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Agricoltura virtuosa e sostenibile: Spighe Verdi a 46 Comuni. Marche e Toscana in testa

Riconoscimento di Foundation for environmental education e Confagricoltura, che lancia un grido dall’allarme sulla tenuta dell’export.

di E.Sg.

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Le Spighe Verdi premiano i comuni agricoli più virtuosi

Riconoscimento di Foundation for environmental education e Confagricoltura, che lancia un grido dall’allarme sulla tenuta dell’export.


3' di lettura

Un’agricoltura sostenibile, capace di valorizzare il territorio, rispettosa dell'ambiente e della qualità della vita e capace di innovazione: sono gli indicatori che hanno guidato l’assegnazione delle Spighe Verdi 2020 a 46 comuni distribuiti su 13 regioni da parte di Fee Italia (Foundation for environmental education) e Confagricoltura, un po’ come avviene per le Bandiere Blu nelle località marittime.

«Il rilancio dell'economia nazionale, soprattutto in questa fase di ripartenza, passa attraverso i comuni e i piccoli borghi, un vero patrimonio italiano, nel quale le attività agricole sono centrali», ha commentato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti –. Le Spighe Verdi sono realtà virtuose delle aree rurali italiane; un riconoscimento importante per il nostro Paese che contribuisce anche a rafforzare l'immagine e la visibilità dell'agricoltura. Mi inorgoglisce che, attraverso questo programma venga anche certificato il valore del lavoro degli agricoltori. Sono loro che, attraverso le loro attività innovative e sempre più attente alla sostenibilità, la cura e presidio del territorio, hanno contribuito nel corso degli anni ad assicurare una corretta gestione ambientale, riuscendo a conservare e valorizzare questi territori come attrazione turistica, culturale ed enogastronomica».

Tutti i comuni premiati

Il maggior numero di Spighe Verdi sono andate a Marche e Toscana con 6 Comuni a testa; nelle Marche (Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana) e in Toscana (Castellina in Chianti, Massa Marittima, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Fiesole e Bibbona). Seguono con cinque località la Campania (Agropoli, Ascea, Massa Lubrense, Positano, Pisciotta), il Lazio (Canale Monterano, Gaeta, Pontinia, Rivodutri, Roccagorga), il Piemonte (Monforte d'Alba, Pralormo, Santo Stefano Belbo, Canelli e Volpedo), la Puglia (Andria, Bisceglie, Castellaneta, Carovigno, Ostuni). Tre località vanno all'Abruzzo (Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto), alla Calabria (Santa Maria del Cedro, Sellia, Trebisacce) e al Veneto (Caorle, Montagnana, Porto Tolle); mentre per l'Umbria ricevono il riconoscimento Montefalco e Todi; un Comune in Liguria (Lavagna), in Lombardia (Sant'Alessio con Vialone) e in Sicilia (Ragusa).

«Spighe Verdi è un efficace strumento di valorizzazione del patrimonio rurale. Quest'anno ci sono quattro Comuni in più tra quelli premiati con le Spighe verdi – ha rilevato Claudio Mazza, presidente Fee Italia –. Una crescita che evidenzia la sempre maggiore attenzione che i comuni rurali pongono alla gestione del territorio in chiave sostenibile».

Tra gli indicatori in grado di offrire un quadro della situazione del comune premiato «la partecipazione pubblica, l'educazione allo sviluppo sostenibile, il corretto uso del suolo, la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l'innovazione in agricoltura, la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla differenziata, l'accessibilità per tutti senza limitazioni».

Il nodo dell’export

Da Confagricoltura viene anche un grido d’allarme sull’export, secondo cui il calo del 9% delle esportazioni agroalimentari dell'Unione europea ad aprile rispetto allo stesso mese del 2019 è destinato con tutta probabilità a peggiorare. Viene sottolineato anche come nell'ambito dei dati della Commissione Ue spicca, tra l'altro, la diminuzione del 6% delle esportazioni europee sul mercato del Regno Unito.

«È un campanello d'allarme – evidenzia Giansanti – considerando che fino al prossimo 31 dicembre l'interscambio commerciale è regolato. Nell'incertezza delle future relazioni commerciali con l'Unione, gli operatori britannici stanno forse già orientandosi verso fornitori alternativi a quelli degli Stati membri». Per due produzioni di particolare interesse per l'Italia il calo delle vendite è risultato superiore alla media europea: per i vini (20%) e per l'ortofrutta (10%). Cifre che dimostrano, una volta di più, l'importanza di giungere ad un accordo di libero scambio con il Regno Unito per evitare il ritorno dei dazi doganali e dei controlli alle frontiere che penalizzerebbero i consolidati flussi commerciali. Si registra, inoltre, conclude Confagri, che soprattutto a causa dei dazi imposti dagli Stati Uniti, le esportazioni di vini della Ue sono diminuite di circa 490 milioni (-10%) nel primo quadrimestre di quest'anno sullo stesso periodo del 2019.

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