1929-2019

Agnes Heller, la filosofa in lotta con i regimi totalitari

Scampata ai campi nazisti, è stata esponente di spicco della Scuola di Budapest. In seguito alla crisi del socialismo reale, ha cercato di mantenere in vita la fiamma del socialismo intellettuale

di Red. Domenica


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2' di lettura

La filosofa ungherese Agnes Heller è morta venerdì, a 90 anni, durante una nuotata nel lago Balaton. Secondo quanto hanno raccontato alcuni testimoni, Heller si è tuffata nel lago per fare una nuotata. Non vedendola tornare, gli amici hanno dato l’allarme.

Nata a Budapest il 12 maggio del 1929, l'intellettuale era sopravvissuta ad Auschwitz, al contraio della maggior parte dei suoi familiari, che perirono nei campi di concentramento nazisti, e alle persecuzioni del regime comunista. Allieva del filosofo marxista Goerg Lukacs, era diventata la principale esponente della “scuola di Budapest”, corrente critica del socialismo. Negli ultimi anni era entrata in aperto conflitto con il premier sovranista Viktor Orban, che l'aveva estromessa dall'università.

Studente di Lukacs sin dal 1947, e più tardi sua assistente, Heller fu allontanata dalla sua posizione accademica insieme allo stesso Lukacs, per motivi politici, dopo la fallita rivolta ungherese del 1956 contro il dominio sovietico. Dopo la morte di Lukacs, nel 1971, i membri della scuola furono oggetto di persecuzione politica. Heller e suo marito, il filosofo Frenc Feher, insieme ad altri esponenti della Scuola, nel 1977 scelsero l’esilio in Australia. La filosofa fece ritorno in Ungheria nel 1989, dopo il collasso del comunismo, mantenendo, contemporaneamente, un ruolo di docente di teoria politica alla New School for Social Research di New York.

Agnes Heller con il presidente francese Emmanuel Macron lo scorso 21 maggio all’Eliseo (Ludovic Marin/Afp)

I suoi campi di azione sono stati soprattutto quelli della lettura del marxismo in chiave critica, antieconomicista e antropologica, la sfida a comunismo e nazionalismo, la difesa della democrazia liberale, la ricerca della trasformazione dei rapporti umani nella vita quotidiana attraverso la valorizzazione dei bisogni qualitativi, la ricostruzione di un orizzonte etico. Nel corso degli anni, quella di Agnes Heller è stata una figura che, in seguito alla crisi del socialismo reale, ha cercato di mantenere in vita la fiamma del marxismo intellettuale.

È rimasta attiva fino alla fine. Lo scorso maggio, prima delle elezioni del Parlamento europeo, Agnes Heller ha fatto parte di un ristretto gruppo di intellettuali europei invitati dal presidente francese, Emanuel Macron, a elaborare un progetto pe ril futuro dell’Europa.

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