DDL SICUREZZA

Aggressione ai medici: sarà reato anche al di fuori degli ospedali

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha anticipato la sua "volontà" a presentare un apposito emendamento che estenda il campo di applicazione dalle corsie ai compiti di emergenza urgenza per le strade e nelle abitazioni private, fino ai cantieri e agli allevamenti. Soddisfatti i veterinari

di Ernesto Diffidenti


default onloading pic
(ANSA)

2' di lettura

Le aggressioni ai medici potrebbero diventare un reato anche al di fuori di ospedali e ambulatori. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, infatti, ha anticipato la sua «volontà e disponibilità» a presentare un apposito emendamento che estenda il campo di applicazione «della fattispecie penale anche agli episodi di violenza occorsi al di fuori delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche o private».

Violenza contro gli infermieri, scenari di guerra - GUARDA IL VIDEO

L’impegno del ministro Speranza
«L’obiettivo – ha aggiunto Speranza nel corso di un'audizione presso le commissioni congiunte di Camera e Senato – è sanzionare le lesioni subite a causa dell'adempimento delle funzioni in qualsiasi luogo le stesse vengano esercitate». Lo scudo penale, dunque, dovrebbe estendersi dalle corsie fino ai compiti svolti in emergenza urgenza per le strade, nelle guardie mediche presso le abitazioni private, negli interventi di protezione civile, nelle funzioni di prevenzione e controllo nei cantieri, nelle imprese, negli stabilimenti di macellazione e trasformazione e negli allevamenti. La modifica entrerà nel Ddl sulla sicurezza degli operatori sanitari all’esame della Camera - dopo il via libera del Senato di fine settembre - dove la prossima settimana sarà deciso anche un ciclo di audizioni.

La proposta è accolta con soddisfazione dai veterinari che, attraverso Aldo Grasselli, segretario nazionale del SIVeMP e presidente di Federazione veterinari, medici e dirigenti sanitari, hanno assicurato «pieno sostegno all'emendamentoche protegge tutti gli operatori di sanità» . «Proprio oggi - ha detto Grasselli - apprendiamo dell'ultimo, in ordine cronologico, episodio ai danni di medici veterinari. Anche per questo apprezziamo l'attenzione del ministro Speranza che ha recepito le sollecitazioni che gli abbiamo rappresentato».

La carenza dei medici
Nel corso dell'audizione a Montecitorio il ministro della Salute è intervenuto anche sull'ex Ilva. "Esamineremo nel prossimo Consiglio dei ministri anche le misure per rafforzare i presìdi sanitari di Taranto e dare risposte al fabbisogno di personale sul territorio". Per Speranza, la carenza di medici specialisti, non solo in Puglia, «dipende anche dalla distribuzione per età dei dirigenti medici, il 28% ha tra 60 e 67 anni». Il decreto legge Calabria varato dalla scorso Governo ha introdotto disposizioni per assumere il prima possibile gli specializzandi prossimi al titolo, «e stiamo valutando come integrare meglio la formazione specialistica e l’inserimento nelle strutture sanitarie. Il tetto di spesa fissato per l’assunzione del personale non può ritenersi sufficiente a soddisfare il fabbisogno. La mia idea è che un modello con silos e tetti non è adeguato al tempo presente».

L’emergenza della Sanità calabra
E proprio in merito al decreto Calabria Speranza ha ricordato «che sta proseguendo il lavoro di analisi dell'unità di crisi nominata per dare risposta agli intollerabili disservizi che si registrano nella regione». La task force ha già concluso l'esame delle aree del Nord e ora sta studiando i territori del centro della Regione. «Entro dicembre l'analisi sarà conclusa - ha assicurato - e speriamo di dare risposte normative entro questa sessione di bilancio per garantire anche in Calabria un equo accesso ai percorsi di cura».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...