Pmi ad alto potenziale

Aim ai raggi X: Casta Diva riparte e prova a limitare gli effetti del coronavirus

Il Piano Industriale 2020 – 2022 ha già indicato per il 2019 ricavi pari a 35,2 milioni, un ebitda di 0,2 milioni e un ebit rettificato di 0,5 milioni

di Valeria Novellini


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(© Massimo Pizzotti)

5' di lettura

Ricomincia da due (business unit) Casta Diva Group, il cui piano industriale 2020 – 2022 tiene già conto, per l'anno in corso, dei prevedibili effetti delle misure adottate dalle autorità contro la diffusione del Covid-19 che hanno dato luogo alla chiusura per una settimana del Blue Note (i relativi concerti sono stati riprogrammati per la prima settimana di giugno) e lo spostamento di alcuni eventi che erano stati già confermati per il primo trimestre dell'anno.

Non è stato un anno facile il 2019 per Casta Diva Group

Nella prima metà dell'anno un'accesa diatriba tra soci di riferimento ha portato a un notevole ricambio azionario e manageriale, con l'uscita dal gruppo dell'amministratore delegato Luca Oddo e del direttore generale e cfo Francesco Merone. Oggetto del contendere il settore comunicazione strategica, facente capo dal secondo semestre 2018 alla società di nuova costituzione K2 Com Srl e che, secondo il precedente piano strategico 2018 – 2021, avrebbe dovuto raggiungere nel 2019 ricavi pari a quasi 1,7 milioni. Ma nel 2018 il fatturato di tale area è stato di soli 124.000 euro (contro un'indicazione di 300.000 euro nel piano strategico 2018 - 2021) e nel mese di luglio 2019 questa business unit è stata chiusa, riattribuendone le attività alle altre aree “storiche” del gruppo (Advertising Production e Live Communication & Entertainment).

Oltre a Luca Oddo e Francesco Merone, a inizio 2020 ha lasciato Casta Diva Group anche Francesco Aldo De Luca, che era stato nominato Cfo e investor relator il 9 agosto 2019 in sostituzione di Francesco Merone. E' stato sostituito nelle medesime funzioni da Guido Palladini, in precedenza Cfo di un'altra società del settore media dell'Aim Italia: Lucisano Media Group.

L’azionariato di Casta Diva
Quanto all'azionariato di Casta Diva Group, Reload Srl (facente capo all'attuale Presidente e ad Andrea De Micheli) è l'azionista di maggioranza con il 52,61% del capitale sociale, mentre Luca Oddo detiene tuttora una quota del 14,44%. Questo dopo l'aumento di capitale a pagamento che si è concluso a fine ottobre 2019 (in ragione di 1 azione ogni 2 possedute a 0,5 euro per azione), di cui sono state sottoscritte e richieste in prelazione complessivamente 4.074.904 nuove azioni (su un massimo di 6.357.938 emettibili, quindi pari al 64,1% delle azioni offerte in opzione), per un controvalore totale di circa 2,03 milioni.

Il Piano Industriale al 2022 include l'avvio di nuove attività
Il Piano Industriale 2020 – 2022 ha già indicato per il 2019 (i dati definitivi e completi saranno resi noti il prossimo 30 marzo) ricavi pari a 35,2 milioni, un ebitda di 0,2 milioni (0,7 milioni su base rettificata) e un ebit rettificato di 0,5 milioni, mentre a fine 2019 l'indebitamento finanziario netto dovrebbe essere stato pari a 1,9 milioni. Il Piano Strategico 2018 – 2020 stimava per il 2019 ricavi per 35,9 milioni, ma soprattutto un ebitda di 1,9 milioni (2,2 milioni su base rettificata) e un ebit rettificato di 1,3 milioni; l'indebitamento finanziario netto a fine 2019 avrebbe dovuto invece essere più alto (2,5 milioni), ma non teneva ovviamente conto dell'aumento di capitale che ha avuto luogo nel frattempo.

