ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl bilancio finale

Ai "piccoli" la parte del leone: hanno sottoscritto il 72% dell'emissione retail

Il 60% dei contratti del Btp Italia destinati ai risparmiatori ha avuto una taglia inferiore a 20mila euro. Nel collocamento vince il canale bancario

di Claudio Celio

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Il 60% dei contratti del Btp Italia destinati ai risparmiatori ha avuto una taglia inferiore a 20mila euro. Nel collocamento vince il canale bancario


2' di lettura

Circa il 72% dei 14 miliardi di euro raccolti nella prima fase del collocamento della sedicesima emissione del BTp Italia è stata sottoscritta da piccoli risparmiatori. La testimonianza del contributo che i piccoli
risparmiatori italiani hanno dato alla sedicesima emissione del BTp Italia arriva direttamente dal Tesoro che oggi ha fornito i dettagli della domanda che ha interessato l'emissione del titolo lanciato dal Tesoro per fare
fronte all'emergenza economia e sanitaria post-Covid. Dei 383.966 contratti conclusi nella fase riservata al retail circa il 60% è stato di importo inferiore ai 20mila euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50mila euro, si arriva circa all’88% del totale relativo a questa fase. "Si può desumere - afferma il Tesoro - che nel corso della prima fase la partecipazione di investitori individuali è stata prevalente rispetto a quella
del private banking (il 72 e del 28 per cento rispettivamente).

Per quanto riguarda le forme di collocamento diffuse tra gli investitori individuali, si nota una netta prevalenza delle forme tradizioni, con il 71% circa che ha inoltrato l’ordine attraverso le filiali bancarie, mentre circa il 29% lo ha fatto attraverso l'home banking. Per quanto riguarda la ripartizione geografica, la quasi totalità degli ordini risulta provenire da investitori domestici.
Con riferimento alla seconda fase di collocamento, quella riservata agli investitori istituzionali, si segnala il ruolo avuto dalle banche che hanno sottoscritto il 59% dell’ammontare emesso mentre il 23,7% è andato
agli asset manager. Una quota pari al 6,3% è stata assegnata a banche centrali e istituzioni ufficiali, mentre il 7,2% dell’emissione è stato sottoscritto da hedge fund. La restante quota del 3,8% è stata allocata ad
assicurazioni (il 2,8%) ed istituzioni non finanziarie (l’1%).

Il collocamento del titolo nella seconda fase ha visto una presenza predominante di investitori domestici, che ne hanno sottoscritto il 51,9%, mentre il restante 48,1% dell’emissione è stato sottoscritto da investitori esteri. Tra gli investitori esteri la quota più rilevante, pari al 42,6%, è stata collocata in Europa, in particolare nel Regno Unito (il 27,9%), in Francia (il
5,7%), in Germania (il 3,7%), nella penisola iberica (l’1,9%), nei paesi nordici (l’1,6%) e presso altri paesi europei (l’1,7%). Il restante 5,5% dell’emissione della seconda fase è stato collocato presso investitori mediorientali (il 4,7%) e statunitensi (lo 0,8%).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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