Made in Italy

Agroalimentare, emergenza truffe per i prodotti a denominazione Ue

Decine di denunce, inchiesta dei Carabinieri in più parti d’Italia. Coldiretti: stringere le maglie dei reati alimentari, le Dop valgono 16,9 miliardi

di Micaela Cappellini

2' di lettura

Dai gelati con false nocciole Igp del Piemonte alla pasta fresca ripiena con formaggio spacciato per Fontina Dop. Fino al sedicente fico d’India di San Cono, denominazione protetta originaria della Sicilia. Nelle ultime settimane i reparti del Comando Carabinieri per la Tutela agroalimentare hanno intensificato i controlli a tappeto in tutta Italia, per smascherare le false etichette e le frodi alimentari ai danni dei consumatori.

Nel mirino degli impostori ci sono soprattutto i prodotti Dop, vero e proprio motore del made in Italy agroalimentare. Secondo gli ultimi dati Ismea-Qualivita, la Dop Economy in Italia vale 16,9 miliardi di euro e un export da 9,5 miliardi. Il nostro Paese è anche leader europeo con il maggior numero di specialità Dop/Igp riconosciute - ben 316 - cui si aggiungono 526 vini fra Doc e Igt.

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«Questo patrimonio è messo a rischio dall’epidemia di falsi e tarocchi, con il cosiddetto Italian sounding che nel mondo supera ormai i 100 miliardi di euro», denuncia la Coldiretti.

I controlli dei Carabinieri hanno portato a parecchie sanzioni. In provincia di Cremona è stato diffidato il titolare di un caseificio per aver fatto riferimento alla Mozzarella di Bufala Campana Dop sul sito internet aziendale, in violazione alla normativa sull’etichettatura.

A Parma sono state denunciate tre persone che utilizzavano, nella produzione dei gelati, nocciole e limoni “convenzionali” anziché quelli a marchio di qualità, Nocciola di Piemonte Igp e Limone di Sorrento Igp, come dichiarato nell’etichetta.

In provincia di Cuneo è stata diffidata una cioccolateria per aver prodotto e commercializzato “Cioccolata fondente extra con nocciole Piemonte” senza l’autorizzazione del Consorzio di Tutela.

In provincia di Massa Carrara è stato smascherato un pastificio che utilizzava, nella preparazione di pasta fresca ripiena falsa Fontina Dop. In provincia di Napoli sono state sequestrati 60 chilogrammi di formaggio stagionato falsamente etichettato e venduto come Grana Padano Dop.

«Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione, con la riforma dei reati in materia agroalimentare - ha detto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini - l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolose le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato con l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie».

In gioco c’è un patrimonio agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi di euro dal campo alla tavola, che offre milioni di posti di lavoro e che nel 2021, ricorda la Coldiretti, si avvia a segnare il record storico delle esportazioni a 50 miliardi dopo i terribili mesi dell’emergenza Covid.

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