RICERCA SAP / OXFORD ECONOMICS

Agilità e produttività dipendono anche dalla gestione dei lavoratori occasionali

Il 62% dei manager conferma come la forza lavoro esterna sia importante o estremamente importante per soddisfare le esigenze aziendali

di Gianni Rusconi


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(REUTERS)

3' di lettura

Il ricorso a professionisti esterni da parte delle aziende per gestire processi e attività operative è significativo e in costante crescita, ma la mancanza di un adeguato rigore limita sensibilmente (in alcuni casi almeno) la possibilità di sfruttare appieno il valore di questi lavoratori, generando rischi in termini di sicurezza, conformità e aspetti retributivi.

Non è un quadro particolarmente brillante quello che emerge dal report «Contingent Workforce Insights 2019: Expertise in Full Force» condotto da Sap Fieldglass e Oxford Economics su un campione di oltre mille executive appartenenti a imprese internazionali di 24 diversi settori. La forza lavoro esterna, insomma, gioca un ruolo importante nell’economia del business aziendale (pesa, fra l’altro, per circa il 42% sulla spesa totale della forza lavoro) e impatta in modo significativo sulle prestazioni complessive dell’organizzazione in modo direttamente proporzionale alle modalità attraverso le quali i collaboratori temporanei vengono gestiti.

Secondo lo studio, infatti, queste risorse (che comprendono dipendenti fuori sede, lavoratori occasionali e anche fornitori di servizi) sono considerate, in circa due terzi dei casi, fondamentali nel supportare le organizzazioni a raggiungere gli obiettivi aziendali, rafforzarne l’agilità organizzativa e velocizzarne i tempi dei processi di vendita. E non solo. Il 62% dei manager oggetto di indagine conferma come la forza lavoro esterna sia importante o estremamente importante per soddisfare le esigenze aziendali di nuove competenze specializzate in ambito digitale.

Come recita la nota che accompagna lo studio, a livello globale si registra un cambiamento in atto nel modo su come il lavoro viene svolto. E due sono le forze convergenti che stanno guidando questo cambiamento: aziende alla ricerca di talenti esterni con competenze altamente specializzate e lavoratori sempre più propensi a scegliere opzioni di impiego più flessibili. I primi sono già presenti in tutte le aree di un’organizzazione, dall’amministrazione ai servizi assistenza e altro ancora, mentre i professionisti con specifici skill di settore (infermieri, tecnici di impianti per operazioni offshore, gestori di sinistri assicurativi e altri ancora) stanno privilegiando incarichi a contratto.

Facile quindi intuire come una governance accurata delle persone che si aggiungono all’organico di base possa produrre benefici importanti. «I lavoratori occasionali - ha infatti sottolineato Arun Srinivasan, General Manager di Sap Fieldglass - ricoprono ruoli critici e di alto valore ma è necessario gestire meglio questo considerevole patrimonio per massimizzare il valore e minimizzare i rischi».

La ricerca dice infatti che, nonostante l'importanza loro riconosciuta, i lavoratori occasionali non sono spesso gestiti con la dovuta attenzione: solo il 47% degli executive, nel dettaglio, conosce i dettagli sulle condizioni contrattuali dei lavoratori non dipendenti e solo il 31% è informato sulla qualità delle loro attività, mentre il 40% riporta violazioni di compliance e il 36% rimarca classificazioni errate dei lavoratori. Con una visione così limitata della forza lavoro temporanea, osservano da Sap, diventa difficile gestire questi talenti in modo efficace e sviluppare fiducia nel valore che questi generano.

Cosa fare dunque per migliorare la governance degli addetti occasionali?
Gli esperti suggeriscono ad aziende e manager quattro azioni possibili. La prima riguarda una maggiore visibilità e trasparenza sugli aspetti fondamentali della forza lavoro esterna, performance individuali comprese. Essere scrupolosi nell’applicare le stesse regole a dipendenti e collaboratori esterni è invece la ricetta per ottenere più valore da questi ultimi, monitorandone la qualità dell’operato, la formazione e l’accesso a dati e sistemi aziendali. Il terzo passo da fare porta alla collaborazione: ogni organizzazione deve (dovrebbe) favorire una stretta relazione inter-funzionale in base alla quale le informazioni operative provenienti dalle diverse aree di business vengano restituite alle direzioni procurement e Hr affinché possano svolgere selezioni di personale esterno mirate. Ad oggi seguono questa prassi in modo efficace solo il 18% delle aziende.

Le competenze portate in azienda dai lavoratori occasionali, infine,
dovrebbero incoraggiare i lavoratori dipendenti ad aiutare i “colleghi” esterni a raggiungere gli obiettivi prefissati, focalizzando una priorità ben precisa: il miglioramento delle prestazioni complessive del team.

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