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Aim ai raggi X: Iervolino Entertainment, 2019 in linea con il budget

I ricavi complessivi, pari a 80 milioni, sono stati lievemente inferiori alla guidance di 84 milioni, mentre l'ebit è risultato più elevato (22,6 milioni contro 22 milioni)

di Valeria Novellini

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(Stefano Capra)

I ricavi complessivi, pari a 80 milioni, sono stati lievemente inferiori alla guidance di 84 milioni, mentre l'ebit è risultato più elevato (22,6 milioni contro 22 milioni)


4' di lettura

A meno di un anno dal debutto all'Aim Italia di Iervolino Entertainment (che ha avuto luogo il 5 agosto 2019), è già tempo di bilanci, o meglio del confronto fra i risultati dell'esercizio 2019 e il budget indicato nel documento di ammissione.
I ricavi complessivi, pari a 80 milioni, sono stati lievemente inferiori alla guidance di 84 milioni, mentre l'ebit è risultato più elevato (22,6 milioni contro 22 milioni). Per quanto riguarda il giro d'affari, i ricavi veri e propri sono ammontati a 66,7 milioni, di cui 64,2 da produzione cinematografica, 1,3 da attività di “Celebrity Management” (partecipazione di personaggi famosi a trasmissioni televisive) e 752.000 euro da pubblicità. Il che rappresenta un avvio di diversificazione rispetto ai 26,3 milioni di soli ricavi da produzioni cinematografiche del 2018.

I conti

I proventi da “tax credit” sono poi balzati da 7 a 13,6 milioni, con una crescita da 3,9 a 4,7 milioni di quello relativo alle attività di ricerca e sviluppo e un balzo da 3,1 a circa 9 milioni del tax credit per produzioni cinematografiche.

L'ebit, come si è detto superiore alla guidance, è derivato sostanzialmente dalla differenza tra i ricavi da cessione dei diritti di opere filmiche e la quota di competenza dell'esercizio degli ammortamenti dei diritti stessi, pari a 52,3 milioni; i costi di struttura, pari a 4,6 milioni, di cui 393.000 euro per il costo del personale, mentre l'altra maggior voce di costo sono i costi per Celebrity Management pari a 1,2 milioni (quindi il saldo fra costi e ricavi Celebrity Management è stato positivo per soli 63.000 euro), oltre a costi di pubblicità per 859.000 euro (saldo negativo ricavi e costi pubblicità per 107.000 euro).

Dopo l’Ipo
Nel 2019 sono poi state effettuate svalutazioni e altri accantonamenti per 410.000 euro. Iervolino Entertainment ha un'incidenza degli oneri finanziari netti molto bassa, pur essendo lievemente salita da 242.000 a 268.000 euro circa, e al 31/12/2019, grazie ai proventi dell'Ipo, evidenziava un indebitamento finanziario netto di soli 549.000 euro a fronte dei 5,9 milioni di fine 2018.

Poiché il tax rate è basso ed è inoltre sceso dal 10,6% al 9,5% (in relazione all'imputazione di imposte differite in aumento da 1,16 a 2,15 milioni), l'utile netto è pressoché raddoppiato, balzando da 10,2 a 20,2 milioni. Ma prudenzialmente non saranno distribuiti dividendi a valere sull'esercizio 2019.

Sono stati reperiti mezzi finanziari con un prestito
Intanto Iervolino Entertainment ha emesso, a fine 2019, un prestito obbligazionario convertendo (riservato a investitori qualificati) da 7,7 milioni, al tasso fisso annuo del 3% e con scadenza 23 dicembre 2020 (l'unica cedola ammonterà quindi a 231.000 euro), con conversione automatica a scadenza in azioni della società al prezzo di conversione di 4,8433 euro (saranno quindi emesse circa 1.590.000 nuove azioni), pari alla media aritmetica delle quotazioni nel periodo 4 – 18 dicembre 2019 ma ovviamente molto superiore alle attuali quotazioni post effetto Covid-19.

