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Aim, i Nomad finiscono sotto tiro. Un baco nelle regole sui controlli

Il doppio ruolo dell’advisor: vigila sullo sbarco in Borsa ma è pagato dalla matricola. Il caso Bio-on ha messo in evidenza uno dei punti deboli del mercato.

di Vitaliano D'Angerio


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3' di lettura

Chi controlla le aziende del listino Aim? Chi deve verificare i business plan o le operazioni con parti correlate di queste società? Tanti gli interrogativi del mercato sul listino delle piccole e medie imprese ad alto potenziale dopo l’esplosione del caso Bio-on e le indagini della magistratura e della Gdf bolognese. Al centro del dibattito, oltre ai controlli di Borsa Italiana e della società di revisione, c’è la figura del Nominated advisor (Nomad): società di consulenza che accompagna l’azienda sull’Aim, un mercato non regolamentato, e che supporta la stessa anche in fase di post listing.

Due gli elementi da segnalare in premessa: il Nomad è pagato dall’azienda che supporta sia in fase di ammissione che di negoziazione. Il Nomad a sua volta versa un corrispettivo annuale a Borsa Italiana dopo l’attribuzione della qualifica di Nominated Advisor. Niente di nuovo o di diverso da quanto avviene in altri mercati e in altri ambiti (agenzie di rating e società di revisione per esempio) ma è giusto aver chiari tali rapporti.

Nomad, Borsa e competenze

Innanzitutto c’è da analizzare la relazione tra l’advisor e Borsa Italiana. «Non si può pretendere che il Nomad si sostituisca in tutto e per tutto a Borsa Italiana – spiega Michele Calzolari, presidente di AssoSim che riunisce gli intermediari dei mercati finanziari –. Allo stesso tempo, nel momento di prendere incarichi dalle aziende bisogna fare i conti con le proprie competenze interne. Difficile che un Nomad possa essere esperto di tutti i settori di business». L’associazione delle società di intermediazione ha avviato una riflessione sul ruolo del Nomad ma nessuna iniziativa è stata ancora decisa. Stesso discorso per Consob che, come già evidenziato nei giorni scorsi, ha acceso da tempo un faro sulla vicenda Bio-on mentre per le regole del listino Aim, a quanto si sa, non vi sarebbero ancora iniziative in corso da parte dell’authority.

La posizione di EnVent

Ad alimentare la discussione è arrivata ieri sera una nota di EnVent Capital Markets, Nomad di Bio-on fino al 28 settembre scorso «quando ha esercitato il diritto di recesso per esser venuto meno il rapporto di fiducia, principio basilare dell’investment banking e di ogni relazione professionale e per l’impossibilità di esercitare le attività di ufficio del Nomad». A proposito dei rapporti con Bio-on viene sottolineato che «nonostante le numerose richieste, infatti, EnVent CM, in particolare da agosto in avanti, non ha avuto la possibilità di incontri e accesso alle informazioni e ai dati, da ultimo alla semestrale 2019». EnVent aggiunge di essere parte lesa nel procedimento giudiziario «e non ha subito alcuna perquisizione».

Forma e sostanza

Alla fine chi controlla l’azienda negoziata sull’Aim dopo l’ammissione? Consob è competente soltanto per la normativa sul market abuse. Un ruolo forte poi lo gioca sicuramente la società di revisione.

E il Nomad? Il regolamento Aim non è molto chiaro nella parte degli «obblighi previsti in via continuativa» (articoli 11 e seguenti). Molto chiaro invece un avviso di borsa, il numero 1951 dell’8 febbraio 2012, una sorta di “interpretazione autentica” del regolamento Aim dove si precisa che in fase di post-listing «il compito dell’advisor (Nomad, ndr) non sarà più quello di responsabile del mantenimento in quotazione dell’emittente ma si sostanzierà in una funzione di assistenza e supporto dell’emittente nell’attività di compliance regolamentare. Conseguentemente non verrà richiesta al Nomad una valutazione di appropriatezza in via continuativa».

Un baco nel sistema

Se dunque nella fase di ammissione, il Nomad è super-responsabile dell’azienda, in seconda battuta diventa un semplice supporto nell’attività di compliance regolamentare.

Tocca a Borsa Italiana, a questo punto, far fronte al “baco” nel sistema con una modifica al regolamento. Nel post listing forse ci vorrebbe qualcuno che lanci un alert se l’azienda negoziata sull’Aim non si comporta in modo corretto. Nel caso di Bio-on il segnale è arrivato da un fondo d’Oltreoceano, Quintessential. Paradossale però che tocchi a un hedge fund lanciare un Sos in Italia con tutti i controllori che ci sono.

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