CREATO PER REALE MUTUA

AGRIcoltura100 premia la sostenibilità italiana

Il progetto voluto da Reale Mutua e Confagricoltura registra i progressi delle imprese agricole in tema di sviluppo sostenibile e valorizza il contributo dell'agricoltura all'economia italiana.

3' di lettura

Con più di un milione di imprese che danno lavoro a 3 milioni e mezzo di persone, l'agricoltura è uno dei settori portanti dell'economia italiana: la filiera agroalimentare rappresenta circa il 15% del Prodotto interno lordo.
Nel 2020, la pandemia ha avuto ovviamente un impatto anche sulla produzione agricola, ma il settore non si è mai veramente fermato. Ha assicurato l'approvvigionamento del Paese, ha contribuito in modo significativo a mitigare la recessione e oggi può offrire un apporto determinante alla ripresa. Anche perché, come indica il rapporto 2020 di AGRIcoltura100, voluto da Reale Mutua e Confagricoltura e realizzato dal Cerved, l'agricoltura italiana sta diventando sempre più sostenibile.
La sostenibilità si propone infatti come valore guida per la ripresa, orientandola verso modelli di produzione e di consumo capaci di correggere gli squilibri sociali e ambientali che minacciano la nostra epoca e il Pianeta. E dalla prima edizione di AGRIcoltura100 (report scaricabile a questo link) che ha l'obiettivo di rilevare i progressi delle imprese agricole in tema di sviluppo sostenibile e valorizzare il contributo offerto dall'agricoltura per la rinascita italiana dopo l'emergenza Coronavirus - emerge che per una buona metà delle aziende agricole italiane la sostenibilità è aumentata di importanza in tutte le aree: ambientale (52,4%), sociale (50,5%) e nella gestione del rischio e delle relazioni (48,7%).
Nell'insieme il 48,1% delle imprese hanno un livello di sostenibilità alto o medio-alto. Non emergono grandi differenze tra le aree geografiche e le attività produttive, ma l'80% delle imprese più grandi, quelle con oltre 20 addetti, hanno un livello alto e medio-alto di sostenibilità. Anche se l'impegno caratterizza in misura significativa le aziende di tutte le dimensioni.
In generale, le imprese sostenibili in agricoltura sono anche quelle più impegnate nell'offrire rapporti di lavoro stabile e di qualità, facilitando l'accesso e la formazione dei giovani, sostenendo il lavoro delle donne con la tutela dei diritti e la conciliazione tra le esigenze della vita personale e il lavoro. Non solo: la propensione delle aziende all'innovazione è fortemente correlata alla sostenibilità. Il 91,6% delle imprese ad alto livello di sostenibilità, infatti, appartengono ai livelli alto e medio-alto di innovazione.
AGRIcoltura100 premia anche le imprese più impegnate nella sostenibilità. Quest'anno i primi tre riconoscimenti sono andati alla Società Agricola Barberani & C. di Orvieto (Terni), specializzata in viticoltura; all'Azienda Agricola Iori di Avezzano (L'Aquila), attiva nell'orticoltura; e infine alla Società Agricola Cupidi Alessio e Leonardi Roberta di Gallese (Viterbo), che conduce un'attività mista.
Le tre vincitrici sono state selezionate tra le 1.850 aziende agricole di tutte le regioni che hanno partecipato nel 2020 alla prima edizione di AGRIcoltura100.
L'area della sostenibilità ambientale è quella in cui si registra il maggiore impegno delle imprese attive in agricoltura. Quasi tutte (97,9%) attuano almeno una iniziativa finalizzata a migliorare l'efficienza nell'utilizzo delle risorse: acqua, suolo, energia.
Molto rilevante è poi l'utilizzo di procedure e tecniche per garantire la qualità del prodotto e la salute alimentare, con un tasso di iniziativa dell'88,4%: si va dalle produzioni certificate e biologiche alle misure per il benessere animale, passando per la riduzione di fertilizzanti e fitofarmaci.
Il 56,8% delle aziende attua misure per gestione del rischio idrogeologico, il 55,9% è impegnato nella riduzione delle emissioni a effetto serra.
Ma anche l'area della sostenibilità sociale vede un impegno significativo, soprattutto sul cosiddetto capitale umano (67,5%) per attività di formazione professionale ed extraprofessionale dei lavoratori, e per la cooperazione con la scuola per l'inserimento dei giovani. E poi per iniziative di formazione per la sicurezza, controlli e certificazioni. Almeno metà delle aziende ricorrono a fondi e assicurazioni sanitarie per lavoratori e familiari o servizi di prevenzione e di assistenza sanitaria. Circa il 48% a fondi pensione e polizze assicurative, Oltre il 38% ha intrapreso iniziative per conciliare meglio lavoro ed esigenze personali e familiari. Quasi quinto, poi, si impegna per l'integrazione sociale e l'inclusione lavorativa, sia per lavoratori immigrati che con un impegno particolare dell'agricoltura sociale: servizi socioassistenziali, inserimento di persone fragili, fattorie didattiche e centri estivi.
Il 75% delle aziende agricole si occupa attivamente di gestione dei rischi, con polizze assicurative contro gli eventi atmosferici, per la protezione del patrimonio aziendale e per la responsabilità civile. Oltre il 56% ha sviluppato rapporti di rete e di filiera per esempio aderendo a sistemi di economia circolare, o a filiere corte per valorizzare le produzioni locali e a basso impatto ambientale.
Oltre il 60% delle aziende, infine, oggi interviene sui rapporti con la comunità locale, sia con iniziative per la valorizzazione del territorio quali eventi promozionali che con attività di volontariato, opere di tutela ambientale e recupero edilizio. Ma anche con iniziative di dialogo con i consumatori: visite guidate in azienda e attività di comunicazione sulla sostenibilità dei prodotti e delle lavorazioni.

Per approfondire lo studio e conoscere le aziende premiate esplora l'ambiente virtuale a questo link.

Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti