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Aim ai raggi X: ecco le tre stelle da monitorare

Antares Vision (sistemi di ispezione visiva e tracciatura prodotti), Sirio (catering) e Officina stellare (telescopi) sono tre aziende dell’Aim con business diversi ma tutte da tenere d’occhio per le loro potenzialità

di Valeria Novellini


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(Afp)

4' di lettura

Nel giro di pochi mesi all'Aim Italia hanno esordito la stella più brillante del cielo notturno (Sirio), la più luminosa della costellazione dello Scorpione (Antares) e una vera e propria Officina Stellare. Si tratta naturalmente di tre società, appartenenti a settori diversissimi tra loro ma accomunate da ambiziosi piani di sviluppo. Antares Vision, azienda bresciana attiva nel comparto delle soluzioni e sistemi di ispezione visiva e tracciatura di prodotti soprattutto per il settore farmaceutico. Ha esordito all'Aim Italia lo scorso 18 aprile dopo la “business combination” con la SPAC Alp.I promossa da Mediobanca.

Ha chiuso l'esercizio 2018 con un balzo dei ricavi pari al 32,9% a 118,8 milioni e un ebit in crescita del 47,1% a 32,7 milioni, mentre l'utile netto è salito del 47,5% a 23,1 milioni.

Antares, gli azionisti di riferimento

Fra gli azionisti di riferimento, oltre ai soci fondatori tramite Regolo Srl (con il 74,2%, vi è la società Sargas Srl (con il 13,9%) creata da un gruppo di investitori industriali tra cui Guido Barilla. Antares Vision, che date le dimensioni potrebbe ambire al passaggio al MTA (il flottante al momento è però molto basso e pari a circa il 12%), grazie all'aggregazione con Alp.I dispone di liquidità per quasi 50 milioni (dopo costi di ammissione all'Aim Italia per 890.000 euro) e ha come obiettivi l'ulteriore rafforzamento della leadership nel settore farmaceutico e, grazie fra l'altro all'expertise di Sargas, l'accelerazione della crescita nei settori industriali quali Food & Beverage, cosmetica e lusso. Inoltre è stata ampliata la presenza internazionale con la costituzione di 3 nuove filiali in Russia, India e Hong Kong, e il gruppo prevede un ulteriore sviluppo anche nelle Americhe, dato che in gran parte del mondo stanno per essere introdotte normative di tracciabilità su beni di largo consumo oltre a quelle già vigenti sui prodotti farmaceutici. La prima acquisizione annunciata post-IPO riguarda infatti il 51% della società brasiliana T2 Software SA per 2 milioni di reais (circa 455.000 euro).

La ravennate Sirio e il catering

Di tutt'altro genere l'attività di Sirio, gruppo ravennate presente all'Aim Italia dal 10 giugno che ha raccolto in IPO circa 8,46 milioni al netto delle spese e commissioni di collocamento. La società è leader in Italia nel catering commerciale del settore ospedaliero con 61 punti vendita, ma a partire dal 2006 ha avviato una diversificazione nel settore autostradale con il brand “SirioGrill” (7 punti vendita specie sull'A22 Modena-Brennero), in quello aeroportuale (con il brand “La Ghiotta” è presente nell'Aeroporto di Bologna e con “Caffè Pascucci” in quello di Genova), è franchisee per il colosso Burger King con 3 punti vendita e ha avviato la gestione di alcuni locali storici (bar e pasticcerie) a Imola (MO). Ma soprattutto ha siglato un accordo quadro con Cioccolatitaliani per 5 punti vendita in franchising entro 3 anni e ha aperto un sushi bar ad Ancona con il nuovo brand “Zako”.

I numeri di Sirio

La ristorazione commerciale è impegnativa e competitiva, ma nonostante questo Sirio nel 2018 ha visto crescere i ricavi dell'8,8% a 64,4 milioni e l'ebit del 36,3% a 4 milioni, ma un'incidenza fiscale ben del 61,4% ha portato a una flessione dell'utile netto pari al 35,4% a circa 1,3 milioni. Al 31 dicembre 2018 il rapporto Debt/Equity, ovviamente prima dei nuovi mezzi finanziari raccolti con l'IPO, era pari a 1,7 volte. La strategia prevede l'espansione della rete di vendita in tutti i canali oltre all'ingresso nelle aree di sosta situate presso strade urbane ed extraurbane (in partnership con i gruppi Oil & Gas Petrolifera Adriatica e Retitalia), ed ha deciso di avviare il re-branding dei propri marchi e il restyling dei punti vendita.

I telescopi dell’Officina

Infine la veneta Officina Stellare, che è stata accolta all'Aim Italia il 26 giugno con un balzo superiore al 50% rispetto al prezzo di IPO, è fra le più piccole aziende del mercato, con un valore della produzione 2018 balzato dell'81% a circa 5 milioni (i soli ricavi di vendita sono aumentati del 29% a 2,7 milioni), un ebit balzato da 80.000 a 645.000 euro e un utile netto passato da 26.000 a 427.000 euro. Performance stellari che non possono stupire visto che l'azienda realizza telescopi e strumentazioni ottiche d'eccellenza per i settori Aerospace, Prosumer (consumatori professionali) e per la ricerca. Il nome e il logo della società sono ispirati alle Pleiadi, le stelle disegnate da Galileo Galilei nel “Sidereus Nuncius” del 1610 proprio grazie a un telescopio; in particolare si tratta di Merope, la cosiddetta “stella perduta” secondo la mitologia. Officina Stellare però non ha alcuna intenzione di perdersi e ha già indicato per il 2019 e il 2020 un valore della produzione rispettivamente pari a 8,1 e 13,2 milioni e un ebitda di 2,9 e 4,4 milioni (1,1 milioni nel 2018): ma attenzione, non si tratta di numeri campati in aria dato che per il 2019 sono già in corso di produzione commesse per 6,9 milioni e il portafoglio ordini attuale è complessivamente pari a 11 milioni.

A fine 2018 il rapporto Debt/Equity era pari a circa 2,2 volte ma, anche grazie ai circa 3 milioni netti raccolti in IPO, la società dovrebbe continuare a presentare una posizione finanziaria netta positiva sia a fine 2019 che a fine 2020. Date le piccole dimensioni la strategia di crescita non prevede acquisizioni ma il rafforzamento delle strutture produttive (la cosiddetta “Space Factory” di Sarcedo, in provincia di Vicenza), nonché il lancio di prodotti e applicazioni commerciali con il brand “OS” che saranno venduti anche tramite una nuova struttura di marketing e filiali commerciali negli Usa e nell'area Apac, che sono i mercati di riferimento per i prodotti di Officina Stellare. Tre stelle all'Aim Italia, ciascuna unica nel suo genere.

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