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Agroservice riorganizza il business e investe nell’innovazione

di Michele Romano

Lo stabilimento Agroservice di San Severino Marche in provincia di Macerata.

3' di lettura

«Un seme che nasce, una vita che inizia» è per Agroservice un progetto imprenditoriale prim’ancora di un claim: da oltre mezzo secolo, infatti, la società è cresciuta anno per anno per linee esterne, senza mai abbandonare il business focus: «Siamo costitutori di varietà di sementi - spiega Tommaso Brandoni, presidente e amministratore delegato dell'azienda -, che poi sviluppiamo e commercializziamo in diversi paesi al mondo». c La crescita va avanti: a febbraio nel gruppo si è aggiunta la Società Produttori Sementi (PSB), storica azienda sementiera presente ad Argelato (Bologna) dal 1911, «fiore all'occhiello nel settore sementiero italiano e un centro di riferimento internazionale per lo sviluppo e il miglioramento del grano duro a livello mondiale» e, l’ultimo accordo in ordine di tempo, consentirà di crescere anche nel mercato del grano tenero, raggiungendo una quota di mercato di circa il 20% grazie all'alleanza con K-Adriatica di Loreo (Rovigo) e l'acquisizione sia dell'asset sementiero che del marchio commerciale Veneto Sementi.

In questo crescere continuo si consolidano le due attività dell'azienda: quella produttiva e commerciale e quella della ricerca, attraverso PSB ed Isea, forte anche delle collaborazioni con le università di Bari e della Tuscia di Viterbo. «La nostra area R&D è il cuore pulsante dell'azienda, il generatore di know how che poi viene consegnato ai nostri team produttivi - racconta Brandoni -: uno nello stabilimento di Argelato e l'altro in quello di San Severino Marche per essere certificato, selezionato e poi commercializzato in Italia e nel mondo».

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Tommaso Brandoni, presidente e amministratore delegato di Agroservice

Uno studio continuo, non solo sul grano ma anche su leguminose e oleaginose: favino, pisello proteico, cece, lenticchia, erba medica, girasole, soia, cartamo. E tutto parte sempre dalla ricerca. E non potrebbe essere diversamente visto che proprio la sede di San Severino Marche, nel Maceratese, è a pochi chilometri da Castelraimondo, dove nel 1866 nacque Nazzareno Strampelli, l’agronomo e genetista a cui si devono i primi studi sul miglioramento genetico del frumento. L’attività di ricerca di Agroservice vanta finora oltre 120 iscrizioni nel registro nazionale delle varietà vegetali: un patrimonio genetico da record, che il gruppo si occupa anche di proteggere attraverso l'Istituto della Privativa Europea, che per 25 anni riconosce un diritto di esclusiva al costitutore, da far valere nei confronti di eventuali terzi.

Il gruppo può contare su oltre mille clienti, in Italia e in decine di paesi al mondo. «A centinaia di agricoltori italiani specializzati - sottolinea il presidente - offriamo contratti di moltiplicazione per il nostro seme tecnico, impegnando diverse migliaia di ettari di superfici agricole». Due i poli produttivi: a San Severino Marche, con 43 silos per 350 mila quintali di stoccaggio, due impianti selezione (uno per i cereali a paglia e l'altro per le leguminose e altri prodotti); l'altro ad Argelato, con 34 silos capaci di 46 mila quintali di stoccaggio sfuso, magazzini per stivare il prodotto finito per 50 mila quintali, due impianti di selezione per i cereali a paglia e la soia, 43 ettari di terreno per l’attività di ricerca, sperimentazione e campi dimostrativi. Gli addetti del gruppo sono complessivamente 45, ai quali si aggiungono un team commerciale Italia di 15 unità e un responsabile estero. «Siamo fornitori di seme per le filiere italiane, promosse dalle più importanti industrie di trasformazione per la produzione di pasta», dice con orgoglio Brandoni, che prima della prossima acquisizione ha davanti a sé una sfida ancora più importante: «Integrare e organizzare ancora meglio le aziende del nostro gruppo, anche alla luce delle due acquisizioni effettuate quest’anno».

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