economia circolare

Agricoltura sostenibile, in Sardegna gli under 40 pionieri dell’innovazione

Dal residuo del birrificio che diventa mangime per animali ai droni usati per ridurre il consumo dell’acqua.I giovani imprenditori agricoli sardi rappresentano il 13% delle 48mila aziende agricole dell’isola

di Davide Madeddu

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Dal residuo del birrificio che diventa mangime per animali ai droni usati per ridurre il consumo dell’acqua.I giovani imprenditori agricoli sardi rappresentano il 13% delle 48mila aziende agricole dell’isola


2' di lettura

La nuova agricoltura predilige la sostenibilità e l'economia circolare. E grazie all’innovazione riesce a superare le difficoltà rappresentate da mancanza di collegamenti o infrastrutture. È la strada intrapresa dai giovani imprenditori agricoli della Sardegna che rappresentano il 13% delle 48 mila aziende agricole operanti nell’isola. I dati emergono da uno studio effettuato da Coldiretti Sardegna in cui si rimarca il fatto che «a differenza della media nazionale ed europea che fissa all’8% il numero di imprese composte da under 40 in Sardegna la media sale (al 13% appunto) così come arriva al 20% il dato delle aziende under 40 condotto da imprenditrici donne.

Agricoltori under 40 più attenti alla sostenibilità

Il popolo degli under 40 fa funzionare imprese con una particolare attenzione e propensione verso la sostenibilità, il risparmio delle risorse e i processi di economia circolare con cui si prevede la valorizzazione e il reimpiego degli scarti di lavorazione.

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Il nuovo orizzonte dell’agricoltura guarda alla svolta green, come chiarisce Luca Saba, direttore di Coldiretti: «Secondo noi il new deal della Sardegna potrebbe essere questo – spiega – ossia orientarsi verso un intervento innovativo e sostenibile che riesce ad arginare il fenomeno dello spopolamento proprio grazie alla partecipazione dei giovani per il rilancio dell’agricoltara e dell’agroalimentare». Un settore che in Sardegna conta 48 mila imprese, un fatturato complessivo di 1,5 miliardi di euro e «circa centomila persone tra diretti, trasformazione e logistica».

Economia circolare in stile sardo

Non a caso proprio le aziende più innovative, sostenibili e green sono state premiate dagli Oscar green. Tutte dedite alle produzioni locali ma anche attente a recuperare e riutilizzare, nell’ambito di un processo di economia circolare, anche i residui di lavorazione. Come capita a Irgoli dove i giovani gestori di un birrificio artigianale utilizzano i residui della produzione della birra come mangimi per gli animali. Oppure , come avviene a Sadali, dove gli scarti di lavorazione di un’impresa che produce erbe officinali diventano resina naturale per le ceramiche.

Poi c’è la tecnologia che in un’ottica di produzione, efficienza e risparmio delle risorse, diventa importante. Come capita ad Arborea dove un’azienda grazie alla tecnologia dei droni è riuscita a ridurre del 20% l’utilizzo dell’acqua e del 30% quello dei concimi oltre che dei fitofarmaci.

C’è chi, è il caso di Giulia Mura, imprenditrice di Cardedu, trasforma le olive e l’uva delle sue terre con macchinari a basso impatto ambientale, e oltre all’olio e vino produce anche paté e una linea cosmesi (creme per il corpo, shampoo e stick labbra). Gli scarti di lavorazione diventano biocombustibile naturale per riscaldare l’azienda e la propria casa di abitazione e si appresta a per trasformare le vinacce in biogas. «Si tratta di nuove opportunità – conclude Saba – che i giovani sono riusciti a cogliere lanciando un messaggio importante e avviando un percorso che speriamo sia seguito anche da altri».


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