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Aim ai raggi X: Gismondi 1754, nuovo modello di business per reagire alla crisi

La gioielleria genovese, a seguito del Covid, ha dovuto reinventare la strategia delineata in sede di Ipo che prevedeva, fra l’altro, l’apertura di nuovi corner presso la catena Neiman Marcus

di Valeria Novellini

4' di lettura

Rimarranno due le aziende del settore gioielleria presenti sull’Aim Italia, dato che non sarà perfezionata la prevista acquisizione tramite Opa (con possibilità di delisting) della partecipazione del 71,2% di Fope, anche in considerazione della flessione delle quotazioni a causa della crisi innescata dal Covid-19, che hanno portato il prezzo del titolo molto lontano dai 9,25 euro per azione previsti per l’Opa.

Il debutto di Gismondi 1754

Non è stata molto fortunata quanto a tempismo di ingresso all’Aim Italia anche l’altra azienda di gioielleria, la genovese Gismondi 1754, che ha debuttato il 18 dicembre 2019 e le cui quotazioni sono attualmente molto inferiori ai 3,2 euro del prezzo dell’Ipo. La società aveva chiuso il 2019 con ricavi pro-forma (che riflettono retroattivamente il perfezionamento delle acquisizioni delle controllate commerciali Stelle Srl e Vivid Sa, che gestiscono le boutique di Genova, Portofino, Milano e St. Moritz) in crescita del 4% a 5,75 milioni ma, sempre su base pro-forma, l’ebitda è sceso del 13% a 850.738 euro, l’ebit del 32,2% a 616.987 euro e l’utile netto del 46,7% a 313.967 euro.

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I mezzi finanziari

Questo in relazione un incremento dei costi per servizi pari al 17% a quasi 1,5 milioni (derivante per lo più da maggiori costi per lavorazioni di terzi ma anche per pubblicità e consulenze, legate all’ingresso all'Aim Italia) e ad ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali balzati da 40.221 a 206.535 euro per l’iscrizione dell’avviamento da consolidamento e la capitalizzazione dei costi di quotazione, che sono ammontati a 0,87 milioni ma hanno consentito a Gismondi 1754 di raccogliere mezzi finanziari netti per circa 4,1 milioni, il che ha portato al 31/12/2019 a una liquidità netta di 3,38 milioni.

Salgono ancora i ricavi a marzo 2020

Al 31/3/2020 Gismondi 1754 ha evidenziato un balzo dei ricavi pari al 57% a 730.911 euro, nonostante tra fine febbraio e marzo abbia avuto luogo il lockdown di tutti i punti vendita (sia monomarca che concessionari), il che ha determinato una flessione del 23% a 125.545 euro della Divisione Wholesale USA (gli Stati Uniti sono il primo mercato del gruppo e generano il 57% dei ricavi), a cui si è aggiunta l'ammissione al Chapter 11 della catena di department store Neiman Marcus (i preziosi Gismondi 1754, che non è creditrice di Neiman Marcus, erano presenti in 5 punti vendita della catena).
Attualmente per Neiman Marcus si prospetta la possibilità di una fusione con la “rivale” Saks Fifth Avenue, ma quale che sia il destino della catena distributiva statunitense Gismondi 1754 intende destinare i propri gioielli solo nei punti vendita ritenuti più “strategici” e quindi non oggetto di eventuale chiusura. Inoltre a fine gennaio 2020 è stato siglato un accordo distributivo con la catena Maris Collective, presente in 25 store in hotel e resort di lusso nel mondo, ed è stato aperto il primo corner Gismondi 1754 presso il Four Seasons Resort Hualalai (Hawaii), a cui faranno seguito altri 3 corner in altrettanti resort in Messico, USA e Costa Rica. È stato aperto anche un corner a Doha (Qatar) presso un department store di proprietà del gruppo locale del lusso Alfardan (fornitore di gioielli della Casa Reale). Nel primo trimestre 2020 il canale Wholesale Medio Oriente di Gismondi 1754 ha già conseguito ricavi per 44.534 euro.

Potenziato il canale e-commerce e le vendite in aree strategiche

E l’Italia? Nel primo trimestre 2020 ha generato solo il 7% delle vendite contro il 31% dell'intero 2019, ma va ricordato che in questo periodo il negozio stagionale di Portofino è chiuso; quello di Genova ha evidenziato una flessione dei ricavi del 39% a 72.057 euro ma per contro il negozio di Milano ha visto crescere le vendite del 35,6% a 43.847 euro. Gismondi 1754, come da disposizioni di legge, ha interrotto la produzione a partire dal 23 marzo 2020 ma l’ha ripresa il 4 maggio. Le vendite sono però proseguite e la società ha deciso di accelerare l’avvio della propria piattaforma di e-commerce (operativa dall’8 maggio 2020 e raggiungibile anche da Instagram e Facebook), ed ha siglato un accordo di distribuzione con il marketplace internazionale di vendita on-line di accessori di lusso “Moda Operandi”. Per sostenere le vendite in alcune aree strategiche state avviate anche le consegne in conto visione di pezzi di High Jewelry ai propri concessionari in Medio Oriente, Russia e Cipro.

A seguito della crisi determinata dal Covid-19 la società ha dovuto completamente reinventare la strategia delineata in sede di Ipo che prevedeva, fra l’altro, l’apertura di nuovi corner presso la catena Neiman Marcus e la partecipazione a fiere internazionali di settore (per il momento ferme). Ma ha dimostrato di saper reagire e, anche se probabilmente le vendite del secondo trimestre (che saranno rese note il 20 luglio 2020) rappresenteranno un momento ancora molto critico, ad aiutare le prospettive future di Gismondi 1754, oltre all’e-commerce, sarà proprio la sua vocazione prettamente artigianale. Nel primo trimestre 2020 infatti le cosiddette “Special Sales”, vale a dire le collezioni ad elevata personalizzazione, hanno evidenziato un balzo dei ricavi da 48.777 a 247.126 euro. Si tratta di gioielli “tailor made” di cui Massimo Gismondi, azionista di riferimento con il 61,5% del capitale sociale (il 5,08% è poi detenuto dal fondo Zeus Capital Alternative Best Opportunities), segue direttamente la creazione e la produzione.

Quanto alle vendite presso altri canali, dato che il cosiddetto “revenge shopping” verificatosi per ora soprattutto in Cina dopo il termine del lockdown ha riguardato per lo più articoli di lusso, non è escluso che anche Gismondi 1754 ne possa beneficiare nell’ultima parte dell'anno e poi nel 2021.

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