finanza per le imprese

Aim, in mano ai Pir una quota del 25%. Attese dieci nuove Ipo

di Lucilla Incorvati


default onloading pic
Imagoeconomica

3' di lettura

Mentre da qui a fine anno su Aim Italia, il mercato di Borsa Italiana dedicato alle Pmi, sono attese almeno altre 10 Ipo (tra le altre Circle, Unidata e Ramponi), sale dal 23 al 25% la quota di flottante detenuta dai fondi Pir compliance (Piani individuali di risparmio). Ovvero titoli effettivamente collocati e scambiabili su quel mercato, oggi indicato come Sme Growth Market. Lo rileva l’Osservatorio Aim Italia di IR Top Consulting.

Come è noto i fondi Pir (detengono un patrimonio prossimo ai 19 miliardi di euro), a fronte di un vantaggio fiscale consentito ai sottoscrittori (si veda Il Sole 24 Ore del 23 settembre), devono rispettare alcuni vincoli. Come l’obbligo di investire il 21% del loro patrimonio su strumenti (azioni o obbligazioni) di Pmi quotate su Aim Italia, Midex o Star. E se in una primissima fase sono state le società dello Star a essere state prese di mira dai gestori, in un secondo momento molti titoli di Aim Italia sono entrati nei radar degli investitori. Tanto è vero che proprio questo segmento è quello destinato a crescere di più e sul quale, sempre secondo le stime dell’Osservatorio IRTop, sono attesi oltre 3,3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.

«Aim Italia rappresenta il 36% dell’universo investibile Pir, con 113 società quotate, una raccolta di 4,1 miliardi e una capitalizzazione di 7,8 miliardi di euro - spiega Anna Lambiase, ceo IRTop -. I fondi Pir oggi detengono una quota pari al 25% del flottante, in crescita rispetto al dato rilevato a inizio 2018 (23%), anche grazie alle 22 nuove Ipo che hanno caratterizzato il 2018 a dimostrazione dell’interesse crescente degli investitori verso l’economica reale. Ai livelli attuali dei tassi di interesse e a queste condizioni macroeconomiche ci sono ancora buone ragioni per investire sull’equity anche se i fondi Pir compliant stanno vivendo una fase “attendista” rispetto al contesto politico nazionale».

«Su tutto il 2018 ci aspettiamo una raccolta complessiva tra i 6 e i 7 miliardi - gli fa eco Luigi De Bellis dell’Ufficio Studi di Equita. - Dopo la forte crescita del 2017 (quasi 11 miliardi) un rallentamento della raccolta netta era fisiologico anche perché ha coinciso con la fase più difficile attraversata dai mercati finanziari proprio dalla loro introduzione. I Pir restano degli strumenti eccellenti e che hanno fatto il loro lavoro nel canalizzare parte del risparmio italiano verso l’investimento in imprese domestiche e nel creare un “feeling” positivo nei confronti della quotazione tra gli imprenditori italiani, anche medio-piccole. Non ultimo hanno portato maggiore attenzione degli investitori e liquidità sulle piccole e medie aziende». Secondo De Bellis può essere interessante sviluppare ulteriori strumenti di investimento specializzati sulle Pmi, in quanto per le società di piccole dimensioni sono necessari investitori specializzati. Questi strumenti avrebbero l’indubbio vantaggio di supportare le imprese domestiche nella loro crescita.

AimItalia (dati a fine luglio) con una capitalizzazione media delle società di 72 milioni non ospita più solo micro cap (il valore mediano è di 43 milioni). Ci sono aziende come Bio-on che in capitalizzazione supera il miliardo, Cellular line raggiunge i 177 milioni, Equita supera i 160 milioni e Costamp Group i 150 milioni, solo per citare alcuni esempi. Grazie ad un processo di quotazione più semplice sono arrivate sul segmento Aim tante storie di crescita che hanno imparato a confrontarsi con il mercato borsistico per poi passare a segmenti più “impegnativi” come Piteco che da martedì è passata su Mta. Passaggio, questo, che presto riguarderà anche Gpi mentre a breve dovrebbe arrivare su Star la già citata Equita. La prima a fare il salto è stata Sesa nel 2015 da Aim a Star, seguita da Giglio nel 2018 mentre sono arrivati su Mta dopo la palestra Aim Tecnoinvestimenti, Lu-Ve e Triboo Media nel 2018.

Il perché lo spiega ancora Anna Lambiase: «Abbiamo assistito negli ultimi 18 mesi a un sensibile miglioramento dei parametri di qualità del mercato rappresentati da una migliore liquidità, un numero di investitori in crescita associato a una più elevata coverage media e da un forte interesse di accesso al mercato dei capitali da parte delle aziende, specie Pmi». E poi proprio su Aim Italia sono arrivate e stanno arrivando tante società “ educate” al mercato dei capitali con Elite, il percorso messo a punto da Borsa Italiana.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...