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Aim ai raggi X: Fope saluta e se ne va. Dai 2,9 euro dell’Ipo ai 9,25 del delisting

Il 21 febbraio è stato siglato un accordo per la cessione alla società di investimento CoMo Srl del 71,2% e sulla residua quota sarà lanciata un’Opa

di Valeria Novellini

4' di lettura

A novembre 2019 il Family Business Study 2019 della società di consulenza internazionale Russell Reynolds affermava che in Italia meno del 30% delle aziende familiari sopravvive alla terza generazione. Tra le aziende “virtuose” per quanto riguarda i passaggi generazionali veniva citato il caso Fope, acronimo di Fabbrica Oreficeria Preziosi Esportazioni, azienda vicentina di gioielleria facente capo alla famiglia Cazzola fin dal 1929 (in occasione del novantesimo anniversario nel 2019 Fope è stata oggetto di rebranding, con nuovo logo e colori aziendali).

Sin dal 2008 però la gestione operativa è stata affidata al manager esterno Diego Nardin in qualità di amministratore delegato, presente in azienda fin dal 2005 come consulente strategico e che ha traghettato Fope alla negoziazione presso l'Aim Italia avvenuta il 30 novembre 2016.

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Non saranno però gli esponenti della quarta generazione della famiglia Cazzola a delineare lo sviluppo di Fope in futuro: il 21 febbraio 2020 è stato siglato un accordo per la cessione alla società di investimento CoMo Srl (sigla che sta per Claudio Costamagna e Andrea Morante, banchieri d'affari con vasta esperienza) del 71,2% di Fope a 9,25 euro per azione, e sulla residua quota del capitale sociale sarà lanciata un'Opa che porterà al delisting della società. Fope sparirà quindi dall'Aim Italia dopo poco più di tre anni, anche se i nuovi azionisti intendono confermare Diego Nardin nel ruolo di amministratore delegato per garantire la continuità della gestione.

Esercizio 2019 positivo e possibile riduzione tax rate per Patent Box
Fope ha chiuso il 2019 con ricavi in crescita dell'11,8% a 35 milioni, incremento conseguito sia nel mercato domestico che nei più importanti mercati esteri. I dati completi dell'esercizio 2019 saranno resi noti il 26 marzo 2020. Nel primo semestre 2019 Fope, a fronte di un fatturato in aumento solo dell'1,6% a 15,5 milioni (di cui l'81% conseguito all'estero), aveva visto una sostanziale stazionarietà dei margini reddituali, con un ebit in contrazione del 2,1% a 2,57 milioni e un utile netto che si era attestato a 1,86 milioni (-2,2%) come risultato di oneri finanziari netti pari a circa 133.000 euro ma un tax rate sceso dal 27,9% al 23,6%.

Va ricordato che nel mese di aprile 2019 la capogruppo ha siglato un accordo con l'Agenzia delle Entrate per l'accesso, con riferimento agli anni di imposta 2016 – 2020, al regime di tassazione agevolata Patent Box riconosciuto alle imprese che producono redditi tramite l'utilizzo diretto e indiretto di brevetti, marchi, disegni o modelli, opere d'ingegno e altre attività immateriali. Ed è proprio il caso di Fope, che oltre a essere titolare di un ben noto brand ha depositato numerosi brevetti tra cui in particolare, nel 2007, quello relativo alla collezione “Flex'It” in maglia elastica caratterizzata da microscopiche molle in oro che vengono inserite tra ciascun elemento della maglia.

L'incidenza fiscale 2019 dovrebbe quindi risultare significativamente inferiore a quella del 2018. Al 30 giugno 2019 l'indebitamento finanziario netto ammontava a 3,9 milioni a fronte di soli 0,11 milioni a fine 2018; nel frattempo è stato distribuito un monte dividendi di 1,75 milioni e sono stati effettuati investimenti per 2,05 milioni, per lo più riferiti ai lavori di ampliamento della sede, attrezzature e beni finalizzati all'attività commerciale e apparecchiature tecnologiche impiegate nel processo produttivo. Grazie alla continua crescita delle quotazioni dell'oro è però anche salito del 26,75%, a 2,08 milioni, il valore dello stock di magazzino in relazione a una maggior quantità di oro fino rispetto al 2018. A fine giugno 2019 il rapporto Debt/Equity rimaneva molto contenuto e pari a 0,24 volte.

Il flottante è rimasto limitato ma gli obiettivi dell'Ipo sono stati ottenuti
Dopo lo sbarco all'Aim Italia a fine 2016, Fope ha incrementato il flottante (che al momento dell'Ipo era inferiore all'11%), mediante due “accelerated bookbuilding” di cui uno a fine settembre 2018 (2,74% del capitale sociale a 6 euro per azione) e uno ad aprile 2019 (5% del capitale sociale a 6,6 euro per azione); nel frattempo era avvenuta, a inizio 2019, la precoce scomparsa a soli 45 anni di Giulia Cazzola, direttore marketing dell'azienda sin dal 2006 e che dal 2013 coordinava le iniziative e campagne del brand Fope in tutto il mondo.

Al termine dei 3 periodi di esercizio del “warrant Fope 2016 – 2019”, emesso in occasione dell'Ipo, e dopo il primo periodo di conversione delle obbligazioni “Fope convertibili 4,5% 2016 – 2021”, il flottante dell'azienda risultava pari al 17,29% (quindi comunque su livelli contenuti).

Rispetto alle indicazioni strategiche fornite in sede di Ipo, Fope ha posto in essere gran parte delle politiche annunciate: a luglio 2019 ha aperto un flagship store a Londra (uno dei principali mercati esteri in cui l'azienda opera), in partnership con Watches Switzerland Group con cui vi era una collaborazione sin dal 2014; ha costituito una filiale operativa in un altro mercato strategico, gli Usa; ha avviato sul proprio sito l'attività di e-commerce ed ha acquisito una partecipazione del 20% nel prestigioso brand milanese di alta gioielleria Antonini.

L'incremento dei corner shop-in-shop (attualmente 20 in UK, Germania, Usa, Emirati Arabi, Malesia e altri Paesi del Far East), altro punto della strategia delineata in occasione dell'Ipo, quando tali punti vendita erano solo 3, sarà uno dei leitmotiv del 2020.

Dall'Ipo avvenuta a 2,9 euro per azione, il delisting avverrà a 9,25 euro per azione. Per gli esercizi 2017 e 2018 sono inoltre stati distribuiti dividendi (rispettivamente 0,125 e 0,35 euro per azione, con pay-out 27,2% e del 53% sull'utile netto della capogruppo). Continuerà a brillare il futuro di Fope con i nuovi azionisti? A capo dell'azienda rimarrà l'esperto Diego Nardin, ma bisognerà verificare se l'uscita dalla compagine sociale di Umberto e Ines Cazzola, che da anni guidavano il team di sviluppo prodotti, si farà sentire sulle future collezioni.

Per ora, dopo la partecipazione con successo di Fope a VicenzaOro January 2020, è stata confermata la fiera Baselworld dal 30 aprile al 5 maggio 2020, nonostante alcune importanti defezioni per i timori sul coronavirus. Poiché per Fope Baselworld è la manifestazione fieristica che produce maggiori risultati in termini di volumi di raccolta ordini e numero di clienti incontrati, nonché visibilità per la presenza dello stand dell'azienda nel padiglione di maggior prestigio, un'eventuale cancellazione della fiera (come è avvenuto per il salone dell'alta orologeria di Ginevra che avrebbe dovuto svolgersi dal 25 al 29 aprile 2020) non sarebbe una buona notizia per la società vicentina.

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