commercio internazionale

Ai liquori italiani i dazi Usa costano 40 milioni di dollari

Pronti al Parlamento due emendamenti bipartisan per recuperare almeno 20 milioni intervenendo su accise e contrassegni di stato

di Micaela Cappellini


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2' di lettura

Almeno 40 milioni di dollari all’anno: ecco quanto costano i dazi di Trump ai liquori italiani. Lo ha calcolato Federvini, sulla base del valore delle esportazioni verso gli Usa nel 2018. Così, le imprese del settore hanno chiesto aiuto alla politica e hanno ottenuto la presentazione di due emendamenti alla Legge di Bilancio, firmati sia da partiti di maggioranza che di opposizione, che potrebbero dimezzare i danni a carico del comparto.

Il primo emendamento suggerisce di ridurre le accise del 2% su spiriti e prodotti alcolici intermedi; il secondo emendamento punta a eliminare il contrassegno di stato sulle stesse categorie. L’ammontare complessivo dei due interventi, secondo Federvini, vale 20 milioni di euro: 13 milioni di decremento per l'accisa e 7 milioni per il contrassegno di stato. Soldi, questi, che aiuterebbero le aziende a far fronte in parte alla misura americana. «Stiamo parlando di un'iniziativa importante - ha dichiarato Micaela Pallini, presidente Gruppo Spiriti di Federvini - con un impatto sia sostanziale sia emotivo per centinaia di aziende, che consentirebbe a tutti noi di guardare con più ottimismo al futuro del comparto».

A un mese dall'entrata in vigore dei dazi, oltre a un calo delle vendite i produttori italiani di liquori registrano l'aggravio di costi derivanti dalle quote di mercato che i produttori italiani stanno perdendo sul mercato americano a tutto vantaggio di altri operatori, statunitensi e non. Italian sounding compreso: dal limoncello del New Hampshire agli amari Fattura a Washington, fino al Fernet della California.

Federvini aveva già lanciato l’allarme nelle settimane scorse, sostenendo che per colpa dei dazi di Trump un centinaio di piccole aziende del settore rischiavano di andare a gambe all'aria, con il rischio concreto di cancellare un migliaio di posti di lavoro, soprattutto tra le piccole e le medie imprese.

Per approfondire:
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