UNITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA

Agli italiani piace il contante: 204 miliardi pagati cash. Ora più controlli sulle grosse operazioni

Agli italiani piace l’uso del cash: nel 2018 operazioni per 204 miliardi. Ma il denaro detenuto nelle cassette di sicurezza resta opaco

di Davide Colombo


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È di 204 miliardi l'operatività in banconote dell'anno scorso (-3% sul 2017; 192 miliardi in versamenti e 12 in prelievi)

2' di lettura

Da settembre i fari dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) saranno ancora più forti sulle operazioni in contante, una delle fonti di potenziale rischio riciclaggio vista la loro diffusione in Italia: 204 miliardi l’operatività in banconote dell’anno scorso (-3% sul 2017; 192 miliardi in versamenti e 12 in prelievi).

Lo ha spiegato in occasione della presentazione del sesto Rapporto annuale Uif il direttore, Claudio Clemente: «Ci verranno segnalati i soggetti che effettuano, nel corso di un mese, operazioni di prelevamento o versamento di più di diecimila euro». Si tratta di attività che potevano fino ad oggi sfuggire alle cosiddette “segnalazioni di operazioni sospette” (le sos) che le banche fanno obbligatoriamente all’autorità indipendente nata sotto l’egida della Banca d’Italia.

Fuori dai controlli i contanti delle cassette di sicurezza
L’indagine rafforzata che riverserà decine di milioni di dati alla Uif non darà invece visibilità sul denaro tenuto nelle cassette di sicurezza. Nella sua Relazione Clemente ha tracciato ieri un bilancio dell’attività dell’Uif. L’anno scorso l’Unità ha ricevuto 98.030 segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio, corruzione o finanziamento di terrorismo, con un aumento del 4,5% rispetto al 2017. Segnalazioni in crescita anche nella qualità dei dati contenuti e che hanno dato vita in molti casi a rilevanti indagini giudiziarie.

Il 72% delle segnalazioni è arrivate da Banche e Poste, una quota in calo a fronte di un aumento di altri operatori come gli intermediari finanziari diversi dalle banche (+20,9%) in specie gli istituti di pagamento. Contributo raddoppiato anche da parte dei prestatori dei servizi di gioco (da 2.600 a oltre 5mila) mentre, anche a causa della conclusione del periodo della voluntary disclosure sono in calo le segnalazioni delle fiduciarie e di tutte le categorie di professionisti con l'eccezione dei notai.

Il Mezzogiorno vince la gara nell’uso del cash
L’Uif con una analisi realizzata utilizzando modelli econometrici ha fotografato la mappa dell’utilizzo del contante in Italia: la maggiore diffusione al Sud va di pari passo con importanti utilizzi inattesi e anomali di contante nelle regioni del centro-Nord, le cui economie offrono maggiori opportunità di infiltrazione di capitali illeciti.

RICORSO AL CONTANTE IN ITALIA
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L’evasione fiscale come fattore di rischio nazionale
Anche nel 2018 l’Uif ha analizzato numerose segnalazioni relative a violazioni di natura fiscale, a ulteriore conferma della forte esposizione del Paese ai rischi di evasione degli obblighi tributari sottolineata anche nell’aggiornamento del National Risk Assessment. «La pericolosità del fenomeno deriva - ha spiegato Clemente - oltre che dalla sua diffusione, dal fatto che le operazioni elusive ben si prestano a divenire elementi di disegni criminosi più articolati, moltiplicando così la portata del danno arrecato alla società». Nel corso dell’anno, anche grazie alla stretta collaborazione realizzata con l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli sotto l’egida della DNA, sono stati individuati meccanismi, di grande portata, finalizzati all'evasione delle imposte doganali e dell’Iva intracomunitaria su beni importati dalla Cina.

ANOMALIE NELL'USO DI CONTANTE IN ITALIA
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