L'azionista di riferimento IA Media ha sottoscritto obbligazioni per 100.000 euro, e quindi per potenziali 20.600 nuove azioni circa.
L'attuale capitale sociale di Iervolino Entertainment è composto da 33.400.029 azioni (di cui 11 milioni di categoria B a voto maggiorato facenti riferimento a IA Media, vale a dire Andrea Iervolino).

Il flottante rimane basso, e pari al 17,16%, nonostante un aumento di capitale con emissione di 30.000 nuove azioni riservato a Llc Consulting Srls relativo al conferimento del 49% di Arte Video (società operante nella realizzazione di produzioni e post-produzioni video, cinematografiche, di animazione e multimediali) e la discesa della partecipazione di UnipolSai Assicurazioni a una quota azionaria attualmente pari al 3,3% del capitale sociale.

Il potenziale maggiore risiede ora nelle web series
In linea con quanto indicato in sede di Ipo, Iervolino Entertainment ha impiegato in parte i nuovi mezzi finanziari per l'acquisizione del 51% di Arte Video (l'esborso in denaro è stato di 153.000 euro); al momento non è ancora stata aperta la nuova sede prevista a Los Angeles. E il futuro? La società è fra quelle che potenzialmente potrebbero beneficiare della maggiore utenza di programmi “da casa” per effetto del Covid-19, e difatti secondo un'indagine riportata dal Financial Times nelle prime 2 settimane di febbraio gli utenti cinesi hanno scaricato app di contenuti video per il 40% in più rispetto alla media del 2019. Però in Cina l'effetto Covid-19 si sta esaurendo, mentre ovviamente è atteso in crescita nelle altre parti del mondo (anche in Italia).

Va ricordato che nel 2019 ben 30,1 milioni di ricavi erano riferiti alla web series “Artic Justice” e 10,7 alla web series “Puffins”, mentre i rimanenti 23,3 milioni di ricavi erano per lo più riferiti a opere filmiche (attualmente le prospettive dei lanci in sala non sono brillanti mentre permangono le opportunità di sfruttamento dei diritti negli altri canali). Dato che per ragioni contingenti la partecipazione “fisica” di personalità a trasmissioni televisive in Italia (e anche all'estero) appare problematica, difficilmente potranno essere ripetute a breve performance quali quelle derivanti dalla presenza di Antonio Banderas e Johnny Depp a “C'è posta per te” a inizio 2020, con forti incrementi di audience della trasmissione.

Analogamente andrà verificato il potenziale impatto dell'accordo siglato con Paradox Studios per la produzione del film “Eddie & Sunny” (regista Desmond Devenish), che prevederebbe ricavi per almeno 4,6 milioni di $ a favore di Iervolino Entertainment, ma la situazione attuale potrebbe ritardare l'avvio delle riprese. Maggiori opportunità potranno sorgere dall'accordo per la produzione di una serie Tv thriller in 4 episodi (di cui il primo sarà diretto da Dario Argento, che sarà “show runner” di tutta la serie) e dall'acquisizione, avvenuta a fine 2019 per 12,25 milioni di $ di cui 9,85 già pagati, di 7 “intellectual properties” derivanti dallo spin-off del film Arctic Justice allo scopo di ricavarne serialità per la Tv e i nuovi media, oltre a diritti di merchandising, sfruttamento commerciale, colonna sonora e editoria cartacea (attività queste ultime che però stanno risentendo del Covid-19).

Il potenziale per Iervolino Entertainment esiste, ma è legato principalmente alla sempre maggiore focalizzazione sulle attività destinate a piattaforme di streaming (alle quali potrà contribuire anche la neo-controllata Arte Video in particolare nell'ambito della post-produzione); nel 2020 sono fra l'altro previste produzioni e consegne per diverse decine di episodi delle web series “Arctic Justice” e “Puffins”. In tali condizioni, anche il 2020 potrebbe rivelarsi un esercizio positivo.

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