ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Europa chiude positiva. A Milano le barricate politiche frenano Unicredit-Mps

Piazza Affari ha risentito anche della debolezza di pesi massimi quali Ferrari e Fineco. Ha perso quota inoltre Eni con il petrolio in ribasso quasi del 4%

di Eleonora Micheli e Enrico Miele

Aggiornato alle 22,08

La Borsa, gli indici del 2 agosto 2021

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura positiva per le Borse europee, che dunque hanno iniziato agosto con il piede giusto, dopo avere chiuso in rosso l'ultima settimana di luglio. Milano, però, dopo una partenza vivace, ha perso tono nel corso della giornata e alla fine ha chiuso al palo, registrando la performance peggiore d'Europa. Lo spread ha terminato poco sotto i 105 punti. Anche Francoforte ha frenato, ma è riuscita a guadagnare lo 0,16%, Parigi e Madrid sono state le migliori, con un rialzo che ha sfiorato l'1%.
Il listino italiano ha risentito della debolezza di alcuni pesi massimi, da Ferrari a Finecobank fino a Unicredit. Quest’ultima ha ingranato la retromarcia, dopo l’exploit di venerdì e sulla scorta anche dell’alzata di scudi di parte del mondo della politica alla prospettiva che l’istituto rilevi asset di Banca Mps. Ferrari, invece, ha reagito male alla diffusione della trimestrale, sebbene l’azienda del Cavallino Rampante nel periodo aprile-giugno sia tornata ai livelli pre-pandemia e abbia registrato ricavi per oltre un miliardo di euro e un utile netto di 206 milioni. Fineco ha pagato dazio all’attesa per i conti del semestre che verranno diffusi domani, 2 agosto.

Wall Street positiva, ma volatile. Focus su dati e trimestrali

Wall Street ha avviato in buon rialzo, dopo la chiusura in calo di venerdì, ma poi ha rallentato il passo e chiuso contrastata (Dow Jones -0,28%, Nasdaq + 0,06% e S&P500 -0,18%), risentendo de i dati macroeconomici di giornata, in chiaroscuro. In particolare il Pmi - stilato da Ihs Markit - che misura l'andamento dell'attività manifatturiera negli Stati Uniti è salito a luglio a 63,4 punti, dopo i 62,1 punti di giugno e i 63,1 della lettura preliminare e con gli analisti che attendevano la conferma dei 63,1 punti. Si è trattato del miglior risultato rispetto al mese precedente da quando sono iniziate le statistiche, nel maggio 2007. Nel rapporto, però, si sottolinea che si sono aggravati i problemi alla filiera e sono aumentate le pressioni inflattive. Indicazioni che fanno temere una revisione della politica monetaria della Fed, prima delle attese. Tuttavia l'Ism manifatturiero è invece diminuito a luglio a 59,5 punti, il dato più basso in sei mesi, proprio a causa dei problemi alla produzione e alle difficoltà di trovare i lavoratori con le competenze richieste, che mettono in pericolo la ripresa. Infine, le spese per le costruzioni sono aumentate a giugno dello 0,1%, contro attese per un rialzo dello 0,4%. Negli ultimi giorni, la volatilità è cresciuta anche a causa dell'aumento dei casi di coronavirus negli Stati Uniti dovuto alla variante Delta: venerdì, il numero di nuovi casi è tornato sopra i 100.000, sui livelli di febbraio, con il maggior numero di ricoveri registrato in Florida, dove il governatore Ron DeSantis, repubblicano, non intende imporre l'obbligo della mascherina e di vaccinarsi per poter accedere a eventi e luoghi; il governatore ha poi limitato il potere delle autorità locali di imporre delle restrizioni per fermare la diffusione del Covid-19. Sul fronte delle azioni, continua la buona performance di Robinhood al suo terzo giorno sul Nasdaq; secondo il Wall Street Journal, oltre 300.000 utenti della app per il trading hanno acquistato le azioni della società nell'Ipo della scorsa settimana.

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Unicredit ancora sotto i riflettori, male Fineco

