essere aperti al cambiamento – è stato l’appello di Antonio Giordano, co-ceo di Idealista Italia –. Oggi le persone hanno bisogno di una casa adatta allo smart working e alla didattica a distanza dei figli, si fanno consegnare la spesa a casa e hanno sostituito il cinema con lo streaming. Per questo cercano case più grandi e in periferia e, se possibile, preferiscono fare la prima visita online. Come risposta a queste nuove necessità, l’agente immobiliare ha scoperto nuovi strumenti che magari la piattaforma offriva già prima ma che erano scarsamente utilizzati perché non c'era richiesta da parte degli utenti. Emerge quindi anche un’esigenza formativa: nel corso dell’ultimo anno abbiamo tenuto 287 webinar, a cui hanno partecipato più di 12mila agenti immobiliari».

«Nei prossimi cinque anni l’impatto della tecnologia, con il metaverso e la tokenizzazione, trasformerà radicalmente il mercato immobiliare. Oggi più che mai, chi opera nel settore immobiliare è chiamato ad affrontare questa priorità che non si può più rinviare – ha sottolineato Andrea Napoli, ceo e founder di Locare –. Un mercato in cui l’agente immobiliare potrà giocare un ruolo ancora determinante solo se saprà mettere il cliente al centro dell’ntero processo».

 Nel corso dell’evento, il deputato Roberto Caon ha ricordato che «“In Italia il valore annuo complessivo degli investimenti in costruzioni e della spesa per affitti e servizi di intermediazione immobiliare rappresenta circa il 30% del Pil nazionale, per un totale di 7,3 milioni di occupati: 3,6 milioni nei servizi immobiliari e 3,7 milioni nelle costruzioni. In attività immobiliari è investito il 60% del patrimonio complessivo delle famiglie italiane»

«Negli ultimi cinquant’anni la nostra società è cambiata, ma il patrimonio immobiliare è stato costruito in gran parte negli anni Settanta – ha puntualizzato il ceo di Immobiliare.it, Carlo Giordano –. Fino al 2020 l’immobile più richiesto era il trilocale. Ora gli italiani hanno ridisegnato il loro modello di casa, perché hanno iniziato a vivere davvero gli spazi, e - venendo a mancare le occasioni di consumo – hanno potuto accumulare risparmi da reinvestire. Con la pandemia si è assistito a un +33% dell’acquisto per sostituzione, mentre crollano gli affitti della prima abitazione (-29%) e a una lieve flessione dell'acquisto della prima casa (-1 per cento)».

«Dopo essersi arresati nel 2019, i prezzi nel 2021 sono tornati a crescere in modo significativo in alcuni centri del nord. Ma la tendenza si sta allargando a tutta la nazione, con un incremento delle compravendite ben superiore rispetto a quello che si sarebbe verificato in assenza della pandemia – ha aggiunto Luca Dondi Dall'Orologio, amministratore delegato di Nomisma, elencando i trend che caratterizzano gli ultimi due anni –. Il primo elemento è rappresentato dalla volontà di sostituire la propria abitazione, ritenendola inadeguata. Molte famiglie si sono spostate verso la periferia per avere abitazioni più ampie, tecnologiche e dotate di giardino; i giovani, al contrario, sono più radicati nel centro città. Pensiamo che in un mercato normalizzato si possa trovare un compromesso; la periferia potrebbe essere la soluzione».

La tecnologia

«Così come è accaduto per altre professioni, l’agente immobiliare deve crescere e aggiornarsi, poiché senza tecnologia non si sopravvive – gli ha fatto eco Roberto Barbato, Presidente di Frimm Spa –. Non dobbiamo più essere gli agenti immobiliari della casa, ma del cliente e delle sue necessità». I protagonisti della rivoluzione digitale sono senza dubbio i Big Data.

«Le piattaforme di gestione e aggregazione dei dati devono offrire un servizio di supporto costante alle attività quotidiane del professionista – ha spiegato Massimiliano Pochetti, Ceo di EuroMq –. Ecco quindi che il consulente immobiliare, a completamento delle informazioni standard sull'immobile, diventa capace anche di analizzare le spese sulla base della classe energetica, fare una stima dei costi per gli interventi di ristrutturazione necessari in futuro, rendere edotto il cliente anche sulla qualità dell’aria e della connessione internet. Tutte variabili che contribuiscono a una decisione consapevole.

La pandemia ha determinato un cambiamento di rotta anche per Airbnb, la prima piattaforma al mondo di affitti brevi fra privati con 10 milioni di annunci. «Dopo il crollo legato allo scoppio del Covid-19, già nel quarto trimestre del 2021 le prenotazioni sono cresciute. Per il 2022 vediamo segnali positivi di ripresa, tant’è che le notti prenotate per l'estate sono già di più rispetto a quelle del 2019 – ha affermato Giacomo Trovato, Country Manager Italia e Sud Est Europa di Airbnb –. I dati della piattaforma fotografano anche il cambiamento di approccio legato allo smart working e al nomadismo digitale. Nel 2021, 100mila persone hanno soggiornato su Airbnb per almeno tre mesi.

Le aste

Nel convegno c’è stato spazio anche per il segmento delle aste immobiliari. «Le esecuzioni immobiliari all’asta hanno conosciuto una forte decrescita e un grande rallentamento, durante la pandemia — ha spiegato Mirko Frigerio, Founder e vicepresidente esecutivo di NPLs RE_Solutions –. Sono aumentate del 400% le transazioni stragiudiziali, proprio grazie all’intervento di professionisti. È un numero ancora basso, ma che dà il senso di come creditore e debitore possano trovare supporto nelle nuove professionalità verticali che faranno del nuovo consulente e del nuovo agente immobiliare una realtà dominante».

Il crowdfunding

Andrea Maffi, Ceo di Trusters, ha approfondito le potenzialità che il crowdfunding – cioè il finanziamento di progetti e imprese “dal basso” mediante piattaforme web – può offrire anche per il comparto immobiliare. Finora in Italia sono state chiuse e finanziate 469 campagne di real estate crowdfunding (RECF), con una raccolta complessiva di 157,87 milioni di euro. «I numeri – ha concluso – sono in crescita, come testimoniano i 39,4 milioni di euro raccolti nella seconda metà del 2020 e i 46,5 nel primo semestre 2021. Parametrandoli con i dati europei, tuttavia, emerge un grande potenziale da sfruttare».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter RealEstate+

La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti

Abbonati