la dinamica dell’attacco

Agguato in Congo, tra le ipotesi ambasciatore prima rapito e poi ucciso

La dinamica è ancora tutta da ricostruire nel dettaglio ma da alcune prime informazioni non confermate sembra che l'intento degli assalitori fosse quello di rapire un alto funzionario occidentale in viaggio nel convoglio

di Gerardo Pelosi

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(ANSA)

La dinamica è ancora tutta da ricostruire nel dettaglio ma da alcune prime informazioni non confermate sembra che l'intento degli assalitori fosse quello di rapire un alto funzionario occidentale in viaggio nel convoglio


2' di lettura

La dinamica dell'attacco in Congo sulla strada che da Goma conduce a Bukavu contro un convoglio delle Nazioni Unite nel quale ha trovato la morte l'ambasciatore italiano a Kinshasa Luca Attanasio e il carabiniere, Vittorio Iacovacci, è ancora tutta da ricostruire nel dettaglio. Ma da alcune prime informazioni non confermate sembra che l'intento degli assalitori fosse proprio quello di rapire un alto funzionario occidentale in viaggio nel convoglio.

L’obiettivo di tenere in ostaggio l’ambasciatore

Una volta bloccata l'auto (non blindata) dell’Onu con colpi di Kalashnikov in aria con a bordo l'ambasciatore Attanasio (privo di dispositivi di sicurezza individuale) sei aggressori avrebbero prelevato con la forza il diplomatico e il resto della delegazione dall'auto e ucciso subito l'autista. L’intento degli aggressori era quello di tenere in ostaggio l’ambasciatore Attanasaio per fare pressioni sul Governo locale.

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La missione Onu non gode di consenso tra la popolazione

Gli aggressori sarebbero però stati raggiunti subito dopo da una pattuglia dell'Istituto Congolese per la Conservazione della Natura la cui sede è poco distante dal luogo del rapimento. Nel conflitto a fuoco che ne è seguito l'ambasciatore e il carabiniere di scorta sarebbero quindi deceduti. Uno dei sopravvissuti, interrogato dalle autorità locali, avrebbe detto che gli assalitori parlavano tra loro in kinyarwanda e che si rivolgevano agli ostaggi in swahili. La missione delle Nazioni Unite Monusco che ha preso l’eredità della precedente Monuc non sembra godesse di grande consenso tra la popolazione locale per alcuni casi di violenza e abusi perpretati proprio da alcuni caschi blu.

Attanasio al quarto anno in Congo

Attanasio era al quarto anno di permanenza in Congo e quindi era quasi alla fine della sua missione. Viveva nella residenza di Kinshasa con la moglie e i tre figli. Il carabiniere Iacovacci in forze al nucleo dei Carabinieri della Farnesina era giunto in Congo solo a settembre. Si sarebbe dovuto presto sposare.


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