INTERVISTA A ALESSANDRO DI VENANZIO

«Agevolazioni fiscali e incentivi a ristrutturare per far ripartire l’area»

Il presidente Unindustria Rieti: «Manca una cabina di regia e un piano urbanistico»


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Accumoli. Tra i centri del reatino più colpiti dal terremoto del 24 agosto 2016

2' di lettura

«Serve semplificare, accelerare, ricostruire, continuare ad agevolare». Passati tre anni dai terremoti, Alessandro Di Venanzio, presidente di Unindustria Rieti, sintetizza con un elenco di verbi le esigenze di un territorio che dopo i lutti, le macerie e le emergenze ora «vorrebbe trasformare il sisma in rilancio. Ma in questi anni, cambiato il maestro, la musica è rimasta la stessa. Serve una marcia in più».

Di cosa c’è bisogno?

Di far ripartire il flusso di gente, che andava ad Amatrice, Accumoli, Cittareale e che ora non c’è più, per via della ricostruzione al palo, come denunciato dal presidente della Repubblica e dal Papa. Manca una cabina di regia.

Per aiutare le imprese, è stata però prorogata e ampliata la zona franca urbana…

Il terremoto qui si è aggiunto alla crisi e allo spopolamento. Si conservino queste agevolazioni fiscali, finché non c’è una ripresa. E poi, credito d’imposta, per l’acquisto di macchinari e una semplificazione, perché si facciano partire i cantieri anche dell’edilizia privata, ferma a neanche il 2% per i danni pesanti. Perché? Forse i proprietari non presentano le domande, perché può essere più vantaggioso continuare a ricevere il contributo per l’autonoma sistemazione? Sono monitorate le elargizioni? No. Facciamo in modo che dopo un certo periodo sia invece obbligatorio ricostruire.

La mancata ricostruzione incide sull’economia dell’area, che vive di turismo e agricoltura. Quali le priorità?

Serve una visione complessiva, con più poteri agli amministratori locali. Un’accelerazione, per riportare almeno i turisti abituali. Manca un piano urbanistico e dopo tre anni si è fermi a litigare su dove ricostruire, mentre ancora si fanno i conti con una percentuale di macerie. Se la gente non è invogliata a ristrutturare, non riparte nemmeno l’edilizia. Noi ci battiamo per creare consorzi, in cui i nostri imprenditori possano partecipare per chiamata diretta anche ai grandi lavori, non solo ai piccoli.

Una delle criticità di molte aree sono stati collegamenti e infrastrutture.

Abbiamo una promessa di treni ibridi, tra Rieti-Terni-Orte-Roma. Un cammino, come quello francigeno. Ben vengano. Ma l’occasione di rilancio del territorio - dove con coraggio diversi alberghi e ristoranti hanno riaperto - sarebbe l’ampliamento della via Salaria, oltre al ripristino pieno della viabilità: un appello che non sente più nessuno.

Ventinove aziende della zona si sono aggiudicate quasi 5 milioni messi a disposizione dal bando sisma 2018. Quale lo stato di salute delle imprese?

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