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Aim ai raggi X: Circle, opportunità di crescita dal porto di Genova

di Valeria Novellini

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(Sergii Figurnyi - stock.adobe.com)


3' di lettura

Portare all'Aim Italia una società genovese connessa con il settore portuale dopo il crollo del Ponte Morandi? Sembra una contraddizione in termini ma Circle, lo scorso 26 ottobre, ce l'ha fatta. La società attiva nel comparto della consulenza direzionale per l'automazione e digitalizzazione del settore portuale ha inoltre chiuso il 2018 con un balzo del valore della produzione pari al 20% (da 4,1 a 4,9 milioni) e un ebitda in crescita di circa il 30% (da 1 a 1,3 milioni). Le dimensioni sono ancora piccole e va ricordato che i dati 2017 sono relativi al bilancio consolidato pro-forma che include la controllata al 51% Info.Era, acquisita a fine novembre.

Un’azienda fondata nel 2012

Circle è quasi una start-up, essendo stata fondata nel 2012 a seguito di un management buy-out mediante lo scorporo di un ramo d'azienda della società Circle Cap Srl. Nel mese di giugno 2016 ha assunto la qualifica di Pmi innovativa, che consente ai suoi investitori di usufruire dei relativi benefici fiscali. I dati completi del 2018 saranno resi noti il prossimo 15 marzo, ma va comunque rilevato che con riferimento ai dati consolidati del primo semestre 2018, a fronte di un valore della produzione pari a 2,4 milioni (di cui 1,8 di ricavi da vendita), l'ebitda era ammontato a 643.000 euro, l'ebit a 480.000 euro e l'utile netto a 383.000 euro. Il gruppo disponeva di una liquidità netta di 855.000 euro che, ovviamente, non includeva ancora i proventi dell'Ipo pari a circa 1,5 milioni.

Previste nuove partnership ed eventuali acquisizioni

I progetti di sviluppo di Circle sono ambiziosi e sono rivolti in primo luogo alla crescita interna tramite nuovi moduli dei software proprietari Milos e Sinfomar (quest'ultimo acquisito tramite Info.Era), in particolare dedicati alle attività ferroviarie, internazionali, doganali e di utilizzo dell'Internet of Things. Però non è esclusa un'espansione per linee esterne, tramite acquisizioni nell'ambito del Mediterraneo e nuove partnership. Attualmente Circle opera all'estero prevalentemente tramite partner locali, e in tal modo si è assicurata la presenza in Belgio (con il partner strategico Magellan), Portogallo, Spagna, Romania, Turchia, Iran e Arabia Saudita. Dopo lo sbarco all'Aim sono state siglate nuove partnership in Turchia e in Bulgaria (in quest'ultimo caso con l'istituzione locale Bulgarian Ports Infrastructure, che ha il compito di gestire le infrastrutture portuali bulgare).

Siglati contratti europei per la digitalizzazione della logistica

Poi vi sono i nuovi contratti: a inizio 2019 Circle, insieme al partner tedesco HaCon, si è aggiudicata un contratto con la Commissione Europea Dg Move (della durata di 9 mesi e un controvalore complessivo di 136.000 euro) per studiare le opportunità di evoluzione delle applicazioni telematiche per il trasporto merci (Taf Tsi) impiegate nell'interoperabilità ferroviaria. Un altro progetto con Dg Move, insieme al partner belga Ads Insight e al tedesco Isl, ha un ammontare complessivo di 660.000 euro e una durata di 42 mesi e sarà destinato al piano di sviluppo delle Autostrade del Mare “MoS Implementation Plan 2019-2022”. La società coordina inoltre il progetto europeo “Horizon 2020 DocksTheFuture” e in particolare il “Logistic Data Space” finalizzato a promuovere innovazioni nel mondo della logistica tra cui IoT e blockchain, ed ha ricevuto per questo un co-finanziamento pari a 146.000 euro. In Italia poi Circle è partner del Ministero dello Sviluppo Economico in due centri di competenza, di cui uno che sosterrà la sicurezza delle merci, delle persone e del flusso dei dati nel Porto di Genova.

Genova e il Porto

Già, il Porto di Genova. Nonostante il crollo del Ponte Morandi la struttura portuale ha chiuso il 2018 con una movimentazione di merci in crescita dello 0,28% (+0,95% per il traffico commerciale), mentre i container (misurati in Teu ossia twenty-foot equivalent unit, che esprime il volume di un container standard) sono scesi dello 0,5% e il movimento passeggeri è salito del 2,94% a 3.110.432 unità, trainato dalle crociere (+9,32%). Appare evidente che il dinamismo del porto ligure rimane notevole e Circle, pertanto, potrebbe essere anche “propheta in patria” assistendo gli scali liguri, oltre a quelli del Mediterraneo, verso la progressiva digitalizzazione. Ricordiamo che il piano di rilancio del Porto di Genova presentato a fine gennaio prevede 1 miliardo di investimenti in 3 anni (40% pubblici, 60% privati), di cui circa 450 milioni già disponibili.

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