crisi di liquidità

Agricoltura e Covid 19, un aiuto dai fondi Ue per lo sviluppo rurale

Possibilità di assegnare all’emergenza i fondi non assegnati per un totale di 6 miliardi. Per le organizzazioni agricole misure insufficienti

di Alessio Romeo

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Il lattiero-caseario è il settore che ha sofferto

Possibilità di assegnare all’emergenza i fondi non assegnati per un totale di 6 miliardi. Per le organizzazioni agricole misure insufficienti


2' di lettura

Un primo passo per venire incontro alle imprese agricole in crisi di liquidità, ma con fondi ancora insufficienti. In attesa di novità sull’attivazione del fondo anticrisi e di (poco probabili) nuovi stanziamenti. Si può sintetizzare così il pacchetto di misure annunciate dalla Commissione europea con l’obiettivo di limitare l’impatto dell’emergenza Coronavirus sui mercati agricoli.

Il budget delle proposte ammonta ad appena 88,5 milioni. In assenza di modifiche, sarebbero destinati interamente al finanziamento degli aiuti allo stoccaggio di carni bovine e ovi-caprine, polvere di latte, burro e formaggi. La più classica delle misure anticrisi che prevede il ritiro temporaneo dal mercato di questi prodotti per sostenere le quotazioni.

Il settore lattiero-caseario è quello che finora ha sofferto di più con una contrazione dei prezzi di burro e polvere di latte del 15% da febbraio, stando ai dati della Commissione. Ma la spesa maggiore, circa 26 milioni, è destinata agli aiuti per lo stoccaggio di 25mila tonnellate di carni bovine per un periodo massimo di cinque mesi. Misura contestata da una parte dell’interprofessione italiana.

Il vero problema è che gli interventi annunciati da Bruxelles riguardano anche altri settori, ma senza stanziamenti aggiuntivi. Per l’ortofrutta, in particolare, dovrebbe essere concessa la facoltà di rivedere i programmi operativi delle associazioni di produttori, in base alle esigenze determinate dalla crisi sanitaria. Poi c’è il complesso capitolo che riguiarda la distillazione di crisi e degli incentivi allo stoccaggio per il comparto vitivinicolo.

Prevista anche una deroga alle regole sulla concorrenza per consentire la programmazione produttiva per latte, fiori e patate. Per il latte, in particolare, come già deciso in aprile in Francia, sarebbe possibile una riduzione volontaria della produzione con incentivi a carico di fondi interprofessionali.

Infine, viene data agli Stati membri la facoltà di destinare all’emergenza Covid-19 i fondi dei programmi di sviluppo rurale non ancora impegnati, che ammontano a circa 6 miliardi. Per l’Italia, il margine di manovra si attesterebbe a più di un miliardo, tenendo conto del cofinanziamento nazionale. Risorse che potrebbero essere assegnate anche all’erogazione “una tantum” di 5mila euro alle aziende agricole e di 50mila euro alle Pmi, per compensare i danni economici.

Per le organizzazioni agricole le misure sono insufficienti e sbilanciate a favore del Nord Europa. L’europarlamentare Paolo De Castro ha rilanciato la proposta di attivare il fondo anticrisi da 470 milioni finanziato con un prelievo sugli aiuti diretti agli agricoltori ma mai utilizzato. «Le misure vanno bene - spiega - anche se si poteva fare di più a esempio per il florovivaismo, ma i fondi sono assolutamente insufficienti.Inoltre, dovremo usare i fondi dei Psr per i settori realmente in crisi».

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