A Piazza Affari Unicredit (-1,96%) e Banca Mps (-1,7%) hanno risentito delle polemiche politiche bipartisan sulla prospettiva che la banca guidata da Andrea Orcel possa rilevare asset dell'istituto senese. Nel corso del week-end si sono infatti moltiplicate le voci critiche del mondo della politica all'operazione, mentre il focus si è spostato sul rischio esuberi e sullo "spezzatino" del terzo gruppo bancario italiano (lo stesso Orcel, d'altra parte, ha sottolineato che i dettagli dell'operazione potranno essere definiti solo a esito della due diligence che si terrà nelle prossime settimane e che consentirà alla banca di decidere se procedere o meno). A Piazza Affari, intanto, non ha tenuto il passo neanche Banco Bpm (-0,4%), visto che dopo l'annuncio delle trattative UniCredit-Mps, appare meno probabile un coinvolgimento anche dell'istituto guidato dall'a.d. Giuseppe Castagna. Tanto più che secondo indiscrezioni lo stesso Castagna avrebbe escluso la fattibilità di un'operazione amichevole con UniCredit post Mps, sottolineando che l'unica strada per una fusione sarebbe quella di un'opa. Le vendite hanno colpito anche Finecobank (-2,1%), nell'attesa che siano pubblicati i numeri del trimestre. Hanno inoltre perso quota le Terna (-1%) e le Intesa Sanpaolo (-0,7%). Tra i titoli in luce, si sono distinte le Telecom Italia (+1,7%) e le Azimut (+1,9%). Hanno brillato a fine seduta anche le A2a (+1,1%) ancora in rally dopo la semestrale oltre le stime e la revisione al rialzo la guidance. In generale, è un periodo d'oro per le utility in Borsa e anche a livello di business grazie a un contesto favorevole che ha visto, grazie alla ripresa economica, un balzo dei prezzi delle commodity. Ciò si è riflesso sulle quotazioni di energia elettrica e gas (più che raddoppiate rispetto a un anno fa), a tutto vantaggio, ovviamente, di chi le vende sul mercato.

Ferrari frena dopo conti, in rialzo Cnh

Sono invece andate male le azioni di Ferrari (-1,88%), sebbene l'azienda nel secondo trimestre abbia recuperato i livelli pre-pandemia. In particolare ha registrato un utile netto di 206 milioni di euro, contro i 9 milioni dello stesso periodo del 2020, su ricavi per 1,035 miliardi di euro, +81% sul 2020. Il free cash flow industriale ammonta a 113 milioni e la guidance 2021 è stata alzata da circa 350 milioni a circa 450 milioni di euro. I conti sono risultato buoni, ma sostanzialmente in linea con le attese, mentre il mercato scommetteva in sorprese positive. Il consensus indicato da Bloomberg era per 1,049 miliardi di ricavi, 369 milioni di Ebitda, 254 milioni di Ebit e un utile netto 198 milioni. Della galassia Agnelli hanno invece fatto bene le Cnh, che pur frenando sul finale, hanno registrato un progresso dell'1%. Gli analisti di Mediobanca Securities hanno alzato l'obiettivo di prezzo da 17 a 19 euro per azione, confermando la valutazione "outperform", alla luce dei conti del secondo trimestre 2021 che il gruppo ha pubblicato la scorsa settimana e archiviati con un utile netto di 699 milioni di dollari e i ricavi per 8,911 miliardi, in volata del 60%. «Cnh Industrial ha messo a segno risultati del secondo trimestre sopra le aspettative per quanto riguarda ricavi industriali ed Ebit, con una generazione di cassa superiore alle previsioni», ha scritto Mediobanca Securities, sottolineando che «lo slancio è ancora presente». Ed ancora sono state ancora gettonate le Leonardo - Finmeccanica (+2,3%) ancora sulla scia dei conti semestrali diffusi giovedì: la società ha chiuso il periodo gennaio-giugno con un risultato netto di 177 milioni, in netto miglioramento rispetto ai 60 milioni di euro conseguiti nello stesso periodo del 2020.

Tra le piccole, in evidenza Cucinelli, bene Seco e Rcs

Fuori dal paniere principale, si sono risvegliate le Brunello Cucinelli (+7,9%), che rimangono sotto la lente insieme ai titoli del comparto moda e lusso. Rcs Mediagroup ha messo a segno un guadagno del 6%, anche se prosegue il braccio di ferro legale dell'azienda con il fondo Blackstone. Il gruppo, comunque, ha beneficiato di una trimestrale sopra le attese (diffusa venerdì scorso 30 luglio), festeggiando così il ritorno all’utile netto per 38,7 milioni di euro nel primo semestre, contro un risultato negativo di 12 milioni nello stesso semestre dell’anno precedente. Infine Seco ha vantato un +4,8%, spinta dall'annuncio della raccolta ordini che nel mese di luglio ha raggiunto il più alto valore di mensile di sempre: il nuovo backlog acquisito nel mese di luglio ha infatti superato il valore di 20 milioni di euro.

Euro si rafforza, in calo il petrolio

Sul mercato dei cambi, l' euro è in rafforzamento sul dollaro a 1,1879 dollari da 1,1868 venerdì in chiusura. In calo, infine, il prezzo del petrolio, stretto tra la diffusione della variante Delta, i dubbi sulla domanda di energia in Cina, dopo i dati diffusi oggi (l'indice Caixin, che misura l'andamento dell'attività manifatturiera, è calato ai minimi da 15 mesi a luglio, portandosi 50,3 dal 51,3 di giugno) e le tensioni in Medio Oriente. Il future settembre sul Wti perde il 3,7% a 71,18 dollari al barile.

Il cambio euro / dollaro
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