diario di bordo dell'economia

Agricoltura, vola l’export di Trento e Bolzano

Centro studi Tagliacarne 

2' di lettura

Pandemia o meno, il Nord-Est rappresenta sempre un cardine dell’export nazionale. In termini di propensione all’esportazione (rapporto export/valore aggiunto) Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono state nel 2020, la seconda e la terza regione italiana – dopo l’Emilia-Romagna – per importanza delle esportazioni, con alcune aree provinciali che si segnalano non solo per i livelli di vendita ma anche per le peculiari tipologie di produzioni rispetto alla media nazionale.

IL CONFRONTO

Alcuni indicatori caratteristici del commercio estero nel Nord est e in Italia. Anno 2020. Numeri indice Italia=100. (Fonte: elaborazione Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne su dati Istat)

IL CONFRONTO

È il caso di Vicenza (lavorazione del cuoio e gioielleria/bigiotteria), Belluno (strumenti e forniture medico/dentistiche) e Trieste (navi/imbarcazioni e apparecchi per le telecomunicazioni). In termini congiunturali, nei primi tre mesi del 2021 il Nord-Est è tornato sugli stessi livelli di vendite dell’analogo periodo del 2019 (+0,1%) nonostante il calo segnalato da tutte le produzioni più rilevanti ad eccezione dei mobili.

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Spiccano in senso positivo le province autonome di Bolzano e Trento che hanno superato i valori osservati nel primo trimestre 2019 di quasi il 9%. Un export che ha tratto linfa da rinvigoriti rapporti commerciali che hanno riguardato specialmente le tipiche produzioni agricole permanenti – cresciute del 25% - e alcuni settori e a cui si aggiungono altre produzioni più squisitamente manifatturiere come le macchine di impiego generale. Sul fronte delle destinazioni, invece, molto interessante è stato l’incremento delle vendite verso la Francia (+13,5%) con paesi cosiddetti emergenti come Romania, Bulgaria, Messico che insieme hanno quasi raddoppiato gli acquisti nelle due province.

Il Friuli-Venezia Giulia, invece, fatica a mettersi alle spalle la pandemia e chiude il primo trimestre 2021 con un -9% rispetto a 24 mesi prima con una forte sofferenza che ha riguardato la produzione di macchine per impieghi generali e speciali (oltre 21% in meno) mentre importanti segnali di riscossa sono arrivati dai mobili e soprattutto dalle telecomunicazioni.

Sul fronte dei mercati di destinazione, invece, sono crollate le vendite verso gli Stati Uniti (-56%) mentre soddisfazioni nell’ambito dei paesi più importanti derivano solo dall’Austria (+4,2%). È però il Veneto, per la sua dimensione economica, a determinare i risultati complessivi del Nord-Est.

La regione ha chiuso il primo trimestre 2021 con un incremento (+1,1%) rispetto a 24 mesi orsono. Questa crescita è il saldo di una significativa contrazione delle produzioni più “tradizionali” (tra cui va segnalato il -7,6% delle altre macchine per impieghi speciali) compensate dalla crescita di produzioni meno rilevanti come gli apparecchi per uso domestico. Si sono rafforzati quasi tutti i principali mercati di sbocco della regione. A partire dai tradizionali partner (Germania e Francia) arrivando al +28% della Svizzera. Una espansione da cui sono rimaste escluse Spagna (-14%) e Regno Unito (-27%), la cui Brexit ha visto coinvolti tutti i principali comparti con il sistema moda e le bevande colpiti con particolare durezza.

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