Nel primo semestre 2019 i ricavi del gruppo sono ammontati a 21,7 milioni, l'ebitda a 609.000 euro (quello rettificato a 720.000 euro) ed era stata evidenziata una perdita operativa di 48.500 euro (dato che gli oneri non ricorrenti ammontavano a 111.000 euro, l'ebit rettificato dovrebbe essere stato positivo per circa 62.500 euro). L'indebitamento finanziario netto al 30/6/2019 era pari a 1,6 milioni, contro 0,79 milioni a fine 2018.
Il Piano Industriale da poco approvato prevede nel 2020 ricavi solo in lieve crescita a 35,6 milioni, che dovrebbero balzare però a 42,8 milioni nel 2021 (+20,6%) e a 49,1 milioni nel 2022 (+14,7%).

Stime queste superiori a quelle indicate per il 2021 nel precedente Piano Industriale. Anche per i margini reddituali 2021 le indicazioni sono più elevate rispetto al Piano 2018 – 2020: nel 2020 l'ebitda dovrebbe ammontare a 2,2 milioni per poi passare a 3,8 nel 2021 (+52%) e 4,8 nel 2022 (+26,3%), mentre l'ebit rettificato, stimato pari a 1,3 milioni nel 2020, dovrebbe raggiungere 2 milioni nel 2021 (+53,8%) e 3,3 milioni nel 2022 (+65%). La posizione finanziaria netta, prevista ancora negativa per 0,7 milioni a fine 2020, dovrebbe poi assumere valori positivi (liquidità netta) rispettivamente per 0,1 e 0,6 milioni a fine 2021 e 2022.

Attenzione: questi obiettivi sono “stand alone” (non includono cioè una crescita per linee esterne), ma prevedono che Casta Diva Group possa estendere la propria attività ad aree di business finora non esplorate, e di cui quindi non è possibile stimare compiutamente l'impatto sui risultati del gruppo.

Buone prospettive per commesse sugli spot, critica la situazione eventi

Per il 2020 Casta Diva Group continuerà a puntare, in primo luogo, sulle aree di business in cui ha già una presenza rilevante; nel primo bimestre dell'anno il gruppo si è aggiudicato gare per la realizzazione di spot, progetti ed eventi per oltre 6 milioni complessivi (tra queste la produzione della campagna Tv Swiffer con Luciana Littizzetto), il riposizionamento di Citrosodina (gruppo Bayer) sul mercato italiano tramite attività multicanale e la realizzazione di eventi per i gruppi Allianz, BMW, Ferrovie dello Stato, Lundbeck, Huawei.

Vi è inoltre la commessa relativa a eventi per la promozione dell'immagine della Regione Puglia (massimi 7 milioni nel biennio 2020 – 2021, ma la controllata G.2 Eventi Srl fa parte di un raggruppamento temporaneo di imprese con altre 2 aziende e non è ancora nota quale sarà la quota di spettanza di Casta Diva Group); sempre G.2 Eventi Srl ha vinto, insieme a altre 3 aziende, una gara indetta da Poste Italiane che secondo il management potrebbe apportare a Casta Diva Group circa 6 milioni di ricavi tra il 2020 e il 2021.

Il Blue Note potrà fungere da palcoscenico per alcuni eventi aziendali (non appena saranno fugati i timori legati al coronavirus) anche grazie alla gestione unificata della centrale acquisti Food & Beverage in partnership con lo storico ristorante milanese “Don Lisander”, da cui si attende un impatto positivo sull'ebitda fino a 100.000 euro annui, e che ha consentito di inserire nel menù del locale 4 piatti della tradizione meneghina siglati dal “Don Lisander” oltre all'innovativo menù cajun, ispirato alla terra del jazz (New Orleans), lanciato a ottobre 2019 e unico nel suo genere a Milano.

Certamente, le stime indicate dal “Monitor degli eventi e della live communication 2019” realizzato da Astra Ricerche per Adc Group, che vedevano un incremento di questo settore in Italia pari al 10% nel biennio 2020 – 2021, per un valore complessivo di 1 miliardo, non appaiono più molto realistiche alla luce della crisi innescata dal coronavirus. Riuscirà Casta Diva Group a sorprenderci con le nuove iniziative? Questa è anche la sfida per il nuovo management, che nel 2020 percepirà emolumenti massimi recentemente innalzati a 700.000 euro rispetto ai 300.000 euro previsti in precedenza.

Inoltre l'associazione di settore Assoeventi ha recentemente richiesto al Governo e alle Regioni misure straordinarie che consentano di limitare gli effetti negativi del rinvio di numerosi eventi ai mesi estivi.

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