pmi ad alto potenziale

Aim ai raggi X: il cartone ondulato raddoppia le quotazioni della bergamasca Grifal

di Valeria Novellini

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4' di lettura

Ci siamo: il 24 ottobre il Parlamento Ue ha approvato lo stop alla plastica monouso a partire dal 2021. E anche se la normativa prima di entrare effettivamente in vigore deve ora essere sottoposta all’esame del Consiglio europeo e dei vari Governi nazionali, sembra ormai quasi certo che fra pochi anni sarà vietata la vendita nell’Unione Europea di numerosi articoli ora di uso comune tra i quali gli articoli di plastica ossi-degradabili (sacchetti, buste e imballaggi) e i contenitori per fast-food in polistirolo espanso. Per questi prodotti un'alternativa ecologica può essere rappresentata dal cartone, notoriamente eco-compatibile e riciclabile, e qui si inserisce il gruppo bergamasco Grifal, quotato all’Aim Italia dallo scorso primo giugno.

Dall’Ipo a 2,6 euro alle quotazioni attuali (4,5 euro)

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Il mercato ha già apprezzato le prospettive della società dato che il titolo, collocato a un prezzo di Ipo pari a 2,6 euro per azione, quota attualmente intorno ai 4,5 euro. Ma c’è ancora spazio per crescere? Grifal ha chiuso il primo semestre 2018 con ricavi pari a circa 8,9 milioni, un ebit di 377 mila euro e un utile netto di 160 mila euro, che rispetto agli analoghi valori rielaborati per lo stesso periodo dell’esercizio precedente (il gruppo è stato oggetto di diverse operazioni di conferimento avvenute nel frattempo), hanno dato luogo rispettivamente a incrementi dell’11,6%, del 41,8% e del 45%. Al 30 giugno 2018, l’indebitamento finanziario netto ammontava a 4,2 milioni, in diminuzione rispetto ai 6,7 milioni di fine 2017 grazie ai proventi dell’Ipo (circa 4,6 milioni al netto di commissioni e spese), avvenuta interamente tramite aumento di capitale ad eccezione della greenshoe esercitata successivamente. Il rapporto debt/equity al 30 giugno 2018 era di 0,59 volte, quindi su livelli del tutto fisiologici.

Ricavi e margini nel 2019 dovrebbero essere trainati dal prodotto «cArtù»

A differenza di gran parte delle società quotate all’Aim, Grifal ha indicato nel documento di ammissione ben precisi obiettivi numerici per l’esercizio in corso e il successivo (non considerando peraltro gli effetti dell’aumento di capitale posto in essere per l’Ipo). In particolare i ricavi dovrebbero raggiungere quest’anno 18,6 milioni e nel 2019 22,8 milioni (in aumento quindi del 22,6%), mentre l’ebit 2018 dovrebbe ammontare a 818mila euro e salire del 57,8%, a 1 milioni e 291mila euro, nel 2019. Obiettivi trainati dalla vendita del prodotto brevettato “cArtù”, lanciato nel 2017 (un cartone ondulato molto resistente che consente di sostituire il polistirolo e le altre plastiche per imballaggio), le cui vendite dovrebbero raggiungere 4 milioni nel 2019.
Ma anche le famiglie di prodotto più “tradizionali” dovrebbero contribuire all’incremento del giro d’affari e in particolare gli imballi complessi (altamente personalizzati, integrano cartone, legno, polietilene espanso, poliuretano espanso e sistemi di imballo a sospensione), che nel 2019 dovrebbero generare 8,4 milioni di ricavi, e la categoria “Mondaplen” (foglio ondulato di polietilene

Ciotti (Corepla): "Possibile il riciclo di stoviglie in plastica"

espanso abbinato a uno o a due fogli piani rispettivamente nelle versioni “onda scoperta” e “onda coperta” grazie ad un innovativo processo di ondulazione brevettato), con 4,5 milioni di ricavi stimati nel 2019.

Strategia di crescita tramite maggior distribuzione e partnership
La crescita più che proporzionale della redditività rispetto al giro d’affari dovrebbe anch’essa derivare dal sempre maggior peso previsto per le vendite di “cArtù”, prodotto ad elevato margine. Ce la farà Grifal a raggiungere questi ambiziosi obiettivi? Il piano industriale prevede tra l’altro l’apertura nel 2019 di due centri di distribuzione integrati dedicati soprattutto a cArtù situati in Italia e Germania vicino agli impianti produttivi di due dei principali clienti; ma è prevista anche la creazione di una rete di filiali in Italia e all’estero nonché lo sviluppo di partnership con altri scatolifici al fine di avviare dei centri di trasformazione integrati. E non è esclusa la crescita per linee esterne tramite acquisizioni e/o joint-venture con altri operatori del settore. Il capex (investimenti materiali e immateriali, ndr) stimato per gli esercizi 2018 e 2019 è di complessivi 5,3 milioni e sembra alla portata del gruppo, che genera cash flow. Nel primo semestre 2018 il capex è ammontato a 0,9 milioni. Nel mese di luglio sono poi state avviate le procedure per la costituzione della controllata al 100% in Germania Grifal Gmbh.

cArtù presentato a Norimberga
Il prodotto cArtù è stato recentemente presentato alle principali fiere di settore,

FachPack 2018 a Norimberga e Ipack-Ima 2018 a Milano. È stato anche fatto conoscere al pubblico grazie alla realizzazione delle decorazioni per l’evento “Stracciatelling” tenutosi a Bergamo lo scorso giugno e dedicato al gelato al gusto stracciatella, inventato dal gelataio locale Enrico Panattoni nel 1961 e ora divenuto marchio registrato con relativo disciplinare di produzione. Attenzione però. Grifal presenta ottime prospettive, specie in chiave ecologica, ed ha ottenuto la qualifica di Pmi innovativa con le relative agevolazioni fiscali per chi investe nelle sue azioni. Ma il flottante, come spesso accade per l’Aim Italia, è piuttosto contenuto e attualmente di poco superiore al 19% (l’azionista di riferimento è la famiglia Gritti da cui deriva anche il nome della società), per cui la volatilità del titolo è da mettere in conto.

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