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Agricoltura Simbiotica, crescono i coltivatori e i prodotti sono in vendita da Eataly

Il disciplinare Ecosi, creato da Sergio Capaldo (Consorzio La Granda) e che prevede l’arricchimento naturale del suolo con batteri, funghi, humus e minerali zeolitici, è stato richiesto da 14 aziende, tra cui anche Genagricola

di Manuela Soressi

Latte, formaggi, confetture, insalate, uova e hamburger: ora sei aziende che praticano agricoltura simbiotica vendono i loro prodotti da Eataly

2' di lettura

Sono arrivati in commercio i primi prodotti agroalimentari ottenuti da agricoltura simbiotica, un approccio innovativo e rigenerativo, incentrato sull'arricchimento naturale del suolo mediante formulati microbici che comprendono batteri “buoni”, funghi, humus e minerali zeolitici capaci di favorire la vitalità dei microrganismi del terreno. Con benefici per suolo, piante e ambiente.

«Nutrendo il suolo con complessi microbiotici e micorrize, lo si rende più sano e fertile e, quindi, anche capace di trattenere più carbonio – spiega Sergio Capaldo, veterinario di formazione e imprenditore di professione (è fondatore del Consorzio La Granda) –. Inoltre sfruttando la relazione tra i microrganismi del suolo e i vegetali che vi crescono, le piante diventano più resistenti alla siccità e alle malattie, e danno prodotti di maggior qualità nutrizionale». A Capaldo si deve la nascita del disciplinare della certificazione Agricoltura Simbiotica, gestita dalla società consortile Ecosi e finora richiesta da 14 aziende agroalimentari (tra cui Genagricola, la holding agroalimentare del Gruppo Generali, che è anche socia di Ecosi).

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Sei di esse sono da poco arrivate sugli scaffali di Eataly con i loro primi prodotti certificati, come latte, formaggi, confetture, insalate, uova e hamburger. Entro fine anno le aziende certificate saranno una trentina. Come la OP Joinfruit, che ha appena avviato un progetto triennale presso sei aziende socie nel cuneese in collaborazione con il gruppo di ricerca in interazioni piante-microrganismi del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell'Università di Torino.

«Puntiamo a diventare la prima organizzazione di produttori a testimoniare la migliore sostenibilità ambientale dell'agricoltura simbiotica per gli alberi da frutto, partendo da susine, mele, ciliegie e nettarine, e a monitorarne i risultati sulla qualità dei frutti raccolti in ogni annata misurandone, ad esempio, colore, grado brix e acidità, profumo, sapore e croccantezza – commenta il direttore Bruno Sacchi – e vogliamo dare un percorso ben chiaro e definito ai prodotti derivanti da questo progetto, attribuendo loro una precisa identità anche a livello commerciale».

L'ampliamento dell'offerta a scaffale e l'applicazione di tecnologie innovative all'agricoltura simbiotica (a cui si dedica la startup Simbiotech) sono la punta dell'iceberg di un ampio movimento, quello dell'agricoltura rigenerativa, ossia basata su processi e pratiche in grado di arricchire il suolo anziché impoverirlo. Un ampio fronte che include diverse tecniche, tra le quali l'agricoltura simbiotica è la prima a uscire dal circuito degli addetti ai lavori per presentarsi ai consumatori come risposta allo stato di salute sempre più allarmante del terreno. Anche in Italia. Inquinamento, erosione, consumo di suolo e sfruttamento eccessivo sono problemi sempre più allarmanti, come ha sottolineato l'Italian Soil Partnership nel corso del suo meeting annuale.

Il referente nazionale dell’organizzazione mondiale nata per garantire suoli sani e produttivi attraverso un’azione collettiva più attenta e consapevole di governance sui territori, ha avviato diverse iniziative, come il protocollo per la valutazione della gestione sostenibile del suolo. Per diffondere la cultura su questo bene prezioso, primario ed esauribile, è partito anche Soil4Life, un progetto Life che ha tra i partner il Crea (il più importante ente italiano di ricerca dedicato all'agroalimentare), impegnato anche nel progetto europeo H2020 Excalibur, che studia le relazioni fra ambiente fisico e organismi presenti nel suolo.

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