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Agroenergia e agritech premiate dalla call di Eni

di Luigia Ierace

2' di lettura

Agritech e agroenergia. Da una parte, un Girasole per l’agricoltura di precisione, la prevenzione degli incendi e il benessere degli animali che dietro l’aspetto del fiore nasconde la prima rete sensoriale che utilizza l’intelligenza artificiale per un’agricoltura 4.0. Dall’altra parte, Tenuta San Marco, un imprenditore attento all’economia circolare con un progetto innovativo per l'utilizzo di scarti di lavorazione delle olive per ottenere in maniera sostenibile compost tramite lombricoltura.

Sono i vincitori delle prime due challenges di “Basilicata Pitch2Pitch”, la call for innovation promossa da Joule, la Scuola di Eni per l'impresa in Basilicata. A “Girasole: Sensing in farming” di Mario Soranno, ingegnere industriale - elettronico, e Davide Taddeucci, ingegnere robotico, è andato il premio Research Award, quale progetto imprenditoriale con spiccate potenzialità di successo, ma in una fase di maturità tale da non avere ancora i requisiti per iniziare un percorso di co-innovazione con un’azienda agricola e un grant da 10.000 euro. Il progetto sarà testato al Casf, Centro agricolo sperimentazione e formazione ideato da Eni nell’ambito dell’Energy Valley a Viggiano, per la promozione di un’agricoltura sostenibile e la valorizzazione delle aree marginali. «L’idea – spiega Soranno – è nata l'anno scorso quando un incendio minacciava i terreni di famiglia. In questi casi solo un allert tempestivo può evitare che il rogo prenda vigore. I sistemi esistenti non mi convincevano, così ho pensato di creare qualcosa di diverso, funzionale ma anche bello dal punto di vista estetico». Forte di oltre 16 anni di progettazione elettronica ha dato vita alla prima rete sensoriale mesh modulare che usa algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale. Può monitorare oltre 50chilometri quadrati di terreni, è composta da macrosensori a forma di girasole, al cui interno una serie di sottosensori rilevano, tra l’altro, presenza di gas, fumo e misurano temperatura e umidità di aria e terreno.

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L’Entreprenurship Award di “Basilicata Pitch2Pitch” per l’idea di modello imprenditoriale innovativo e sostenibile con grande potenzialità di successo nell’applicazione concreta è andato a Giovanni Guanti, 27 anni, di Montescaglioso (Mt) che gestisce l’azienda agricola biologica Tenuta San Marco a Bernalda, 10 ettari, in cui produce olio extravergine d’oliva e olive da mensa. Laureato in agraria, terza generazione nell’azienda di famiglia, si è distinto con un progetto per un impianto di vermi compostaggio con l’ausilio di sensori che rilevano l’umidità della lettiera, alimentato da energia fotovoltaica,. Per lui un grant da 20mila euro e l’accesso ad un percorso di accelerazione di 3 mesi con affiancamento di mentor e tutor di PoliHub, Joule ed Alsia.«Gli scarti – sottolinea Guanti –. sono diventati una risorsa e il compost di alto valore aggiunto, oltre a concimare, migliora la struttura del suolo, previene allagamenti, erosione e favorisce l’apporto di acqua e ossigeno del terreno. L’obiettivo è la vendita a terzi del compost».

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