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Agli Stati Uniti il record della crescita 2021 e dell’ultimo triennio

Dopo un leggero calo nel primo anno della pandemia, il mercato è salito del 38,8%, sfiorando il miliardo e mezzo. Il nodo della distribuzione

di Giulia Crivelli

 Yabu Pushelberg reinterpreta Tivalì, progettata da Dante Bonuccelli nel 2004

2' di lettura

Bello e benfatto: per molti anni è stata questa la variante più raffinata, o se vogliamo più evocativa, di diffuse (e abusate) espressioni come eccellenze del made in Italy o made in Italy di qualità. Oggi potremmo dire addirittura “bello, benfatto e sostenibile” per indicare i prodotti di alta gamma italiani e in particolare quelli del legno-arredo, che agli americani piacciono sempre di più e dove – a differenza della moda – non c’è partita con i marchi e le aziende francesi. Ci sono però alcuni gap da colmare, per consolidare la leadership dell’Italia nell’arredo di qualità per abitazioni e aziende americane (si vedano i casi in pagina), investimenti in multicanalità in primis. Ma i numeri sull’export del sistema dell’arredo e illuminazione italiano verso gli Stati Uniti elaborati dal Centro studi di Federlegno su dati Istat confermano l’importanza di questo mercato e soprattutto la forte crescita del 2021.

Gli Stati Uniti sono al terzo posto dopo Francia e Germania guardando all’export dell’intera filiera del legno-arredo e al secondo dopo la Francia considerando il macrosistema arredamento-illuminazione, con un valore che l’anno scorso si è avvicinato al miliardo e mezzo di euro (1,492). Ancora più significativa la variazione sul 2o2o (+38,8%), ben superiore a quelle registrate da Francia e Germania (+23,9% e +14,6%). Il dato americano si distingue anche considerando il Cagr degli ultimi tre anni: nel periodo 2019-2021 la crescita è stata del 33,7%, oltre il doppio rispetto a quella francese (+15,6%) e tedesca (+14,1%).

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Alla fine dell’anno gli Stati Uniti potrebbero sfidare la Francia per la leadership nel macrosistema arredo-illuminazione, se il 2022 manterrà lo stesso trend dello scorso anno, come tendono a mostrare i dati del primo trimestre (si veda Il Sole 24 Ore del 31 maggio e l’articolo in prima pagina di questo Rapporto). Il Monitor realizzato dal Centro Studi di Federlegno Arredo su un campione di aziende, indica, per il periodo gennaio-marzo dell’intera filiera, una crescita delle vendite del 24,5%, che ha riguardato sia il mercato interno (+27,2%) sia le esportazioni (+21%). Gli Stati Uniti, in particolare, proseguono nella loro corsa (+28,3%), un tasso più che triplo rispetto alla Francia, mercato dove l’export del primo trimestre è salito “solo” del 9 per cento. Un dato in linea con quelli di altri settori e con quelli complessivi delle economie occidentali: il conflitto russo-ucraino, in altre parole, sta avendo effetti maggiori sull’Europa rispetto agli Stati Uniti.

Le tensioni geopolitiche minano la fiducia di consumatori e imprese, fattore che si aggiunge al rincaro delle materie prime, dal legno all’alluminio, passando per quelle chimiche e senza dimenticare l’energia. Come hanno imparato a loro spese nei decenni scorsi le aziende del tessile-moda-accessorio italiano, gli Stati Uniti sono un mercato attentissimo al time-to-market e alla puntualità delle consegne. Viviamo un periodo eccezionale e gli americani lo sanno, ma le aziende italiane stanno comunque correndo ai ripari, aprendo ad esempio filiali dirette e, in alcuni casi, spostando alcune produzioni e centri logistici in loco, per accorciare le supply chain senza intaccare il valore aggiunto del made in Italy.

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