Innovazione

Agricoltura green 4.0, da Eni arrivano i fondi per due start up

di Luigia Ierace

 In Basilicata Eni sostiene il progetto green 4.0

3' di lettura

Start up del Sud, Pmi e aziende lucane, con Eni per un’agricoltura green 4.0 e per promuovere in chiave sostenibile la crescita socio-economica del territorio. Una sinergia con istituzioni, centri di ricerca e università per formare, sperimentare e produrre. Da una parte, la siciliana “Smartisland” con il suo robot modulare “Daiki”, dall'altra, la lucana “La Fonte Antica” di Spinoso, in Val d'Agri: un modello di accelerazione imprenditoriale basato sulla co-innovazione tra startup e aziende agricole lucane fin dalle fasi iniziali.
Sono tra i vincitori della prima iniziativa Eni Joule “South Up!” che, grazie a un premio di 30mila euro, continueranno la sperimentazione per il monitoraggio, la percezione reale dell’umidità del terreno, del fabbisogno idrico e chimico reale della pianta, della resa agricola, dello stato di fertirrigazione e dei livelli di concimazioni.
«Risparmio idrico, minori costi, maggiore efficienza e qualità delle produzioni, perché la vera innovazione in agricoltura non è in un nuovo trattore, ma in sensori high tech che consentono di mappare e controllare terreno e colture», sottolinea Antonio Racioppi, 27 anni, giovane imprenditore agricolo, che ha rilevato l'azienda paterna, 25 ettari di terreno a Spinoso, e che si occupa di produzione e vendita di zucchine, fagioli Igp di Sarconi, asparagi, fave, mais da mensa, melone retato, kiwi, zafferano e di lombricoltura. Saperi antichi e nuove tecniche di coltivazione sempre più sostenibili.
«L’innovazione si può fare in tanti modi – spiega Mattia Voltaggio, responsabile Startup Acceleration di Joule, la Scuola per l'impresa di Eni – ma per generare impatto è necessario costruire un ecosistema con gli attori del territorio. Imprenditori di diverse generazioni e cultura (startup e imprese agricole lucane) hanno collaborato, con il supporto di Joule e dei suoi partner (Alsia e PoliHub), per realizzare concrete innovazioni in campo agricolo. Una filiera importantissima che collega il tema fondamentale del cibo di qualità a quello dello scarto, capace di trasformarsi in nuova energia».
Un progetto che «riproposto in scala più ampia, può diventare una delle iniziative di punta di Eni in Basilicata», dove va avanti, in ambito agritech e agro energia, il recupero e la valorizzazione dei terreni adiacenti al Centro olio Val d’Agri con l’Energy Valley, polo tecnologico e agro-ambientale, hub dell'innovazione e polmone verde vicino all'impianto petrolifero. Dall’avvio del progetto, Eni ha investito 2,5 milioni di euro nei progetti di agricoltura sostenibile: Casf (Centro agricolo di sperimentazione e formazione) e Agrivanda (biomonitoraggio continuo con le api con 20 arnie e coltivazione e trasformazione erbe officinali), per un investimento complessivo di oltre 9 milioni. Nel 2022, Eni stima un investimento ulteriore di circa due milioni nei progetti di agricoltura sostenibile, per un totale di circa 4 milioni previsti in progetti di sostenibilità e riqualifica del territorio.
Oltre 36 ettari le aree agricole riqualificate con la messa in opera di colture di pregio a fini sperimentali e infrastrutture tecnologiche avanzate in ambito agritech/smart farming. Quasi tutti gli impianti agricoli sono stati ripristinati o sono di nuova realizzazione e sono state messe a dimora oltre 24mila piante con oltre 122 varietà colturali.
Si partirà anche con i primi impianti di colture energetiche (per la produzione di biocarburanti e prodotti della chimica verde) oltre ad applicazioni tecnologiche per una gestione agricola a basso impatto e pratiche di agricoltura biologica, quali il biochar (carbone vegetale con proprietà di ammendante dei suoli e di cattura di carbonio) e l’acido pelargonico (diserbante biologico di origine vegetale per la cura delle infestanti). Installate tecnologie innovative per gestire l’agricoltura di precisione: una centralina agri-smart e due isole agritech operative. Sono circa 700 le risorse formate in agricoltura 4.0 e sostenibile, tra studenti, professionisti e addetti ai lavori e oltre 100 risorse nel 2020 sono state impiegate nella realizzazione dei progetti e nella gestione del territorio. Dato stabile nel primo semestre 2021 (con oltre 2.000 giornate lavorative).

Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti