Furti

Aggravante per il borseggio anche se la vittima non è ancora sul bus

di Patrizia Maciocchi

2' di lettura

L’aggravante prevista per il borseggio sul mezzo pubblico, scatta anche se la vittima non è ancora all’interno del bus ma sta per salire. La Corte di cassazione, con la sentenza 36141, amplia la tutela dei forzati dei trasporti che, oltre a viaggiare spesso stipati e ad attendere a lungo alla fermata, scendono a volte alleggeriti dal portafogli. I giudici annullano così la sentenza con la quale venivano condannati i due ”tagliaborse”, oltre che per appurare se si trattava di furto tentato o consumato, anche per far correggere la rotta alla Corte d’Appello in merito all’aggravante.

La minorata difesa - La Corte territoriale aveva, infatti, escluso l’aumento di pena, perché il furto del portafogli non era avvenuto sul bus, ma quando il passeggero era ancora a terra anche se sul punto di salire. I giudici di merito non avevano fatto altro che applicare il Codice penale che prevede l’aumento di pena (articolo 625, comma primo n.8 bis) «se il fatto è commesso all’interno di mezzi di pubblico trasporto». Ad avviso dei giudici della quinta sezione penale però è il caso di leggere la norma in modo estensivo. Possibilità affermata guardando allo scopo dell’aggravante e dunque all’esigenza di dare maggiori garanzie a chi si sposta, su bus, treni e metro, perché l’affollamento che generalmente c’è all’interno dei mezzi, crea le condizioni favorevoli «per una più agevole commissione di condotte furtive». A giudizio della corte, la stessa tutela va data ai passeggeri che si preparano a salire o a scendere dai mezzi di trasporto. Anche per loro c’è una condizione di minorata difesa dovuta alla vicinanza con altri utenti. Il quadro che fa la corte è piuttosto realistico, soprattutto in alcune città: le spinte degli altri viaggiatori e l’esigenza di correre per approfittare del breve tempo in cui le porte restano aperte. Considerazioni in virtù delle quali, la Suprema corte invita i giudici a infliggere pene più severe anche per le «condotte che avvengano in momenti immediatamente antecedenti» la salita o la discesa dal mezzo.

Loading...

La sentenza

Visualizza

Il rafforzamento della tutela - Un’interpretazione che, avverte la Cassazione, non può essere considerata come «analogia in malam partem» in materia penale, perché coerente con lo scopo della previsione, che sarebbe altrimenti irrazionalmente limitata da un dato letterale. A supporto del ragionamento i giudici di legittimità citano l’aggravante, indicata dal n.6 dell’articolo, che punisce più gravemente il furto commesso sul bagaglio dei viaggiatori che si trovano, proprio in virtù dell’ingombro, in una condizione di difesa ridotta. Aggravante quest’ultima che scatta non solo all’interno di «ogni specie di veicoli», ma anche «nelle stazioni, negli scali e nelle banchine». Stesso trattamento va dunque previsto anche in favore dei “forzati” del trasporto pubblico, altrimenti si determinerebbe «l’irragionevole effetto di condizionare l’applicazione di una pena più elevata, alla circostanza che la persona offesa, che si trovi su una banchina e si appresti a salire su un mezzo pubblico, porti o meno con sé un bagaglio». Sarebbe così considerato ininfluente l’affollamento che giustifica l’aggravante per lo “scippo” a bordo.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti