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Agosto, i fondi spingono la raccolta: i gestori incassano 3,8 miliardi di euro

di Isabella Della Valle


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2' di lettura

I fondi comuni ad agosto hanno invertito la rotta e riportato il segmento in territorio positivo. Con una raccolta di 4 miliardi le gestioni collettive (fondi aperti e chiusi) hanno tamponato le perdite di quelle di portafoglio (-304 milioni), facendo chiudere i conti mensili dell’industria in attivo per 3,8 miliardi. Nonostante il buon risultato di agosto, però, da inizio anno il saldo dei fondi aperti resta ancora negativo (-984 milioni), mentre il comparto dei fondi chiusi nello stesso periodo ha incassato 1,7 miliardi. I nuovi flussi hanno comunque portato il patrimonio totale a toccare un nuovo record storico a quota 2.259 miliardi con un incremento di oltre l’1% su luglio.

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Da un’analisi più dettagliata delle statistiche periodiche diffuse da Assogestioni, la chiave di lettura del dato di agosto va ricercato nel saldo del gruppo Generali che, grazie alle ormai consuete “operazioni infragruppo”, questa volta ha raccolto ben 3,2 miliardi esclusivamente grazie al segmento dei fondi aperti. «Il dato di raccolta netta - spiegano dal gruppo Generali - riflette movimenti relativi ai mandati gestiti dal gruppo Generali, attraverso un fondo monetario utilizzato per gestire la liquidità dei mandati assicurativi gestiti dal gruppo. Questo fondo registra, per sua natura, fluttuazioni anche molto ampie, in positivo o in negativo, in relazione alle dinamiche di liquidità endogene ed esogene tipiche dei portafogli assicurativi». Infatti la tipologia dei fondi monetari ha registrato un attivo di 3,3 miliardi (contro i -558 milioni di luglio). Da segnalare anche il dato molto positivo degli obbligazionari con 3,4 miliardi. «Possiamo confermare un trend di riallocazione di portafogli- afferma Cinzia Tagliabue, Ceo di Amundi Sgr - a favore dei fondi monetari/obbligazionari rispetto ai multi asset, guidato dalla necessità di riposizionare i portafogli verso soluzioni di investimento caratterizzate da un flusso cedolare e da una scadenza, come i prodotti obbligazionari, ma nella logica del risparmio gestito contraddistinta dalla diversificazione». Tornano quindi in auge i fondi a cedola.

L’altro dato significativo tra i protagonisti del settore è quello di Intesa Sanpaolo che ha incassato più di un miliardo. Positivi anche i risultati di Ubs A.M. che ha rastrellato 564 milioni, del Credito emiliano con una raccolta di 390 milioni e di Mediolanum in attivo per 201 milioni. I risultati di queste società sono stati ottenuti grazie al collocamento di fondi aperti. Segno meno, invece, per Amundi (-751 milioni), Poste Italiane (-367 milioni), Kairos (-344 milioni) e Azimut (-258 milioni). A livello di domiciliazione, poi, 4,7 miliardi sono stati raccolti grazie ai fondi esteri (che rappresentano ormai il 76,5% del comparto), mentre dai forzieri di quelli tricolore sono usciti 628 milioni.

Dal versante dei rendimenti, infine, chi a inizio anno avesse puntato sugli azionari (che ad agosto hanno registrato una raccolta negativa per 800 milioni) avrebbe guadagnato in media il 16,8% con picchi del 22% per i prodotti orientati sul mercato americano e del 18,8% per quelli investiti in Piazza Affari. Performance del 5,9% per gli obbligazionari, del 9,5% per i bilanciati e del 5,4% per i flessibili.

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