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Aim ai raggi X: Digital Value studia per andare nel listino dei grandi

di Valeria Novellini


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3' di lettura

Le dimensioni non sono proprio quelle di una società dell'Aim Italia. Digital Value, società attiva nel settore delle soluzioni e servizi It, ha infatti chiuso l'esercizio 2018 con ricavi balzati del 15,1% a 298,1 milioni, mentre l'ebit è salito del 28,4% a 21,5 milioni e l'utile netto del 37% a 14,8 milioni. Ma si tratta di dati pro-forma: infatti Digital Value è effettivamente “nata” il 4 settembre 2018 dall'aggregazione di due storici gruppi del settore It, Itd Solutions e Italware. Questo è il motivo per cui l'ingresso nel mercato azionario non è avvenuto direttamente al Mta.

Peraltro Digital Value ha stabilito anche un altro record, in quanto è stata la prima (e per ora l'unica) società ad approdare all'Aim Italia, l'8 novembre 2018, tramite il modello “Spac in Cloud” che prevede, prima dell'ingresso in un mercato borsistico, l'investimento in una società scelta fra quelle presenti nel paniere Elite di Borsa Italiana da parte di un gruppo di promotori (come avviene nel modello delle Spac) e di un cornerstone investor, vale a dire un azionista significativo che in questo caso è stato il fondo chiuso Ipo Club del gruppo Azimut. Oltre ai promotori e al cornerstone investor viene poi consentito ad altri investitori (detti “follow-on investor”) di acquistare le azioni al prezzo di offerta (che non a caso per Digital Value è stato di 10 euro per azione come avviene per le Spac), il tutto tramite la piattaforma tecnologica dedicata di Elite Club Deal.

Raccolti quasi 22 milioni netti in sede di Ipo

La raccolta complessiva di nuovi fondi, tutti in aumento di capitale, è stata di 21,9 milioni al netto delle spese connesse all'Ipo pari a 0,6 milioni. Questa somma potrà essere ora impiegata per lo sviluppo del gruppo Digital Value, che intende espandersi, sia per linee interne sia tramite acquisizioni, in settori It ad alto potenziale di mercato e di crescita (servizi alle infrastrutture, servizi all'intelligent networking, security), oltre a incrementare la presenza nei comparti finance, energy e automotive. Anche per tale ragione Digital Value ha preferito non distribuire dividendi agli azionisti per l'esercizio 2018; va del resto rilevato che l'incidenza dei costi di aggregazione e quotazione sul bilancio 2018 della capogruppo è stata significativa, dando luogo a una perdita netta di 0,5 milioni. Per il futuro però il management ritiene che vi sarà una capacità strutturale di distribuire dividendi.

I risultati 2018 (ebitda pari a 24 milioni e liquidità netta a fine anno di 31,8 milioni) sono stati nettamente superiori ai target di 22,6 e 15 milioni indicati in sede di Ipo per la conversione automatica in azioni ordinarie della prima tranche di 1.335.335 price adjustment shares (azioni non quotate che dispongono di un meccanismo di ristoro economico da parte dei detentori delle azioni qualora il gruppo non raggiunga gli obiettivi economici predefiniti). Rimane in essere una seconda tranche di price adjustment shares, dello stesso numero della precedente, la cui conversione in altrettante azioni ordinarie avrà luogo se il gruppo Digital Value riuscirà nel 2019 a raggiungere un ebitda di 25,6 milioni e una liquidità netta a fine anno di 21 milioni.

Inizio 2019 con ricavi in aumento a doppia cifra e nuovi contratti

Le premesse per un buon risultato 2019 ci sono, in quanto nel primo trimestre il gruppo ha evidenziato un incremento dei ricavi pari al 10% a 72 milioni. Inoltre sono stati stipulati diversi contratti di ammontare significativo, tra cui uno per la fornitura di tecnologia “cloud based” per un operatore tlc da oltre 5 milioni, la fornitura di soluzioni datacenter per il ministero dell'Interno per più di 5 milioni, la virtualizzazione dei sistemi informativi di Sogei (società It del ministero dell'Economia) per 18 milioni, ed un contratto triennale 2019-2021 da 7,5 milioni per i sistemi di vendita in area Emea di una società italiana leader nel settore healthcare.

Digital Value si è anche aggiudicata una gara del valore stimato di oltre 20 milioni entro aprile 2023 per la fornitura di servizi workplace management al principale operatore italiano del settore petrolchimico. Per il biennio 2019-2020 le stime della società di consulenza specializzata Sirmi indicano un cagr di circa l'8% per il mercato dei servizi di gestione It (management services) in Italia e il gruppo sembra per ora crescere al di sopra della media. Grazie ai mezzi finanziari raccolti in sede di Ipo, e nonostante il target di liquidità netta a fine anno di 21 milioni per la conversione della seconda tranche delle price adjustment shares, Digital Value ha ora la possibilità di proporsi come “aggregatore” nel settore It italiano e, chissà, di passare in tempi ragionevolmente brevi al Mta.

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